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L'attuale Parco dell'Adamello è il risultato dell'impegno profuso per oltre mezzo secolo: già nel 1918, nel 1937 e nel 1951 erano stati portati avanti tentativi per l'istituzione di un'area protetta lungo il versante bresciano dell'Adamello. Nel 1973 una commissione provinciale, costituita su indicazione e proposta della commissione lombarda dei parchi, inserì l'Adamello tra le zone da tutelare, facendo proprie le istanze del CAI di Brescia, del Museo di Scienze Naturali di Brescia e di altre associazioni di tutela. Nove anni dopo arrivò il parere favorevole della Comunità Montana di Valle Camonica e l'assenso del Consiglio Provinciale di Brescia: nel settembre 1993, la legge regionale n.79 istituì il Parco. Il parco si trova al centro della catena alpina, estendendosi per circa 51.000 ettari, dal Tonale al Crocedomini lungo il versante bresciano. Il versante trentino è parte del Parco Naturale Adamello Brenta. Il Parco si inserisce in un'importante "corridoio" protetto costituito anche dal Parco dello Stelvio e dallo svizzero Parco dell'Engadina, due parchi nazionali. Il gruppo presenta una conformazione a raggera con le cime e le creste in posizione di dominio sulle numerose valli che si diramano per tutto il parco. Per quanto riguarda la flora, il Parco offre una grande varietà di esemplari, legati all'altitudine: il parco infatti copre aree che corrono dai 390 metri del punto minimo ai 3539 del punto di massima altitudine. Dal fondovalle verso i mille metri di quota si distende un'ampia orlatura di castagneti, da Breno ad Incudine prati e boschi decidui misti di ontani, aceri, carpini, frassini, betulle, salici, ornielli e pioppi tremuli sono intervallati da prati, pascoli e boschetti di cerro, quercia, sambuco nero e biancospino. Oltre i mille metri le latifoglie lasciano progressivamente spazio alle conifere. Gli alberi si diradano intorno ai 1900-2000 metri, anche se qualche esemplare sparso si trova anche oltre i 2300 metri. Più in alto si estende la fascia degli arbusti nani e contorti: ontano verde, salice, pino mugo, rododendro e ginepro. Oltre i 2300 metri si sconfina nei pascoli alpini, ricchi di genziane, soldanelle, pulsatille, sassifraghe e stelle alpine. Nel settore meridionale del parco non è raro ammirare la fioritura delle orchidee. Diffusi il capriolo ed il cervo nei boschi di latifoglie, il camoscio, invece, popola (con popolazione in crescita) le zone oltre i limiti della vegetazione. Un processo di reintroduzione ha comportato il rilascio di quaranta stambecchi. In cielo volano la pernice bianca ed anche alcuni esemplari di aquila reale. Pagina redatta in collaborazione con Parco dell'Adamello: www.parcoadamello.it Altre Guide Lombardia |
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