ROVERETO ED ALA


AMBIENTE, STORIA E CULTURA
Rovereto la prima città che si incontra entrando in Trentino dalla Valle dell'Adige. Secondo centro della provincia di Trento, Rovereto è ricca di storia e tradizioni ed è prossima a interessanti località turistiche.
Le sue prime notizie risalgono al XIII secolo e parlano di un centro abitato arroccato attorno agli spalti di un munito castello. Si trattava di un fortilizio che, negli obiettivi della famiglia feudataria dei Castelbarco, doveva rappresentare un simbolo di potenza da mostrare all'autorità dei Vescovi di Trento. Nei due secoli successivi, poi, attorno al Castello si sono estesi alcuni borghi esterni: San Tommaso, Santa Caterina, Valbusa e Santa Maria. Nel 1411, per il testamento di Azzone di Castelbarco, il Castello con i borghi circostanti passano alla Repubblica Veneta che ne fa un punto avanzato lungo la valle dell'Adige per sfondare in territorio trentino. Mire espansionistiche ben presto abbandonate, soprattutto dopo la sconfitta del 1487 nei pressi di Castel Beseno (prima foto).
Fu significativo, però, il contributo veneziano alla cittadina: estensione della cinta muraria, costruzione della Chiesa, dedicata a San Marco. Nel 1511 però i territori di Rovereto passano all'Imperatore d'Austria Massimiliano I, conservando però una serie di diritti e privilegi, e nei decenni successivi cresce l'importanza del settore produttivo (seta, legata alla coltivazione del gelso nelle campagne) e commerciale.
Alla fioritura economica seguì un periodo di sviluppo urbanistico che mutò il disegno d'insieme della città: non più un nucleo accentrato ma una struttura radiale con le fabbriche disposte a valle, lungo i corsi d'acqua.
Nel Sette-Ottocento la città si sviluppa libera da condizionamenti procedendo sui sentieri tracciati nei decenni passati e si arricchisce sempre più a livello artistico. Gli sviluppi economico e culturale sono paralleli tanto che nei momenti in cui Rovereto si poneva ai vertici dell'industria trentina veniva anche proclamata la piccola Atene del Trentino.
Conseguenza di tale fervore intellettuale fu l'istituzione dell'Accademia degli Agiati, fondata nel 1750 e sostenuta da Maria Teresa d'Austria, che promosse ogni tipo di attività culturale, scientifica ed umanistica, e che vide il suo culmine con le opere di Antonio Rosmini, filosofo cattolico dell'Ottocento.
La città fu seriamente danneggiata nel corso della Prima Guerra Mondiale anche per la vicinanza del fronte (che correva lungo i monti del Pasubio) e tali terribili momenti sono ricordati in vari monumenti sparsi per la città.
Da visitare oltre al centro storico l'Eremo di San Colombano, santuario risalente ai primi decenni del millennio. Situato in una grotta, si compone di atrio, romitaggio, campanile e chiesa.
Il Sacrario Militare di Castel Dante raccoglie le spoglie di oltre ventimila soldati, austriaci, ungheresi, italiani, cecoslovacchi, raccolte dai vari cimiteri di guerra.
La Campana della Pace, fusa a Trento il 30 ottobre 1924 con il bronzo delle armi di diciannove nazioni. Tale bronzo fu benedetto da Paolo Vi e collocato nella sede attuale solo nel 1965: suona ogni sera come ricordo dei caduti di tutte le guerre.
Di notevole interesse, dallo studioso al curioso,le orme di dinosauro rimaste impresse nel fango e poi, trasformatosi in duro calcare, sono rimaste fino ad oggi, duecento milioni di anni dopo. Trecentocinquanta le impronte rilevate (foto a destra).
E' ad inizio del XX secolo che, nei pressi dei Lavini di San Marco (località citate anche nell'Inferno dantesco), Luciano Chemini scorse una dozzina di profonde buche nella roccia, sino ad allora ignorate per la simmetria della disposizione.
Nel corso dei successivi anni, valutando le impronte, gli studiosi hanno ipotizzato che questi dinosauri trentini fossero animali lunghi dai 5 ai 6 metri, dal peso oscillante tra l'una e le due tonnellate.

CASTELLI
Numerosi sono i castelli in tutto il Trentino ed anche la zona di Rovereto ne è ricca: in particolare Castel Beseno, Castel di Castellano, Noarna, Pietra, Castello di Rovereto e di Sabbionaria d'Avio.
Castel Beseno è il più imponente dei castelli trentini, arroccato su una collina in posizione di dominio della Valle dell'Adige. Disegnato nel '500 comprende tre bastioni e piazzale per cannoni, il tutto costruito attorno al nucleo centrale dove stanno gli edifici una volta residenza dei castellani.
Il Castello di Rovereto, dalla forma irregolare e strategicamente costruito, ha avuto ruoli molto pesanti nel passato. Come detto fu edificato durante il dominio dei Castelbarco per passare nei primi anni del XVI secolo ai Veneziani che, vanamente, ne sfruttarono la posizione per penetrare in Trentino. Oggi, oltre che testimonianza di valore, è anche sede del Museo Storico della Guerra.
I Castelbarco furono proprietari anche del Castello di Sabbionaria d'Avio ed anche questo passò ai Veneziani che lo sopraelevarono. Interessanti due cicli di affreschi, la Parata dei Combattenti e la Stanza dell'Amore.
Antichissimo, con rilevanza anche in epoca preistorica, il Castel Noarna: castelliere preistorico, luogo munito romano e poi Castello di proprietà dei Lodron, Conti trentini che lo fecero ampliare ed affrescare. Il Castello fu teatro di episodi segreti, condanna a morte di presunte streghe, torture e quant'altro.
In posizione difficile, di confine, il Castel Pietra divideva Trento e Venezia ed era protetto dal Murazzo, una lunga muraglia che correndo fino all'Adige bloccava la strada imperiale. All'interno affreschi quattrocenteschi, la Sala degli Armigeri e le lugubri cantine in cui si narra che i prigionieri subissero terribili torture.

I DINTORNI:
Nei dintorni di Rovereto spiccano la Vallarsa, valle di collegamento alla zona di Recoaro Terme, dove si svolsero episodi importanti della Prima Guerra Mondiale, e l'Altopiano di Brentonico, ampia zona molto verde tra la Valle dell'Adige ed il Lago di Garda.

VAL DI GRESTA
Un giro per le borgate ed i pendii della Val di Gresta non può che riconciliare con la natura. Una comunità immune dalla contaminazione della società di massa e del turismo ad alto impatto ambientale.
Le solide radici culturali hanno resistito e l'ambiente naturale si mostra integro, nei suoi tratti che spaziano tra l'alpino ed il mediterraneo.
La strada che porta da Loppio a Ronzo Chienis attraversa campi coltivati a carote, patate, cipolle e cavoli disposti attorno ai caratteristici paesini.
Non mancano le strutture ricettive, ben inserite nel contesto ed anche discreti impianti di risalita per lo sci alpino. Il bel Lago di Cei d'inverno è un affascinante pista da pattinaggio naturale.
Curiosi risultano infine il villaggio abbandonato di Corniano ed i fenomeni della grotta del Gaz.


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