SENTIERI A PINZOLO

VAL FOLGORIDA
Dalla Val Genova ai laghetti di Folgorida 2505 mslm (sentiero 207)

Tempo di percorrenza: 3h andata; 2½h ritorno
Difficoltà media
Interesse: naturalistico, storico e paesaggistico; il percorso si snoda in una delle più selvagge e meno frequentate convalli della zona dell'Adamello trentino, in ambiente grandioso. Fauna: è molto facile imbattesi in caprioli, marmotte e camosci. Se si è fortunati si può osservare l'aquila reale volteggiare nel cielo. Storia: in loco è facile trovare resti della Grande Guerra, specie nei pressi del Passo delle Topette.
Note: percorso da affrontare con tempo sicuro (la valle infatti è priva di punti d'appoggio e/o ricovero in caso di maltempo) e di buon mattino.

Itinerario. Lasciata la macchina in una piazzola nei pressi del ponte sul fiume Sarca circa 600 m dopo le ultime case della località Ragada, lo si attraversa e si giunge in un prato poco distante dalla Casina Muta (1397 m). Tralasciando il sentiero che, tenendo la destra, porta alla baita, si costeggia il fiume in direzione SE, giungendo, dopo aver attraversato vari e caratteristici ponticelli, in un ampio prato fiorito. Attraversato il prato si svolta a destra (fare attenzione ai segnavia bianchi e rossi, spesso occultati dall'erba alta) e ci si immette nel bosco. Si sale tra abeti rossi su un sentiero ben visibile e con debole pendenza a mezza costa in direzione SE. I segnavia vanno seguiti con attenzione: dopo circa mezz'ora di cammino è necessario attraversare un canalone ed in prossimità di questo attraversamento il sentiero è di difficile individuazione. E' importante non lasciarsi confondere dai nastri (bianchi e rossi) appesi agli alberi della zona. Si attraversa il suddetto canalone ed il sentiero prosegue con minor pendenza sul versante della montagna. Il sentiero prosegue ora verso ovest entrando in Val Folgorida. Una radura ci accoglie in prossimità di Malga Cioch (1609 m - ore 1,15, foto 1).

Ora il sentiero con notevole pendenza, si inerpica un un boschetto di carpini e betulle e, dopo numerose svolte giunge a ciò che rimane di Malga Folgorida (1973 m - ore 2). I resti della malga sono difficilmente individuabili a causa della notevole vegetazione.
Il sentiero, lasciata la malga alla sua destra, continua a risalire il ripido pendio erboso tra radi esemplari di Larice incurvati dalla neve e dalle intemperie. (foto 2)

Intorno ai 2200 m. il sentiero lascia il posto ai soli segnali e "ometti" di sassi, risalendo rocce montonate ricche di rivoli d'acqua, ed alcuni piccoli nevai. L'ultimo tratto di percorso avviene nella forra dell'impetuoso torrente che trae origine dal ghiacciaio di Folgorida (2450 m - ore 2 e 45). Usciti dalla forra del torrente ci si trova nella piccola valletta comprendente i laghetti di Folgorida. Una scritta su un grande masso ci avvisa che proseguendo a destra si giunge al Passo Topette (2950 m - in un ora di percorso), mentre verso sinistra il sentiero ci conduce in pochi minuti ai laghetti.

Il grandioso panorama è ben reso dalle ultime due fotografie, scattate nei primi giorni di giugno 2002.

Nota della redazione: dal 2003, nuove norme regolano i parcheggi nella Val di Genova.
Sarà pertanto obbligatorio lasciare l'auto presso i parcheggi autorizzati di Malga Caret e ripercorrere a piedi ottocento metri di strada asfaltata prima di prendere il sentiero (indicazioni per Casina Muta e ponte sul Sarca).

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Rubrica Trekking













Itinerario e fotografie di
Andrea Toffaletti
www.meteoweb.org