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Addentrarsi, spesso solitari, in un'ampia valle soleggiata che si spinge sino alle soglie dei ghiacciai perenni del gruppo dell'Adamello, ammirare cime alte oltre tremila metri senza superare difficoltà tecniche o tratti particolarmente ripidi: questo offre una ciaspolata in val Salarno, una laterale della val Camonica. Partenza dell'itinerario è Saviore dell'Adamello, metri 1210 (indicazioni in loco per rifugio Prudenzini). Si percorre a piedi anche la strada forestale asfaltata (spesso innevata durante l'inverno) che conduce in poco meno di 4 km al rifugio Fabrezza. Da qui inizia la vera salita. Si percorre una ripida mulattiera che, costruita a servizio delle opere idroelettriche di Salarno e Macesso, risale con pendenze regolari il primo "gradone" glaciale. Attenzione alla possibilità di incontrare tratti ghiacciati e insidiosi. Giunti nei pressi della diga di Macesso (uno sbarramento quasi impercettibile) si esce dal bosco ed i panorami si ampliano: non più solo l'imponente mole della Presolana alle proprie spalle ma anche le cime più occidentali del gruppo dell'Adamello verso Nord e verso Est. Dopo aver costeggiato per alcuni minuti il bacino di Macesso, un tratto caratterizzato da pendenze più impegnative colma il dislivello che separa dall'altro bacino artificiale, chiuso da uno sbarramento decisamente più evidente, a 2200 metri di altitudine (lago di Salarno). Proseguendo oltre si può seguire il sentiero estivo per un tratto poi sarà spesso necessario "inventarsi" un percorso nella neve fresca prestando estrema attenzione per evitare le insidie nascoste dalla neve. Il lago di Salarno può considerarsi dunque un valido punto di arrivo per chi, inesperto, non voglia rischiare il proseguimento sino al rifugio Prudenzini. ![]() indice rubrica |
![]() Due scorci della salita in val Salarno: sopra la Presolana, a sinistra la vallata |