BORMIO








AMBIENTE, STORIA E CULTURA
La Valtellina è un'ampia regione che si sviluppa dal Lago di Como al Passo dello Stelvio e si può quindi dividere in tante sottoregioni.
Una di queste è la zona detta Contea di Bormio, area che gravita attorno a Bormio (metri 1225), Livigno (1850 metri), Valdidentro e Valfurva, una zona molto diversa dal resto della Valtellina, un lungo solco unitario scavato dall'Adda.
La conca di Bormio si apre oltre Cepina Valdisotto ed è una zona sostanzialmente pianeggiante chiusa tra alte cime di altezza superiore ai 3000 metri.
La Valdidentro, o valle dell'Adda, è divisa in due rami: uno dei laghi artificiali di Cancano e S.Giacomo, l'altro del torrente Braulio che sale fino al Passo dello Stelvio.
Presso Semogo in Valdidentro confluiscono anche la Val Viola e la valle del Foscagno: quest'ultima è spartiacque tra il Bacino del Mediterraneo (Adda, Po ed Adriatico) e del Mar Nero (Spol, Inn, Danubio e Mar Nero). Ed oltre il Passo c'è Trepalle la cui chiesa, Santa Anna, è sede della parrocchia più alta d'Europa.
La Valfurva, invece, scende verso est da Bormio ed è racchiusa dalle Tredici Cime: chiudono la valle in un anfiteatro costituito dai gruppi del Cevedale e del Tresero, che racchiudono peraltro il ghiacciaio dei Forni.
Estremamente significativo è il Parco Nazionale dello Stelvio, prossimo a Bormio, che è l'area protetta più grande d'Europa ricco di flora e fauna pregiate.

La storia di Bormio inizia in epoca di non facile determinazione, la leggenda la riporta alla divinità Bormo che consacrò le sue acque termali.
In epoca preistoria (incisioni rupestri a Grosio) il Bormiese è stata l'ultima zona ad essere abitata e sono stati appunto rinvenuti reperti legati all'età del Bronzo, con probabile presenza di popolazioni liguri preindoeuropee (Burm è appunto radice diffusa nelle aree colonizzate da tali popolazioni).
In seguito la zona fu abitata dai Reti, dai Celti e gli etruschi che si fusero con veneti e illirici prima di essere conquistati dai Romani.
L'epoca di dominazione romana non è ben conosciuta: si sa che l'area godette di una certa autonomia, con un buon tenore di vita dovuto a fiorente attività commerciale ma ad esempio non si conosce se la zona fosse parte dell'Impero o aggregata alle province di Rezia e Vindelicia.
E' certo invece che le fonti termali fossero sfruttate: ne parlano sia Plinio, I secolo dC, che Cassiodoro, V secolo, nelle loro rispettive opere: Naturalis Historia e Variae.
Il commercio fu risorsa principale anche in età medioevale: coinvolta in conflitti tra Milano, Como ed i Vescovadi di Coira (Svizzera) e cercò sempre di sfruttare a proprio vantaggio questi scontri.
La cittadinanza ottenne nel 1377 la Magna Charta delle Libertà Bormiesi e rimase in vigore sino al XVIII secolo. L'autonomia fu forte anche rispetto al foro ecclesiastico tanto che la Contea di Bormio, ben distinta dal resto della Valtellina.
Nel XIV Bormio fu annessa al Ducato di Milano sotto il quale come detto conservò i suoi privilegi e potè svilupparsi sempre sfruttando la sua posizione di transito, ma fu colpita nel 1468, 1476 e 1495 da tre ondate di peste.
Il XVI secolo, invece, segna il passaggio sotto gli svizzeri: due secoli di dominio dei Grigioni durante i quali i privilegi furono leggermente ridotti.
Privilegi che invece furono aboliti nel 1797 quando la zona come tutto il Nord Italia fu annesso alla Repubblica Cisalpina ed al Regno Italico napoleonici e soggetto a gravi tassazioni e leva militare.
Valchiavenna e Valtellina animarono il Congresso di Vienna che l'Austria riuscì a strappare al Cantone dei Grigioni: la dominazione austriaca portò uno sviluppo delle vie di comunicazione tra cui la strada dello Stelvio, ultimata nel 1825.
Nel 1859 la zona fu liberata dai Garibaldini e, da quel momento, la zona riprese a svilupparsi anche con il turismo.
Dopo la Prima Guerra Mondiale furono costruite le dighe di San Giacomo e Cancano e le relative due centrali idroelettriche.
Tutte queste dominazioni, ed ogni epoca, sono rintracciabili negli edifici di Bormio che è più di una località turistica: nel suo centro storico rimangono palazzi risalenti anche al XV secolo, come la Torre Alberti, e chiese altrettanto antiche (Santa Barbara, Sant'Ignazio e la ex-chiesa di Santo Spirito).

LE TERME
Una citazione meritano le terme di Bormio, citate anche da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, conosciute forse dal I secolo. Gli studi sui poteri benefici delle loro caratteristiche partono invece nel corso dell'Ottocento.
L'acqua sgorga ad una temperatura variabile tra i 35° ed i 40°.

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