STORIA E CULTURA
Da Ponte Gardena, 471 metri, incominciano i venticinque chilometri di Val Gardena, una delle più famose valli altoatesine, ricca di particolari naturali ed artistici.
I gruppi montuosi che chiudono la valle sono i celebri massicci del Sella, Sassolungo, Cir e le Odle: tutti gruppi dolomitici di straordinario fascino che sicuramente appartengono al novero dei più bei monti delle Alpi e del mondo intero.
E' a Pontives che incomincia il territorio turistico e dove si trova peraltro il confine linguistico tra il tedesco ed il ladino: nella zona ladina stanno le famose località di Ortisei, Selva Gardena, Santa Cristina con la loro tipica edilizia che rende unica ogni via, ogni strada di questi paesi.
Tutti questi paesi, infatti, pur se turisticizzati, hanno mantenuto i tratti tipici dell'edilizia alpina e vivono con sentimento profondo il loro essere ladini.
Altrettanto affascinanti sono i costumi tipici gardenesi, tra i più ricchi di storia nati dai viaggi e dalle conoscenze delle antiche genti della valle. Il Museo della Val Gardena è un ottimo modo per conoscere storia e cultura della valle.
LINGUA LADINA
La lingua ladina è il risultato dell'influenza retica sul latino parlato dai soldati romani di stanza in queste valli alpine e si parla, oltre che in Gardena, in Val Badia, Fassa, Livinallongo, Ampezzo, Comelico, alcune zone del Friuli e nel Cantone dei Grigioni in Svizzera.
Quindici anni fa, nel 1985, vennero festeggiati i 2000 anni di cultura ladina. Nel 15 aC infatti si verificò la conquista della regione da parte di Druso, condottiero romano, che originò la fusione culturale di cui sopra da cui, intorno al I secolo dC, nacque la lingua ladina. Nomi ladini rimangono su vari masi e costruzioni del XVI-XVII secolo a testimonianza della diffusione di tale parlata che però, con la diffusione delle popolazioni germaniche in Alto Adige, venne isolata in valli laterali come appunto la Val Gardena.
All'anno 6000 aC risalgono i primi reperti relativi alla vita in questa valle: si tratta di utensili da caccia rinvenuti presso Plan de Frea. Al 400 aC risalgono invece fibbie in bronzo, gioielli, asce di ferro, sciabole di origine gallica e dunque si avverte un "buco" di 5000 anni dei quali non è stato rinvenuto nessun reperto.
A livello politico territoriale il primo documento è del 999: il Conte von Andechs consegna al vescovo Gotschalk di Freising il "Forestum ad Gredine", territorio della Val Gardena. La parola preromana Gredine potrebbe suggerire la delimitazione di un territorio.
ARTE
A livello artistico, oltre a tutte le case tipiche, costruite secondo particolari canoni architettonici è interessante la Chiesa di San Giacomo che risulta essere la più antica della valle. Si raggiunge solo a piedi da Ortisei: in stile barocco è ricca di affreschi, dipinti e quadri ed è dedicata al protettore degli escursionisti e dei pellegrini.
Al XV secolo risale la Cappella di Sant'Anna nel cimitero di Ortisei, semplice e commemorativa, mentre è del 1673 la Chiesa di Sant'Antonio ad Ortisei, anch'essa semplice ed essenziale. Al suo interno un'immagine di Sant'Antonio di Padova, un quadro dello svizzero Melchior Paul von Deschwanden.
Nel cuore della valle di Santa Cristina si trova un'altra importante testimonianza dell'architettura gardenese: lo sviluppo di una cappella dedicata a Santa Cristina costruita nel dodicesimo secolo. Dell'antica chiesa romanica, citata in una bolla papale del 1342, è rimasta la torre campanaria mentre lavori successivi hanno donato tratti artistici di stili successivi.
Ai piedi delle cime sta la Cappella di San Silvestro in Vallunga: piccola e molto semplice nasconde affreschi risalenti ad almeno 300 anni fa (ultima foto)
Il Castello di Wolkeinstein ed il Castel Gardena sono le costruzioni "laiche" più interessanti: il primo (XIII secolo) si raggiunge su breve e ripido sentiero ed è in posizione di "aquila" sulla valle mentre il secondo è una residenza rinascimentale che nasconde un'attitudine alle armi tipicamente medioevale. Detta anche Fischburg perchè era circondata da numerosi laghetti in cui il barone praticava allevamento di trote.
IL PARCO NATURALE PUEZ-ODLE
Il Parco comprende un grande altopiano delle Dolomiti nordorientali con arditi pendii, bizzarre erosioni, fessure, ponti naturali. Comprende una superficie di 9400 ettari ad altitudine media di 2500 metri.
Nei boschi della valledominano il pino silvestre, l'abete rosso ed il larice mentre oltre i 1800 metri quando il bosco si dirada prevalgono il pino cembro, il pino mugo ed i cespugli di ginepro. In fondovalle invece si trovano anche aceri, ontani, pioppi e betulle. Tra i fiori che colorano prati e ricce: primule, genziane, pulsatille ed orchidee (numerose specie).
In questi boschi vivono lepri, caprioli, marmotte, camosci ed anche donnole, volpi, tassi senza dimenticare volatili anche rari come picchio muratore e picchio muraiolo, lucherino, fringuello, codirosso, cince, allodole, gallo cedrone, sparviero, poiana, astoria, aquila reale (Vallunga).
In Bici
Guide all'Alto Adige
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Immagini del Sassolungo, del gruppo Puez (2) e del gruppo Sella
Link Apt Val Gardena
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