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Vacanze e Reportage

Styrkeproven

E' difficile descrivere le sensazioni provate in un'avventura come la Styrkeproven 2004. Da Trondheim ad Oslo, attraverso il cuore della Norvegia meridionale, 540 km (ufficiali) ed oltre 4000 metri di dislivello da compiere in 40 ore con ristori ogni 100 km circa. E per il resto .. autosufficienza.
E' stata dura ma bellissima .. otto ore di pioggia scrosciante, piedi congelati e ricorso a rimedi "della nonna" (i famosi sacchetti sotto le calze...), vento contro nell'altopiano dove ci si poteva riposare, poi sole, ancora scrosci di pioggia in serata, il sospirato arrivo a Lillehammer dove un materasso sbattuto sul freddo pavimento di una palestra sembrava un letto da re e poi il risveglio dopo ben sei ore di sonno e la partenza alla volta di Oslo.
L'ho percorsa con calma, per godermi il paesaggio e la Norvegia (non capita tutti i giorni di andare in Norvegia..): uno sguardo a Trondheim prima della partenza (avvenuta alla mezzanotte del 25 giugno, c'è ancora una discreta luminosità a queste latitudine...) e poi via .. in salita verso i mille metri di Hjerkin.
Inizia presto a piovigginare.. ma praticamente non me ne accorgo. Fa buio e mi aggancio ad un gruppetto che sale ad un passo ottimo.. li tengo fino alle 4 di mattina (foto) poi ad un ristoro emergono tutti gli acciacchi ..e rimango pressochè solo a combattere contro la fatica e le avverse condizioni climatiche. Con l'espediente dei sacchetti vinco il freddo che mi stava massacrando e raggiungo la quota 1000 metri della prima e più significativa salita.
Mi accoglie un altopiano polare ... a mille metri la vegetazione non cresce, solo muschi, licheni e tanta acqua. In lontananza alcune cime, alte poco più di 2000 metri ma decisamente innevate.
La pianura non è meglio della salita: spira un forte vento contrario.. che sfortuna.
Finalmente è discesa, in picchiata su Dombas. Lo scenario cambia. C'è un bel sole e anche la vallata è diversa da quella percorsa in precedenza. Più aperta, coltivata e anche più abitata.
Il percorso è meno difficile, le salite più dolci e frequenti i tratti in pianura, ma si fanno sentire gli oltre duecento chilometri già nelle gambe .. mi sorprendo a pensare un'assurdità come "beh, alla fine ormai mi mancano solo 150 km". E dire che prima di questo giorno non avevo mai percorso più di 110 km...
Lillehammer comunque si avvicina, sempre immerso in panorami molto affascinanti, e dopo un immancabile temporale che mi allieta per un'altra oretta, alle 22.20 con il sole ancora alto arrivo nella città olimpica.
Parcheggio la bici, mi abbuffo di banane, arance, tartine, brodo come ad ogni ristoro e mi butto a letto. Mi alzo alle sei, scopro di essere l'unico rimasto a poltrire e riparto .. non pensavo che dormire sei ore potesse ricaricarmi così. Le prime ore scorrono tranquille mi avvicino ai dintorni collinari di Oslo costeggiando un lunghissimo lago.
L'ansia scatta verso le 13 quando incomincio a temere di essermela presa "troppo" comoda e di fallire l'obiettivo di arrivare nel tempo massimo (le ore 16) .. così inizio a pedalare a ritmo forsennato per le colline coltivate attorno alla capitale norvegese, mi aggrego ad una coppia di tedeschi e per un breve tratto sfrutto la scia di un gruppo di cicloturisti, anch'essi tedeschi, che non partecipa alla competizione.
Alle 15, in anticipo sull'ora X, concludo la mia avventura .. ce l'ho fatta!.

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