VALLE DEI MOCHENI

L'insediamento mocheno comprende le due sponde della valle del Fersina e si concentra nei paesi di Frassilongo, Roveda, Fierozzo e Palù per un totale di 51 kmq. A conferma della particolare diversità linguistica delle popolazioni di questa valle i quattro paesi hanno anche un toponimo mocheno e cioè, rispettivamente, Garait, Oechlait, Vlarotz e Palae.
La parlata mochena è definita dagli antichi "alemanna ossia tedesca" e gli studiosi la collegano alla parlata medio bavarese.
La particolarità culturale, di cui l'unicità linguistica è un riflesso, è stata rafforzata anche dalla chiusura endogamica a livello matrimoniale ma oggi è minacciata e si richiedono interventi anche a livello politico per favorire una sensibilizzazione ed una presa di coscienza di tutti gli abitanti e delle istituzioni.

Entrando in valle, tuttavia, si incontra per primo il paese di Sant'Orsola Terme, un paese che però ha origini italiane e si caratterizza anche per la forma dell'insediamento accentrato, contrastante con la natura sparsa dei tre comuni mocheni.

Come in passato è il bosco la ricchezza principale della valle. Ampie estensioni di bosco comune caratterizzano la vallata: larici, abeti rossi ed anche latifoglie come l'olmo, la betulla, il carpino, i ciliegi ed a quote inferiori i castagni.
Oggi i tipici frutti del sottobosco sono protagonisti dell'economia locale, in particolare di quella di Sant'Orsola: ribes, lamponi, uva spina, mirtilli, more e fragole.
Dal bosco deriva il legname per molteplici scopi: i vincelli per la pastura, le foglie per le lettiera, i chiodi, i denti dei rastrelli ed i pali per le staccionate. La tecnica di costruzione tradizionale, detta blockbau, utilizza tronchi con diametro di circa 30-40 cm e sovrapposti a castello, sono bloccati reciprocamente ad incastro tramite tacche praticate sulle travi.
Il maso "hof", costruzione tipica, è bipartito: la stalla, la parte residenziale in muratura ed altri ambienti di servizio al piano inferiore, mentre al piano superiore si trovano il fienile in legno ed il manto di copertura in scandole.

L'insediamento nella valle da parte dell'uomo è senz'altro riconducibile almeno all'età del bronzo, periodo al quale risalgono numerosi ritrovamenti. Tuttavia, nessun gruppo ha lasciato insediamenti permanenti anteriori all'arrivo delle popolazioni di lingua tedesca, nonostante la valle fu usata per i suoi pascoli dagli abitanti di Pergine e della Valsugana.
Già nel 1200 erano numerosi gli abitanti teutonici a Frassilongo ma la colonizzazione della valle, sistematica e attuata dai Conti del Tirolo, risale ai secoli successivi, al '300 ed al '400. Nel corso dei secoli seguenti vi fu un movimento migratorio sia in arrivo che in partenza ma molte famiglie residenti oggi nella Valle possono ricondurre la loro storia ai primi coloni.
Nel '500 e nel '600 la valle conosce un'intensa attività mineraria: le maestranze sono composte da minatori tedeschi che tuttavia rimangono per brevi periodi nella valle senza integrarsi con la popolazione locale. Importante testimonianza di tale periodo è la Grua va Hardombl: si tratta di una miniera coltivata già nel '500 ma utilizzata anche nel corso del XIX secolo. Al suo interno è possibile conoscere le tecniche di lavoro e gli strumenti utilizzati.
Tra i minerali presenti i principali sono la pirite, la crisocolla, la fluorite e la calcopirite.



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