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una terra di grandi ciclisti |
Lo sguardo spazia sul settore meridionale della provincia di Belluno: sul Nevegal, sul Cansiglio, sul territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Tutti gli itinerari sono di media difficoltà. |
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TRA STORIA E NATURA
Da Carve di Mel si parte per questo itinerario circolare di 25 km che copre un dislivello totale di 900 metri e va a toccare luoghi molto importanti dal punto di vista storico-naturalistico. Da Carve si prende una stradina verso Pellegai e si entra nella frazione Samprogno. Sulla destra stacca una salita che prosegue verso Zelant in saliscendi (bivio presso una fontana: destra). Salendo si fa sempre più ampio il panorama sulla Val Belluna e sulle estremità meridionali del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Al piazzale si gira a destra, ancora a destra dopo una chiesetta in discesa sterrata seguendo per Caosa. Si raggiunge una stalla dove tenere la sinistra fino ad un bivio dove parte un sentiero (a destra) che porta ad un torrente da guadare bici in spalla. Si sale ancora su sentiero, su rampe severe, fino alla massima quota delle prima parte dell'itinerario. Da lì si scende verso i Prati di Costa dell'Erba fino ad incrociare la Carve-Praderadego. Si svolta a sinistra fino San Fermo nei pressi di Praderadego dove passa uno dei rami della via militare Claudio Augusto Altinate, antico tracciato militare risalente ai primi decenni dopo Cristo. Nei pressi di una pozza d'acqua si segue per Pian Castron e Malga Canidi fino ad incominciare, andando a destra al bivio successivo, la discesa verso Tiago. Si passa per il Castello di Zumelle e poco dopo si prende a destra su asfalto e poi fino al Ponte di San Donà. Si continua prima verso Praderadego e poi verso Carve. (Nevegal) LAMON Un itinerario di 21 km che copre un dislivello di 750 metri attorno a Lamon, paese che recentemente è balzato agli onori della cronaca per aver chiesto il passaggio dal Veneto al Trentino a seguito di un referendum popolare. Dalla piazza di Lamon seguiamo in direzione sud la strada per San Donato. Usciti dall’abitato un cartello indica verso sx la deviazione per il ponte romano della antica via militare Claudia Augusta Altinate: scesi dalla bici ci abbassiamo lungo una scalinata nel bosco fino a raggiungere la significativa costruzione. Rimontati in sella saliamo la rampa ghiaiosa che continua verso Rugna e da qui giriamo verso sx lungo la pianeggiante strada asfaltata. Scendiamo, quindi, verso San Donato, sopra il quale si eleva il Monte Coppolo. Ad un bivio ci si alza verso dx, mentre al successivo imbocchiamo, a sx, Via Col Sec pedalando in direzione di Le Ei, dove la Baita Tabià ed il Ristorante El Tajol offrono ristoro. Cominciamo ora la discesa verso Lamon, lungo il versante opposto a quello di salita: in corrispondenza ad un tornante con crocifisso abbandoniamo la strada principale e procediamo per quella sterrata. Dopo aver attraversato Le Saline la strada porta ai meravigliosi prati Scheid; ad un bivio con crocifisso ci si abbassa verso sx fino al termine della carrareccia: alla nostra sx, ora, dietro due abitazioni, ha inizio un sentiero nel bosco che conduce ad una zona di risorgiva. Il percorso è ora più evidente, ma sconnesso; dopo Furianoi indirizziamo le bici verso sx ed è discesa sino a Lamon. (Feltrino) MALVAN Solo duecento metri di dislivello ed otto chilometri di lunghezza per un facile itinerario, adatto a tutti. Dal Piazzale del Nevegal si va in via Col de Gou proseguendo oltre la sciovia di Col Canil. Si continua a scendere finchè la strada si fa sterrata (km 2). Al km 2.5 lo sterrato si fa più ghiaioso e richiede più attenzione. Al primo bivio si va a dritti mentre a quello seguente si gira a destra per intraprendere una facile salita, via del Malvan, che si affaccia sul gruppo dolomitico della Val Belluna. Presto si torna all'asfalto e si torna al punto di partenza girando a destra. In tutto dieci chilometri scarsi. (Nevegal) LE CRESTE DEL NEVEGAL L'escursione è impegnativa sia dal punto di vista tecnico che fisico. Ventiquattro chilometri, dislivello in salita di 900 metri ed anche qualche punto poco ciclabile. Splendido il panorama su Val Belluna, Alpago ed i gruppi dolomitici. Si parte dal Piazzale del Nevegal: subito sterrato in salita e si gira quasi subito a sinistra e di nuovo a destra. Si prosegue sino al Ristoro da Giuliano su strada asfaltata e cementata con pendenze anche del 30% (!). I chilometri percorsi sono solo 1.2 ma il dislivello già colmato è di 170 metri. Al ristoro si prende uno sterrato in salita ed al bivio seguente si tiene ancora a sinistra fino allo skilift. L'erto pendio si risale sull'erba per prendere poi una mulattiera in discesa. Discesa che dura poco in quanto presto si risale fino a giungere al Ristorante Casera, 1400 metri, km 6. Nei pressi inizia una ripida forestale (tratti a piedi) fino a giungere ad un eccezionale punto panoramico. Oltre questo punto la strada si biforca e la direzione da seguire è quella di sinistra che tocca diversi rifugi fino al rifugio Bistrot, km 9, metri 1616. Il panorama è sempre ottimo lungo la carrareccia che, se seguita porta al Col Visentin. Girando a destra invece si scende alla base dello ski-lift e di nuovo da Giuliano (km 13). Ci si inoltra tra larici e abeti verso Costa Legner, capanno cui si giunge al km 15 senza particolari fatiche. E' il momento di prendere un sentiero in leggera discesa che porta ad una mulattiera da imboccare in discesa: tecnica e controllo sono doti fondamentali in questo tratto! Si incrocia finalmente un tranquillo tratto in asfalto al km 17.5 e si va a destra fino ad un bivio dove si procede verso destra per arrivare a Caviole. Si prosegue oltrepassando un ponte ed iniziando una leggera salita sempre sulla via principale. Manca ormai poco alla fine del percorso: al km 20.5 si è a quota 947 in prossimità di un tornante asfaltato dove imboccare uno sterrato. Si sale ancora al bivio successivo (destra), a quello dopo ancora (destra) ed al terzo (sinistra). Si oltrepassa una radura e si fa ritorno al punto di partenza lungo una strada asfaltata.
Clicca per aprire la mappa KOMPASS PASCOLET Solo tredici chilometri ma 430 metri di dislivello da colmare in due momenti distinti: nei primi tre chilometri e dal km 8 all'arrivo. Si scende dal Piazzale del Nevegal verso Ponte nelle Alpi fino al bivio per Pascolet-Marasciada, a destra su stradina asfaltata. La carrareccia termina al km 4 dove incomincia un breve e ripido tratto erboso in cui è meglio (o necessario) scendere dalla bicicletta. Si raggiunge dunque un altopiano dove proseguire dritto e scendere poco dopo in modo progressivamente più impegnativo. Discesa breve, di nuovo salita (a piedi) fino ad una radura seguita da un bivio in cui si segue la traccia meno evidente, a sinistra: discesa dura! Si gira dopo 50 metri a sinistra fino ad incontrare al km 4.5 una mulattiera (destra) fino ad una radura panoramica (discesa e salite) dove immettersi su un tratturo in forte discesa che passa per la Casera del Diaol. Alla destra del casolare c'è una carrareccia che seguita per due chilometri porta ad una strada asfaltata che conduce a Quantin. Ducento metri oltre la Chiesa si prende una strada sterrata (segnale raccolta funghi regolamentato) e dopo alcuni tornanti si giunge ad un bivio dove si prende l'irregolare sterrato in salita sulla sinistra. Strappo impegnativo e nuova radura: si prende un tratturo verso destra tenendo la via principale fino a tornare a via Calmada e poi di nuovo al Piazzale del Nevegal. (Nevegal)
Clicca per aprire la mappa KOMPASS GRAN BOSCO DA REME DI SAN MARCO NEL CANSIGLIO Questo itinerario porta a passare per i boschi di faggi che già nel '400 furono adocchiati dai veneziani per ricavarne legna per le loro navi ed i remi: proprio per questo prende il nome di Gran Bosco da Reme di San Marco, nome datogli proprio dalle autorità della Serenissima Repubblica di Venezia. Sotto lo Stato italiano il Bosco subì alterne vicende prima di vedere sancita la sua inalienabilità e di essere tutelato dall'istituzione di più riserve naturali.
Da Pian Rosada (metri 1050) si prende una strada sterrata sulla sinistra che, in leggera discesa e dentro alla Riserva Naturale Orientata Pian di Landro Baldassarre, porta ad una sbarra e ad un bivio (3,4 km) dove girare a sinistra verso la Casa Forestale della Candaglia, immersi in un bosco verdeggiante e tutelato da severe norme che vietano l'accesso di autoveicoli.
Dalla casera nei pressi del Col si incomincia a scendere verso la Crosetta (qualche auto). La strada è in discesa per sei chilometri (quota 1150) per poi alzarsi lievemente, si gira a destra su una stradina, fino a giungere a malga Sponda Alta (km 17.2). Si riprende presto a scendere ed al km 19.5 si è alla Crosetta (il finale è sulla statale 422). Si abbandona presto la statale per una strada (asfaltata solo inizialmente) che stacca sulla destra ed è segnalata da un grande cartello indicante il nuovo ingresso nel Bosco del Cansiglio (km 21.5 metri 1120). Si pedala agevolmente fino al km 26.1 (metri 1210) quando si ritorna nei pressi del bivio del km 9.6: si incomincia dunque una breve discesa di tre chilometri su asfalto sino a Pian Cansiglio (metri 1000), sede delle attività forestali ed economiche della zona, per poi "risalire" in otto chilometri, sempre su asfalto sino al punto di partenza. L'itinerario si snoda per sessanta chilometri nei pressi di una delle più grandi foreste d'Italia, protetta e sfruttata dai Dogi della Serenissima Repubblica di Venezia come riserva di legname per remi e barche. Le salite non sono impegnative ne il fondo è particolarmente sconnesso, unica insidia può essere la lunghezza del percorso. Si parte da Piancavallo (UD) a 1259 metri e si sale su sterrato a Casera Valle Friz (metri 1515, 10 km). Nei pressi della Casera ci si trova ad un bivio in cui, procedendo a destra, si giunge alla Casa Forestale della Candaglia pedalando nella fitta pecceta dell'antica foresta secolare. Alla Casa, metri 1200 km 27, la discesa non è ancora finita e prosegue sino al km 37 circa, in località Crosetta: alla Casa si gira a destra per il Piancansiglio e si tiene sempre la sinistra nelle successive deviazioni. Qui si riprende a salire verso Sponda Alta, metri 1212, Col de S'Cios e Pra del Bisier, metri 1361 - km 54 - da cui si fa ritorno veloce a Piancavallo. ![]() La campagna di Feltre offre borgate e ville di interesse storico-culturale molto rilevante. Questo itinerario misura 29 km ed è accessibile a tutti in quanto non presenta difficoltà particolari ne richiede un impegno notevole. Dai piazzali di parcheggio, passiamo il ponte per immetterci verso dx, quindi al successivo incrocio si prosegue verso sx, poi verso dx, puntando in direzione della stazione ferroviaria. Laddove la strada con una secca svolta piega a raggiungere il Cimitero Militare Germanico di Feltre, proseguiamo diritti, fiancheggiando la chiesetta, in direzione della Colonia Alpina. Poco prima di questa ci abbassiamo verso dx lungo uno sterrato, per immetterci nuovamente sulla statale in corrispondenza di Anzù; seguiamo ora le indicazioni per Cellarda. Si passa il canale e, più avanti, si svolta a dx lungo via delle Sorgenti, quindi per Villapaiera: giunti nei pressi del paese svoltiamo a dx, in direzione di Nemeggio. Poco prima di quest’ultima frazione si asseconda a sx il sottopasso ferroviario salendo in direzione di Feltre. Giunti sulla strada statale la seguiamo, ma subito si abbandona per via Lipoi sulla sx: attraversiamo un paesaggio agrario splendidamente conservato e, raggiunto un edificio rurale, proseguiamo verso dx. Più avanti trascuriamo la deviazione per via S. Lorenzo e seguiamo la strada per Vellai; qui giunti risaliamo la via Romanella al termine della quale è ubicata Villa Berton. Poco oltre l’accesso di questa villa svoltiamo a sx, così da entrare a Villabruna, dove, nei pressi della grande chiesa, ci immetteremo nella strada pedemontana in direzione di Feltre. Seguire subito dopo l’indicazione per Grum, sulla dx, fino a Villa de Mezzan: sul retro della villa dopo aver assecondato verso sx due stradine ci immergiamo nella quiete della campagna. Il tratto termina ad Umin, oltre il quale si segue la pedemontana per Feltre. Per rendere più piacevole il ritorno è consigliabile proseguire per Pedavena e scartare a sx, lungo via della Sega; di nuovo a sx verso la strada asfaltata, ancora a sx all’incrocio della scuola, fino all’Ospedale. ...in collaborazione con www.dolomiti.it MONTE DOC Trentacinque chilometri e millecento metri di dislivello da Vas verso il Monte Doc. Dalla Piazza di Vas usciamo in direzione sud immettendoci nella trafficata provinciale. Poco prima del ponte sul Piave seguire le indicazioni per Segusino: prima di giungere in centro, però, una indicazione per "Stramare" segnala verso sx la prosecuzione del nostro itinerario e l’inizio delle fatiche. Ci alziamo fino a Riva Grassa, quindi a Stramare e Milies: la stretta stradina è fiancheggiata da piccole abitazioni in sasso. Poco oltre il paese ha inizio uno sterrato dal fondo sconnesso. Ad uno dei tornanti stacca sulla dx una carrareccia per malga Molvine e malga Mariech. Più in alto il bosco lascia spazio ai vasti alpeggi del M. Doc. Poco dopo la larga insellatura di "Forcella" prendiamo la carrareccia che costeggia sulla dx la pozza d’acqua e tosto si insinua nella faggeta: cominciamo, così, la lunga discesa per Marziai, quindi intersechiamo nuovamente la strada provinciale che ci riporterà alla partenza. (Feltrino, in collaborazione con www.dolomiti.it)
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BIETER Itinerario a cunetta con discesa di 7.5 km seguita da altrettanti chilometri di dolce salita al 5% di pendenza media che permette di ammirare panorami ed ambienti. A 1025 metri di quota, dal Piazzale del Nevegal, si parte percorrendo la strada principale per qualche centinaio di metri fino a dirigersi verso Ponte Alpi a destra al secondo bivio. Si continua per 3 km fino alla fine del rettilineo del maneggio dove in prossimità di una larga curva si imbocca una strada sterrata (via Calmada) a sinistra. Al km 7, dopo quattro chilometri di discesa, si giunge a Bieter, metri 650: si sale sullo sterrato di destra per un ulteriore chilometro fino a giungere ad un quadrivio: km 8, metri 747 di altitudine. Qui si imbocca la stradina asfaltata a destra che presto si fa sterrata e la si segue fino ad un bivio, km 9.6 Al bivio, si gira a destra proseguendo in salita su uno sterrato più dissestato: uno strappo più duro e ci si porta in prossimità di una radura dove si prosegue verso destra su tratturo tenendo la direzione principale. Superato Col Panada si giunge, al km 11.7, di nuovo a via Calmada. (Nevegal)
Clicca per aprire la mappa KOMPASS NEL VERDE FELTRINO Dall’ampio piazzale centrale di Santa Giustina passiamo il T. Veses utilizzando la nuova passerella per proseguire verso sx, lungo via Costabella. Ben presto ci immergeremo nel verde della campagna di Paluch; dopo un tratto un po’ più pendente, con visuale sui soprastanti monti Pizzocco, ad un bivio con crocifisso si mantiene la sx giungendo a Fumach. All’incrocio successivo giriamo a dx e, quindi, a sx così da imboccare la ripida stradina per Barp; passate le poche case proseguiamo a sx. Poche pedalate ci separano dall’intersecare la strada pedemontana per Cesiomaggiore e S. Gregorio nelle Alpi (500 metri circa). Poco prima di entrare in paese, però, abbandoniamo la suddetta strada per seguire verso dx le indicazioni per Roncoi. Recuperare le energie dopo la faticosa rampa e proseguire ancora in salita verso sx, così da raggiungere, dopo un ultimo strappo, uno spiazzo in località di Fontanelle. Sulla sx imbocchiamo un’agevole strada sterrata a mezza costa; quasi subito riprende il fondo asfaltato. Ad un bivio, poco prima dell’azienda agricola, deviamo a dx e quindi a sx all’incrocio successivo. Con veloce picchiata si perviene così a San Gregorio, laddove si seguono le indicazioni per Cesiomaggiore. In lieve discesa si raggiunge il ponte sul T. Veses ed inizia una strada sterrata sulla dx, che conduce a Campel, ove riprende l’asfalto. Saliamo verso le case Marianne e scendiamo velocemente per Cesiomaggiore, attraversiamo l’abitato e all’incrocio scegliamo la strada di sx, in direzione di Santa Giustina, seguendola fino a Marsiai; entrati nell’abitato giriamo, di nuovo, a dx, lungo via dei Mori. Piacevolmente pedaliamo lungo la carrareccia fino al bivio dove l’asfalto riprende, passiamo sotto la ferrovia e teniamoci sulla sx agli incroci, onde evitare la statale. ..in collaborazione con www.dolomiti.it MONTE AVENA Dalla piccola piazza di Faller seguiamo verso est la comoda rotabile per il Passo Croce d’Aune; dopo 2.6 Km si perviene ad un bivio in prossimità del ristorante La Casera: seguiamo verso dx la strada che si incunea nel bosco. Senza strappi saliamo verso il Passo e, dopo aver lasciata sulla dx la stazione di partenza della nuova seggiovia che conduce nei pressi del Rifugio Campon, in breve si viene ad intersecare la strada asfaltata per la Malga Casera dei Boschi ed il M. Avena. La seguiamo verso dx, per poi svoltare a sx lungo una strada sterrata nel bosco. Dopo 2 Km la carrareccia, denominata "Troi della Zeccona", conduce in campo aperto; da qui, con una breve digressione verso sx si raggiunge il Col Melon. Intersecata la strada asfaltata cominciamo la salita che condurrà sulla sommità del M. Avena; senza troppa fatica si raggiunge la Malga Casera dei Boschi, dalla quale si gode di una splendida vista verso le Vette Feltrine. Sulla sx proseguiamo la salita lungo uno sterrato fino a pervenire al Rifugio Campon, a 15,1 Km dalla partenza: sosta d’obbligo. Poco prima del ristoro, sulla sx, ha inizio la discesa per Faller, lungo una carrareccia dal fondo erboso. Raggiunta la stazione di arrivo della seggiovia svoltiamo a sx della costruzione ed, in breve, raggiungiamo la Casera La Montagnola. Attraverso la fitta abetaia si scende bruscamente fino ad un bivio dal quale seguiamo una comoda strada sterrata che porta in direzione di Faller. Ad un ulteriore bivio nei pressi della baita "Al Pascolon", giriamo ancora a sx raggiungendo Ramen, e di qui rapidamente a Faller (km 21.5 - dislivello totale coperto: 680 metri). (Feltrino, in collaborazione con www.dolomiti.it ) LE VILLE FELTRINE La campagna di Feltre offre borgate e ville di interesse storico-culturale molto rilevante. Questo itinerario misura 29 km ed è accessibile a tutti in quanto non presenta difficoltà particolari ne richiede un impegno notevole. Dai piazzali di parcheggio, passiamo il ponte per immetterci verso dx, quindi al successivo incrocio si prosegue verso sx, poi verso dx, puntando in direzione della stazione ferroviaria. Laddove la strada con una secca svolta piega a raggiungere il Cimitero Militare Germanico di Feltre, proseguiamo diritti, fiancheggiando la chiesetta, in direzione della Colonia Alpina. Poco prima di questa ci abbassiamo verso dx lungo uno sterrato, per immetterci nuovamente sulla statale in corrispondenza di Anzù; seguiamo ora le indicazioni per Cellarda. Si passa il canale e, più avanti, si svolta a dx lungo via delle Sorgenti, quindi per Villapaiera: giunti nei pressi del paese svoltiamo a dx, in direzione di Nemeggio. Poco prima di quest’ultima frazione si asseconda a sx il sottopasso ferroviario salendo in direzione di Feltre. Giunti sulla strada statale la seguiamo, ma subito si abbandona per via Lipoi sulla sx: attraversiamo un paesaggio agrario splendidamente conservato e, raggiunto un edificio rurale, proseguiamo verso dx. Più avanti trascuriamo la deviazione per via S. Lorenzo e seguiamo la strada per Vellai; qui giunti risaliamo la via Romanella al termine della quale è ubicata Villa Berton. Poco oltre l’accesso di questa villa svoltiamo a sx, così da entrare a Villabruna, dove, nei pressi della grande chiesa, ci immetteremo nella strada pedemontana in direzione di Feltre. Seguire subito dopo l’indicazione per Grum, sulla dx, fino a Villa de Mezzan: sul retro della villa dopo aver assecondato verso sx due stradine ci immergiamo nella quiete della campagna. Il tratto termina ad Umin, oltre il quale si segue la pedemontana per Feltre. Per rendere più piacevole il ritorno è consigliabile proseguire per Pedavena e scartare a sx, lungo via della Sega; di nuovo a sx verso la strada asfaltata, ancora a sx all’incrocio della scuola, fino all’Ospedale. ...in collaborazione con www.dolomiti.it |
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