IL SAVONESE ED IL VARAZZINO

Oltre al capoluogo provinciale Savona, sono Varazze, Celle, le Albisole, Pontinvrea e Sassello i Comuni di questa estremità orientale della riviera delle Palme. Nell'entroterra, il Monte Giovo e la Val Bormida.
A Celle Ligure è dedicata una pagina apposita (clicca) per sottolineare la sua particolarità di località che ha scelto la "sostenibilità ambientale" come chiave del suo sviluppo turistico.

Varazze deve il suo nome all'originario "ad Navalia" (romano) ed al successivo"Varagine", nome che compare in documenti del 967 d.C: Varazze è infatti una località nata per la navigazione.
Boschi ricchi di ottima legna ed una spiaggia adatta per il varo delle navi hanno reso possibile la nascita ed il consolidamento di questo legame tra Varazze ed il mare.
Come tutte le località della riviera, Varazze conserva la propria storia negli stretti vicoli del centro dove trovano sede palazzi medioevali e chiese di antica origine.
A settentrione resistono i bastioni dell'antica cinta medioevale che, peraltro, inglobano l'antica chiesa romanica di Sant'Ambrogio. La nuova Sant'Ambrogio risale invece al '500. Alla religione cattolica è legato anche il cittadino più famoso di Varazze: si tratta di Jacopo, frate domenicano vissuto nel XIII secolo che nel 1292 fu nominato Vescovo di Genova. Fu autore del Chronicon Januense: una completa narrazione della storia di Genova dalle origini al 1295.
Il Deserto di Varazze è il suo entroterra: certo non è privo di vegetazione verde e rigogliosa, ma è solo poco abitato. A questa caratteristica si deve il nome dato alla Valle dell'Arrestra, trionfo della macchia mediterranea.
Il Monte Beigua protegge a nord Varazze, una montagna alta 1300 metri circa caratterizzata da foreste di faggi e roveri: incredibili panorami si aprono su tutta la Riviera e, in alcuni giorni, raggiungono anche la Corsica.
Forse ha origine in qualche errore di trascrizione la differenza toponomastica tra Albisola Superiore e Albissola Marina: due località unite in una, caratterizzate anch'essa da pregevoli centri storici e deliziose riviere.
Nel II secolo a.C. sulla collina sorgeva un nucleo fortificato conquistato poi dai Romani che fondarono Alba Docilia: nel '400 la città rinacque come Borgo Basso e diede i natali al famoso Papa Giulio II della Rovere.
Caratteristica principale della cittadina, oltre al limpido mare, è l'artigianato della ceramica, un artigianato che esporta la propria produzione in tutto il mondo. Nel 1963 alcuni artisti di fama hanno decorato la pavimentazione del "lungomare degli artisti", un mosaico ceramico di indubbio fascino.
Oggi nella casa-laboratorio che Manlio Trucco (1884-1974) donò al Comune di Albisola si trova il Museo omonimo: offre una sezione didattica per illustrare le varie tappe della produzione albisolese, la Collezione Torterolo, vasi di farmacia e la sezione romana che conserva reperti archeologici di Alba Docilia.

Nell'entroterra protagonista è la Bormida, un nome che racchiude in realtà quattro diversi torrenti che solo in Piemonte si uniscono nella Bormida vera e propria.
Tra queste terre ricche di boschi e prodighe di funghi, impreziosite da ruderi di castelli e ricordi di battaglie romane e napoleoniche si può passeggiare al cospetto di una natura incontaminata. La Val Bormida si offre integra, un polmone di aria fresca ed una gelosa custode di borghi e tradizioni contadine.

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