L'aggrovigliarsi delle fronde ci preclude ampie visioni panoramiche: solo alla fine, superata la Foresta di Ghivine, si presenterà ai nostri occhi la strabiliante veduta aerea sulla Vallata di Oddoene e sull'intero complesso orografico del Supramonte interno. Un paesaggio quasi amazzonico, un imponente fabbrica d'ossigeno che ci rianima prima di sostare qualche istante, negli stupendi ovili di Sutta e Terra, in prossimità dei quali un monumentale arco naturale segna il sentiero e incornicia con sorprendente plasticità le tenui sfumature dell'ampio paesaggio. Ci tuffiamo in un sinuoso sentiero "slalomando" fino a confluire, come torrenti in piena, nella statale 125. Ora, riacquisita la padronanza del mezzo, grazie alla migliore scorrevolezza del fondo stradale, possiamo dedicare maggiore attenzione al paesaggio circostante: giganteschi totem granitici si ergono maestosi a guardia della profumata campagna, pendici scoscese delimitano la via con cespugli di lavanda, erica e ginestra, mentre il panorama che si apre a sinistra regala un interessante veduta sulla fantastica Codula Ilune. Poco distante una vecchia casa cantoniera indica, con precisione, l'imbocco del sentiero che dovremo percorrere: una pista di terra che si snoda con accentuata pendenza discendendo lungo un costone di rara bellezza. Radici, sassi e strettissime curve richiedono estrema concentrazione e un preciso stile di guida, obbligando (per fortuna) a frequenti soste tra le verdeggianti distese di lecci e le aggettanti pareti a monte. Giganteschi alberi di corbezzolo con l'endemica aquilegia di Gorropu ornano la mulattiera e due arcaici insediamenti agropastorali aggiungono rilevanza storico-antropologica all'escursione. Il vialetto calcareo si mostra progressivamente più impegnativo fino a trasformarsi in una sottile linea di ghiaia intervallata da irregolari gradini litici mostrando un variegato insieme di spettacolari elementi naturali: slanciati i pinnacoli, levigati i massi tra il cui candore sgorgano improvvise fioriture di oleandro e, sullo sfondo, la nostra meta: il canyon di Gorropu. Una profonda ferita tra il Supramonte di Orgosolo e quello di Urzulei, una fenditura strettissima scavata nel corso di millenni dalle impetuose acque del Rio Flumineddu, in un sorprendente incedere di greti ciottolosi e ordinate disposizioni litiche. In prossimità dell'imboccatura del canyon, alcuni laghetti della risorgenza dispensano graziosi accostamenti cromatici Non ancora esaurito lo stupore, siamo già in sella a sollevare nuvole di polvere lungo la comoda carrozzabile della vallata di Oddoene. L'ombrosa boscaglia si apre di tanto intanto in luminosi spiragli, mentre il placido scorrere del laterale Rio Flumineddu improvvisa delicati giochi d'acqua, rivelando la presenza di rosee formazioni granitiche. Il ritmo è incalzante, il respiro si fa sempre più affannoso, ma ciò non impedisce di apprezzare le molteplici potenzialità cicloescursionistiche del territorio: esercitazioni trialistiche evoluzioni discesistiche o semplici pedalate possono essere effettuate in numerosi tracciati lungo i quali, per altro, la curiosità è continuamente eccitata dalle innumerevoli particolarità ambientali, geologiche e archeologiche. Raggiunto un piccolo ponticello sul Rio, la biforcazione verso il valico di Scala e Surtana ci impone una faticosa ma entusiasmante arrampicata verso la soprastante Gola di Doloverrre rimarcando le impronte degli escursionisti di ritorno da Tiscali. Il letto di un torrente in secca ci conduce ad una pianeggiante e scorrevole stradina che immersa fra rigogliose querce ci riporta verso la sorgente di Su Gologone. Attraversiamo la piana di Lanaitto, una valle ricca di vestigia archeologiche e di lunghissimi meandri ipogei, come il sistema carsico dal mistico nome di Su Bentu - Sa Oche (il vento - la voce). Silenzio, frescura e acqua purissima sono i meritati premi per una dura ma entusiasmante giornata di salite, single track e tecnicissime discese, felicemente trascorsa in compagnia di un nuovo gruppo di amici accomunati da una sincera passione per un territorio unico e una disciplina entusiasmante, capace di dispensare in pochi giorni emozioni indescrivibili, profumi unici e panorami mozzafiato ricamando la trama completa del passato e del presente in questa incontaminata isola chiamata Sardegna. In totale cinquantuno chilometri, con dislivello totale di 1250 metri. Itinerario inviato da Scuola nazionale di mtb N A T U R E A D V E N T U R E Centro servizi Prima Sardegna lungomare Palmasera 32 Calagonone Tel. 3388105141-3284131496 - fax 0784 93367 prima.sardegna@tiscalinet.it www.mountainbike-sardegna.it
|