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I tornanti del passo dello Stelvio, dal basso (scorri la gallery!)
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La dogana del Giogo d'Umbrail
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Glorenza
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Mustair
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Salita al passo
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Lungo la salita
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Il rifugio Garibaldi, 100 metri sopra il valico
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Rifugio Garibaldi
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Fioriture in val Monastero, in Svizzera
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Mustair
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Mustair
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Prato allo Stelvio
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I tornanti del passo dello Stelvio, dall'alto
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Tubres
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Autunno in val Monastero
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Passo dello Stelvio

La salita al passo dello Stelvio è senz'altro un traguardo ambito da ogni appassionato, una sfida che attira chiunque ami la bici.
L'itinerario proposto ha un'eccezionale valenza atletica, storica e naturalistica: la "strada più alta d'Europa", infatti, unisce tre culture, tre lingue e due Stati correndo al cospetto di ghiacciai perenni che culminano con la più alta cima delle Alpi Orientali, l'Ortles (3900 mslm). Inutile ripetere come i ventisei chilometri ed i 48 (quarantotto!) tornanti che da Prato allo Stelvio (o Prad Am Stilfserjoch, in tedesco) conducono in cima al Passo siano una prova severa, da ricordare e raccontare.
La discesa conduce in Svizzera attraverso un valico antico: si tratta del passo Umbrail - talora indicato come Giogo di Santa Maria - un confine messo a dura prova durante la Prima Guerra Mondiale: ogni giorno, infatti, si temeva per la neutralità della vallata svizzera, incastrata tra i le linee del fronte italiano ed austriaco.
Rapidamente i tornanti conducono dal Passo Umbrail alla val Monastero, paradiso del verde e della tranquillità, per poi rientrare su pendenze meno veloci in Sud Tirolo.
Prima del ritorno a Prato allo Stelvio si sfiora la preziosa cittadina di Glorenza, città medioevale che conserva intatto ed affascinante la propria struttura.

Si parte dunque da Prato allo Stelvio, 930 mslm, piccolo paese situato all'imbocco della valle di Trafoi. I primi chilometri di salita non sono eccessivamente impegnativi, costituiscono anzi un utile riscaldamento: l'insidia può essere il freddo perchè nelle prime ore del mattino la strada è all'ombra.
Al km 8.5 si incontrano i primi due tornanti: anticipano l'ingresso in Trafoi, ridente paesino di montagna, inserito in un incredibile contesto paesaggistico. Qui si apre la vallata che corre verso Solda e l'Ortles.
Oltre Trafoi la strada incomincia ad inerpicarsi, proponendo tornanti sempre più ravvicinati ed offrendo anche tratti severi.
E' da dire che il passo dello Stelvio non è caratterizzato da pendenze fuori dalla norma: "solo" il 14% di massima pendenza, tuttavia la pendenza media alta (9%) ed il notevole chilometraggio (appunto ventisei chilometri) rendono l'ascesa "per pochi".
I tornanti diventano la costante del tratto che segue l'uscita dal bosco, poco oltre i 2000 metri: incombono sulla testa di chi pedala (già intorno al 30° tornante si intravede il punto di arrivo) e si susseguono rapidamente.
Al km 26 si possono alzare le braccia al cielo: è il momento di festeggiare l'arrivo ai 2758 mslm del passo dello Stelvio, il secondo valico stradale più alto d'Europa (in Francia ve n'è uno poco più alto, questione di una decina di metri), godendosi il panorama sulle cime che racchiudono la zona.
Una sosta può essere dedicata al Museo Carlo Donegani, intitolato al costruttore della strada, ed al monumento a Fausto Coppi. Digressioni interessanti sono possibili sui due versanti: verso nord si accede al rifugio Garibaldi, costruito sulla cima omonima; verso sud invece si accede ai ghiacciai del gruppo Ortles-Cevedale.
La discesa conduce in pochissimi minuti al bivio per la Svizzera (km 29.5): in trecento metri di leggera salita si scollina al passo Umbrail (o Giogo di Santa Maria) transitando attraverso le due dogane. Il panorama si è ora aperto sulle creste di confine tra l'Austria e la Svizzera, creste che chiudono a nord la val Monastero.
La discesa è rapida, sterrata per circa due chilometri (km 36-38), e velocemente conduce a Santa Maria in Monastero (km 43.7) e poi Mustair che ospita un monastero tra i più importanti d'Europa: al suo interno conserva infatti affreschi di epoca carolingia.
In centro al paese di prende a destra per Merano.
Ritornati in terra italiana la discesa riprende più decisa sino alle porte di Glorenza (km 58): un incrocio segnala la strada provinciale che conduce sino al punto di partenza, Prato allo Stelvio (km 65.3).
Le pendenze chilometro per chilometro, www.salite.ch
Clicca qui per aprire la prima mappa e clicca qui per aprire la seconda mappa.

 

Dal 2001 si svolge una manifestazione ciclistica non competitiva chiamata Scalata Cima Coppi.
Un’occasione unica per tutti gli appassionati: la partecipazione è libera, gratuita e non c’è nemmeno bisogno di iscriversi. Inoltre è consentito iniziare la scalata all’orario più “consono” in base alle proprie esigenze o preferenze. Insomma, basta arrivare muniti di bicicletta e con tanta voglia di faticare: chi partecipa, verrà ampiamente ricompensato dal magnifico scenario naturale e dalla consapevolezza di essersi misurato con una delle tappe che hanno fatto la storia del Giro d’Italia.
Lungo il percorso è naturalmente prevista l’assistenza sanitaria e saranno presenti diversi punti di ristoro. L’evento, organizzato dal Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio, prevede la chiusura al traffico veicolare, dalle ore otto alle sedici, sui versanti lombardo, altoatesino ed elvetico. Per chi arriva in auto, ampi parcheggi sono disponibili nella zona artigianale di Prato allo Stelvio e in zona funivie, Via Milano e zona Pentagono a Bormio. La passata edizione ha fatto registrare oltre novemila partecipanti, dai più allenati, concentrati sulla prestazione cronometrica, agli amatori intenti a godersi la pedalata nella natura o le soste ai gettonatissimi punti ristoro del Parco.

Per informazioni: info@stelviobike.eu - www.stelviobike.com

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