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A SAN ROMEDIO L'Eremo di San Romedio, a 732 metri, si trova su uno scoglio roccioso alto settanta metri, nel mezzo di una stretta gola, alla confluenza tra il Rio Verdes ed il Rio San Romedio. Si tratta di un ardito complesso architettonico, suddiviso in cinque piccole chiese e sette cappelle, erette a partire dai secoli XI e XII. Il nobile Romedio vi si ritirò in eremitaggio intorno all'anno 1000 e da quei giorni il Santuario prese il suo nome. L'accesso al Santuario conduce al chiostro dal quale partono 130 ripidi scalini. Un bel sentiero per il Santuario parte da Don (metri 976): si scende lungo via Madonnina e seguendo le indicazioni SAT si cammina in discesa (dislivello Don-San Romedio: - 240 metri). La camminata, tra andata e ritorno, misura sette chilometri, priva di particolari difficoltà. MALGA E RIFUGIO ROMENO Tranquilla passeggiata lungo il crinale in balconata sulla valle dell'Adige: raggiunta la Malga (metri 1773) si può proseguire oltre, sino al Rifugio Oltradige da dove, eventualmente, raggiungere con una via ferrata la cima del Monte Roen. Punto di partenza il Passo della Mendola (metri 1370), importante punto di collegamento tra Trentino ed Alto Adige. Da Caldaro si sale alla Mendola con una funicolare, inaugurata nel 1902, che copre un dislivello di circa mille metri. Il Passo, vero balcone panoramico, fu frequentato nel secolo scorso anche dalla corte austriaca ed è impreziosito da preziosi dettagli architettonici in tutte le sue costruzioni. Dal parcheggio degli impianti della Mendola si prende lo sterrato con segnaletica Genzianella e raggiunto il Rifugio Genzianella, in pochi minuti, si prende il segnavia 521 - Roen. Progressivamente il sentiero si alza sino ai 1773 metri della Malga Romeno. Interessante, dopo qualche minuto di cammino, la panoramica deviazione offerta dal sentiero 538. PASSEGGIATA FERDINANDO Dal Passo della Mendola di fronte all'hotel Caldaro (Kaltererhof) parte il sentiero 512 (Mendola-Penegal). Dopo 7-8 minuti di cammino una deviazione sulla destra indica la "Vista panoramica del Principe Ferdinando d'Asburgo": si tratta di un breve sentiero che raggiunge una meravigliosa vista panoramica sulla Valle dell'Adige. Il sentiero 512 prosegue salendo il fianco della montagna attraverso boschi e zone panoramiche attrezzate con panchine. Si deve attraversare la strada asfaltata e dopo poco più di 1 ora di cammino si giunge alla cima del Monte Pénegal, dove è possibile ammirare una vista panoramica a 360° sulla Val d'Adige, la Valle di Non, le Dolomiti di Brenta, il gruppo Adamello-Presanella, l'Ortles-Cevedale, le Alpi Passirie, la Marmolada, le Pale di S. Martino, le Torri del Vajolet, lo Sciliar, il Catinaccio ed il Latemar, le Alpi Sarentine ed Aurine. Per tornare al Passo Mendola si può scendere attraverso i prati seguendo il tracciato dell'ex-sciovia. Lasciati alle spalle i resti di cemento dell'ultimo pilone, si prosegue per circa 200 m verso valle, fino ad incrociare il sentiero che scende rapidamente, e che a tratti diventa strada sterrata. Dopo circa 20 minuti dalla sciovia si prende il bivio a sinistra che indica Passo Mendola - segnavia 515 -, il sentiero diventa pianeggiante in quanto percorre il tracciato di un vecchio canale e raggiunge il passo in 45 minuti circa. In Bici Guida alla Val di Non Rubrica Trekking In collaborazione con Apt Val di Non www.valledinon.tn.it |
![]() Il Santuario di San Romedio Si parte dal centro del paese di Fondo davanti alla chiesa di S. Martino, dal rione "Giò a l'aca", così nominato perché lungo il torrente Sass c'era e c'è ancora ricostruito il lavatoio dove un tempo le donne del paese andavano a lavare i panni. Accanto al lavatoio c'è un antico mulino con tutte le attrezzature in perfetto stato di conservazione, che è possibile visitare prenotando una guida presso l'ufficio turistico o la biblioteca di Fondo. Dallo stesso punto è possibile vedere i ruderi del ponte romano che collegava le due sponde del torrente prima che venissero costruite le case circostanti. Risalendo il torrente in direzione del lago ci si inoltra sul fondo del canyon lungo un sentiero pianeggiante che passa accanto ad un altro mulino completamente ricostruito le cui pale sono mosse dalla forza dell'acqua del rio Sass. In prossimità del lago, il percorso diventa più suggestivo, perché un ponticello sospeso permette di osservare da vicino le erosioni e le formazioni calcaree delle rocce con varie colorazioni dovute alla diversa concentrazione di minerali. Nelle pareti del burrone si notano inoltre delle piccole "marmitte dei giganti", cavità circolari prodotte da ciottoli roteanti che, trascinati dall'acqua, hanno scavato queste specie di fiori nella roccia. Alcuni metri di altezza sopra la passerella, incastrato tra le pareti di roccia, si può notare un grande masso erratico in granito di origine glaciale. In pochi minuti si giunge ai piedi della cascata che sgorga dalla diga artificiale costruita nel 1965. La passeggiata prosegue oltre il lago Smeraldo risalendo il corso dell'acqua, sulla destra, fino al campo sportivo, dove un ponte di legno permette di attraversare il torrente e di raggiungere la strada asfaltata per il ritorno. ![]() L'orrido di Fondo |