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Emilia Romagna

Cervia

La storia di Cervia è legata alla produzione del sale. La città ha origine antica, probabilmente greca. Un tempo era detta Ficocle. Si trovava a pochi chilometri dall'attuale linea di costa, in mezzo alle valli adatte ad imbrigliare l'acqua marina ed a facilitare le operazioni di estrazione del sale.
Teodoro, esarca di Ravenna, distrusse Ficocle nel 709 ma la città venne ricostruita. Il sale aveva una notevole importanza per la vita di un tempo: non era solo un condimento per cibi ma anche elemento essenziale per le attività di trasformazione e conservazione dei cibi prima dell'avvento della "tecnologia del freddo".
Proprio per l'importanza delle saline, Cervia dunque fu oggetto di contese tra Venezia, Rimini e lo Stato Pontificio, del quale fece parte tra il 1509 ed il 1859. Una nuova ricostruzione fu completata tra il 1698 ed il 1714.
Oggi Cervia è un centro turistico: dalla fine dell'800, l'antica città del sale, il vecchio borgo dei pescatori e le zone di insediamento agricolo sono state oggetto di uno sviluppo in direzione del turismo. Impulso decisivo è venuto dalla creazione della città giardino di Milano Marittima (1912).
Vanto della città è il rispetto dell'ambiente che ha accompagnato lo sviluppo turistico: attorno a Cervia una pineta è dal 1963 Parco Naturale (la zona è la parte meridionale del "bosco spesso e vivo" cantato da Dante e Byron).
Cura della città sono l'abbellimento floreale ed il verde pubblico, oltre all'impegno nell'organizzazione di seminari a tema ambientale ogni anno (Fondazione Cervia Ambiente).
Da non dimenticare il legame con lo sport, con la salute (le Terme) ed il riscoperto valore delle tradizioni enogastronomiche (solo a Cervia si può gustare il vero Cerbio Doc).

Tutta la provincia di Ravenna però ha molto da offrire: il centro della città capoluogo è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco mentre Faenza è uno dei centri più importanti in Italia nel campo della tradizione della produzione della ceramica. La tranquilla pianura è un susseguirsi di campi coltivati e frutteti, da esplorare, lungo le vie della viabilità minore, anche in bicicletta.
I romantici colli delle valli del Senio e del Lamone sono ricchi di prati e colture, alternati a bosco spontaneo. Mentre sale la quota la vegetazione varia dai querceti e castagneti di fondovalle a faggete sommitali e conifere.
Un paesaggio rigoglioso, vario e punteggiato da antichi borghi e castelli che nasconde anche dirupati calanchi che preannunciano il paesaggio roccioso della Vena del Gesso, imponente affioramento .. appunto gessoso.

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