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Morfasso
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Castell'Arquato
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Castell'Arquato
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Girasoli nella pedemontana piacentina
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Vigoleno
Lasciati Ispirare

Nel cuore dell'Appennino Piacentino

L'Appennino Piacentino è un territorio collinare che - salvo rare eccezioni - non presenta elevazioni di spicco o rilievi che si contraddistinguano nel panorama. Al netto di alcuni tristissimi stabilimenti industriali,  uno dei quali si potrà ammirare durante questa pedalata, è tuttavia un territorio che affascina per la propria verdeggiante natura dove è possibile disegnare un'infinita serie di percorsi circolari per pedalare in sostanziale tranquillità. 
E' proprio questa un'altra caratteristica di queste colline: la sostanziale assenza di traffico fatte salve le direttrici più importanti come la ex statale della Val Trebbia o quella della Val Nure.

Il percorso che proponiamo in questa pagina misura 114 chilometri ed ha il merito di offrire almeno quattro varianti per essere abbreviato (anche di molto) e soprattutto quello di sfiorare due borghi castellati - Castell'Arquato e Vigoleno;  un castello - Gropparello - ed un'intrigante sede di ritrovamenti di epoca romana, Veleia. Il dislivello è notevole: il livello di difficoltà è elevato ed è sconsigliabile effettuare il giro nei giorni più caldi stante la bassa altitudine media (non si superano i mille metri di quota).

Punto di partenza è Castell'Arquato, 160 mslm: il profilo di questo antico borgo castellato è uno degli scenari più belli della provincia, dell'Appennino e probabilmente si candida ad essere una delle destinazioni più affascinanti del nord Italia. 
Al di là della pedalata, vale davvero la pena spendere qualche decina di minuti e risalire la strada acciottolata che conduce dal fondovalle fino alla piazza dove si affacciano tre palazzi simboli del potere: il Palazzo Comunale, la Rocca Viscontea e la Basilica.
Il panorama sul borgo è ancora più interessante dalla strada lungo la quale inizia l'itinerario: al semaforo in prossimità del ponte, infatti, si azzera il contachilometri e si supera l'Arda in direzione di Fiorenzuola. Appena terminato il ponte, però, si gira a destra, iniziando a salire verso Bacedasco e la frazione Costa Stradivari, guadagnando così un centinaio di metri di altitudine incantati - come detto - dal panorama su Castell'Arquato.
E' presto il momento di affrontare una breve discesa: 3.3 km dopo la partenza, a poco meno di 300 mslm, si gira a destra, si scende lungo una strada dissestata, passando per un'interessante formazione geologica e ci si porta sulla provinciale della valle dell'Ongina in corrispondenza di una trattoria. E' un incrocio da tenere a mente perchè la versione "integrale" di questa pedalata appenninica vi farà ritorno verso la fine.
Presa la provinciale dell'Ongina si procede in falsopiano per una manciata di chilometri e poi in salita più sensibile fino a Vernasca: nel paese la strada prosegue in buona pendenza ed appena fuori regala invece un momento per rifiatare. Una discesa ed un tratto pianeggiante prima di riprendere a salire verso una nuova frazione (ignorare il bivio sulla sinistra per Borla). Una lunga salita mai costante, ricca di momenti dove rifiatare, conduce fino al "bivio Luneto" (21.5 km, 850 mslm): è una fase abbastanza "selvaggia", si pedala infatti in un fitto bosco di latifoglie. E così si continua: si arriva rapidamente a Bore che si supera proseguendo oltre verso il passo Pelizzone.
Questo valico tuttavia non si raggiunge: al km 28.5 infatti, a circa 920 metri di quota, si prende a destra verso Morfasso e si incomincia una discesa che, seppur gradevole, non inviterà alla velocità quanto alla prudenza. Il fondo, infatti, è decisamente poco amichevole: strada dissestata, buche, qualche tratto sterrato consigliano di essere prudenti nel percorrere i dodici chilometri fino a Morfasso, piccolo comune posto nel fondovalle della Val d'Arda.
Morfasso vuol dire nuova salita: seguendo le indicazioni per Bettola - Carpeneto - Gropparello si procede verso sinistra lungo la provinciale 15 guadagnando quota su discrete pendenze fino al bivio con la SP10 che, superando il valico di Prato Barbieri, immette sulla strada per Gropparello (ignorare dunque le indicazioni per Carpaneto, SP14, precedenti questo bivio). Quiete e verde sono i tratti distintivi anche di questo tratto di salita, impegnativo ma non troppo e davvero sinuoso: si passa in circa sette chilometri dai 650 mslm di Morfasso ai 930 mslm di Prato Barbieri.
L'itinerario - scollinato Prato Barbieri - propone ora una dozzina di veloci chilometri sulla cresta che divide la Val Nure dalla Val Chero: si perde quota, salvo qualche falsopiano in risalita, senza mai affrontare pendenze severe, l'asfalto è in gran parte buono (nuovo nel luglio 2018): al km 59.2 (475 mslm) si incontra un bivio, appena prima di Castellana. Chi desidera seguire il percorso integrale prosegue diritto, chi intende rinunciare al giro attorno al castello di Gropparello gira a destra, procedendo per Veleia.
Proseguire verso Gropparello significa scendere ancora fino ai 340 mslm del ponte che segna l'ingresso nel paese. Lo stesso paese si attraversa in salita per poi nuovamente scendere verso il castello che si lascia sulla destra proseguendo verso il fondovalle fino alle indicazioni per la frazione Mirandola (250 mslm, 66.8 km). 
La visione del castello dal versante occidentale evidenzia quanto appropriata sia l'etimologia del borgo: Gropparello infatti deriva dall'arcaico "grop", sperone. Ed il castello è infatti posto su uno sperone roccioso che ne ha valorizzato le potenzialità difensive per secoli.
A questo bivio, a valle del castello, si riprende a salire, su pendenze severe, fino alla frazione Bersani che è detta "il paese delle fiabe" perchè sui suoi muri sono dipinte scene tratte dalle più popolari fiabe per bambini (480 mslm, 70 km). Si supera Bersani e si torna sulla strada percorsa in precedenza risalendo a ritroso fino a Castellana e poi al bivio che conduce verso Veleia (475 mslm, 71.5 km).
Una veloce discesa porta dunque al fondovalle solcato dal Chero: si può andare a destra verso Carpaneto per poi salire verso Rustigazzo ma il percorso preferisce sbirciare i resti romani di Veleia e pertanto si seguono le indicazioni iniziando una severa salita verso questa celebre frazione di Lugagnano Val d'Arda. Inizia ora un tratto molto .. "nervoso" in cui salite e discese si alternano, offendo anche tratti in falsopiano, così come si intervallano momenti nel bosco più fitto e passaggi tra campi coltivati, senza trascurare l'attraversamento di piccole borgate. Senza annoiarsi, quindi, si passa per Rustigazzo e Costa per poi scendere a Lugagnano Val d'Arda lungo la SP47. Nell'incrocio centrale di Lugagnano i chilometri percorsi saranno 88 e la quota 230 mslm: una decisione s'impone: l'alternativa facile è chiudere la pedalata lungo la trafficata provinciale di fondovalle e raggiungere, in poco meno di cinque chilometri, Castell'Arquato.
Più impegnativo è aggiungere un nuovo, intrigante anello alla pedalata.
Quest'ultima scelta richiede di perdere ancora trenta metri di altitudine, superare il ponte sull'Arda ed iniziare la comoda salita verso Vernasca: al km 92.2, colmati quasi duecento metri di dislivello, si ritorna al punto incontrato poco dopo la partenza (precisamente al km 9.7) e si riprende in discesa la provinciale dell'Ongina. In corrispondenza di località Franchini (l'incrocio del km 4) si svolta a destra e, dopo una ripida discesa (fino a 190 mslm), si inizia una nuova, sfiancante ma breve salita verso Vigoleno (360 mslm, 102 km). L'incontro con questo splendido castello ripaga della fatica che richiede l'ascesa: si può volendo, lasciare la bici per un attimo  e passeggiare tra le mura dell'antico borgo, posto a presidio di uno sperone che domina la valle dello Stirone.
La discesa, sull'altro versante, inizia altrettanto ripida: dopo poche decine di metri, però, regala un tratto pianeggiante. Ad un incrocio si svolta a sinistra, si risale per circa trenta metri e poi di nuovo ripida discesa, tortuosa, verso la valle dell'Ongina (la deviazione per Vigoleno, dunque, può essere evitata per abbreviare questa estensione della pedalata).
E' il momento dell'ultimo sforzo: al km 105.9, appena dopo essersi riportati sulla provinciale di fondovalle, si incontra un bivio per Bacedesco Alto (160 mslm). Un'ultima salita, comoda salvo il tratto finale, porta al cospetto della chiesa del paese. Qui si gira a destra e si prosegue fino a scollinare una sorta di GPM (290 mslm, 108 km) che è il preludio ad un interminabile (vista la fatica cumulata) tratto in saliscendi che conduce all'ultima discesa, quella su Castell'Arquato che ripercorre la strada percorsa alla partenza della pedalata.

Si concludono così le panoramiche fatiche di un percorso lungo, impegnativo, ma davvero gratificante. Il dislivello cumulato, visti tutti i saliscendi, è superiore ai 2600 metri!

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