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Alpe Scima durante gli ultimi giorni d'autunno
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Autunno

Alpe Scima

Passeggiata ideale in autunno, per godere dei riflessi autunnali in un contesto bucolico e davvero evocativo!
Dalla trattoria di Dunadiv (730 mslm), sui monti di Gordona, in piena Val Chiavenna, si sale per una ripida mulattiera (la mulattiera detta del benefattore) ricavata in un ombroso bosco di faggi fino a raggiungere le baite dell'Alpe Orlo (1175 mslm). Caratteristiche, sono poste a ridosso di una cresta, quasi sull' "orlo" dello spartiacque della montagna.
Si prosegue - intersecando varie volte una strada carrabile - fino all'Alpe Cermine (1350 mslm) che si trova invece su un panoramico terrazzamento naturale, affacciato su vasti angoli della val Chiavenna e della più piccola val Bondeno.
Le pendenze si fanno più severe nell'ultimo tratto che risale il prato dietro l'Alpe Cermine e si avventura poi nel bosco risalendo un ripido versante: l'arrivo alla superba Alpe Scima ripaga di ogni fatica (1875 mslm).
Discesa per la via di salita.

Si può "mixare" la salita arrivando in bicicletta da Gordona fino all'Alpe Cermine e proseguendo poi a piedi: la salita è durissima! In meno di otto chilometri, infatti, si colma un dislivello di più di seicento metri.

Torniamo sulla mulattiera per raccontarla con le parole di www.paesidivaltellina.it
"Si tratta della cosiddetta mulattiera del benefattore (la denominazione locale è "strèda de scèrman", cioè strada di Cermine), uno splendido manufatto, realizzato a regola d'arte, che si sviluppa da Gordona a Cermine per circa 4 km e 1000 metri di dislivello. Prima degli anni settanta del Novecento, quando venne realizzata l'attuale carrozzabile che da Gordona raggiunge Bodengo, essa rappresentava la via principale di accesso agli alpeggi sopra Gordona ed alla Val Bodengo stessa. Fu finanziata dal benefattore Giovan Battista Mazzina ("Pin Mazzina") e realizzata, grazie al lavoro di molti Gordonesi, nel 1928-29. Il Mazzina, nato nel 1884, dopo un'infanzia da pastore sugli alpeggi sopra Gordona cercò e trovò fortuna nel settore alberghiero in Sud America, in particolare a Buenos Aires, dove lavorarono diversi gordonesi. Molteplici le sue iniziative benefiche, a Gordona, Mese e Chiavenna. In particolare restaurò anche la cappella dedicata alla Madonna del Rosario lungo la mulattiera, oltre al Monumento ai Caduti, al Municipio ed all'Acquedotto di Gordona. A lui sono state intitolate la scuola primaria e la scuola media di Gordona, dove morì il 19 maggio 1931. Percorrere interamente questa mulattiera è un'esperienza faticosa ma suggestiva. Si può toccare... con piede la sapiente gestione delle pietre e dei dislivelli che agevola per quanto possibile la fatica della salita.
Nel punto in cui la mulattiera si stacca dalla carrozzabile (ignoriamo però la pista sterrata che parte alla sua destra) si trova un pannello con la poesia dialettale "La mulattiera", di Agostino de Agostini ("Fanada"), che in traduzione italiana suona così: "Pietra consumata dal tempo, priva di spigoli per non causare dolore ai tanti piedi nudi passati nel corso degli anni: persone e animali, uomini con carichi pesanti da portare, mamme e bambini". 
La mulattiera conserva la sua fattura accurata: sale gradualmente, con fondo riposante, all'ombra di un bosco, incrocia più in alto la pista sterrata e dopo qualche svolta porta all'alpe Orlo. Si tratta di un maggengo localmente chiamato "öör" menzionato nell'estimo del 1643 come Or di Sermone o Or di Scermen. Ci accoglie una fontana a due cannelle, la funtèna de l'öör, presso la quale parte il segnalato sentiero che prende a sinistra e si addentra in Val Pilotera. Vicino alla fontana si trova la cappella chiamata capèla de l'öör. Ignoriamo la deviazione e restiamo sulla mulattiera del benefattore."


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