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Monte Rosso da Chiareggio
Autunno

Passo del Muretto

Il passo del Muretto è un antico valico oggi poco conosciuto. La traccia ricalca l’antica via voluta dal Generale Cadorna durante la Prima Guerra Mondiale e, ancor prima, la via che percorrevano i mercanti duranti i loro viaggi tra Valtellina e Svizzera. L’ascesa, come in tutti i tracciati militari, è lunga ma costante e priva di strappi.
Il dislivello colmato (quasi mille metri) e lo sviluppo sono notevoli.  Si parte da Chiareggio e si prosegue, senza timore di sbagliare, lungo la traccia, sfiorando l'Alpe dell'Oro (2010 mslm: da vedere appena dopo il disgelo!) e guadagnando quota al cospetto di cime alte più di tremila metri tra cui il monte Disgrazia. Un unico tratto si differenzia: quasi alla fine, là dove il tracciato originario è franato e il nuovo sentiero si arrampica su pendenze superiori. Il valico è posto a 2562 metri di altitudine, affacciato sulle cime dei Grigioni.

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Lo stesso valico fu insanguinato durante le “guerre di religione” che videro combattere elvetici e valtellinesi, ovvero protestanti e cattolici, e fu superato dallo sfortunato Nicolò Rusca, durante il suo rapimento. Ne parla la pagina http://www.paesidivaltellina.it/passodelmuretto2/index.htm: “Vi fu un ventennio nel quale la Valtellina fu al centro della storia d'Europa. Non fu un bel periodo per questa terra, saccheggiata ed impoverita dal passaggio degli eserciti che se ne contendevano il controllo. Si combatteva la guerra dei Trent'anni (1618-1648), che vedeva schierati, su fronti opposti, da una parte la Spagna e la corte asburgica di Vienna, dall'altra la Francia e, in Italia, la Repubblica d Venezia. Gli Spagnoli dominavano Milano, mentre i domini assurgici raggiungevano il Tirolo. In mezzo stava proprio la valle dell'Adda, che assunse, quindi, un ruolo strategico decisivo, in quanto il suo controllo da parte degli spagnoli avrebbe assicurato il collegamento fra i due potentissimi alleati. La valle era però, da più di un secolo, possesso della Lega Grigia, i Grigioni, che facevano parte della Confederazione Svizzera. Costoro erano protestanti, mentre in Valtellina la fede cattolica era rimasta largamente maggioritaria. Di qui una crescente tensione fra i Grigioni e le maggiori famiglie valtellinesi, determinate a resistere ad ogni tentativo di infiltrazione del Protestantesimo nella valle. In questo clima di tensione si inserisce l'episodio che segnò una sorta di punto di non ritorno. Nicolò Rusca, che da 28 anni reggeva con grande energia la parrocchia di Sondrio, venne rapito da una sorta di incursione dei soldati svizzeri e portato a Thusis, dove era stato costituito un tribunale speciale, lo "Strafgericht": qui morì, sotto tortura, il 4 settembre 1618. L'episodio suscitò uno scalpore enorme, e convinse i cattolici a preparare una ribellione sanguinosa che ebbe inizio a Tirano il 19 luglio 1620, con la strage di Protestanti nota come "sacro macello valtellinese".”

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