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In bici in Alta Badia (scorri la gallery!)
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Sui prati di Pralongià
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Pascoli sulla strada per il passo Gardena
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Corvara dominata dal Sassongher
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Sulla strada per il Campolongo
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Sulla strada per il Campolongo
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Castel Tor, sopra San Martino
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Al Col Alt
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Le Dolomiti da La Villa
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Pedalando la Maratona dles Dolomites
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Al rifugio Munt da Valparola
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Salendo in bicicletta al passo Gardena: qui, tra Corvara e Colfosco
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Salendo in bicicletta al passo Gardena: qui, tra Corvara e Colfosco
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Fioriture e panorami sul Pralongià
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Verso la Marmolada dalle pendici tra i rifugi Pralongià e Cherz
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La Marmolada spicca tra le fioriture di inizio estate
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Sassongher dal rifugio Marmotta
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Il gruppo Puez
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Tipiche abitazioni della val Badia - le viles
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Tipiche abitazioni della val Badia - le viles
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Una vista sul Sella dalla frazione Rudiferia, in quota sopra San Cassiano e La Villa
Alto Adige

Alta Badia

Una delle valli ladine delle Dolomiti: la val Badia si allunga per oltre quaranta chilometri dalla val Pusteria (nei dintorni di Brunico) fino agli oltre duemila metri dei passi Gardena e Valparola o ai 1875 metri del passo Campolongo. I primi chilometri raccontano di una valle chiusa, stretta e poco abitata. Una prima "apertura" si ha a Longega: verso est si entra nella valle del Tamersc il cui capoluogo è San Vigilio di Marebbe (ai piedi del passo Furcia e del Plan de Corones) ed il cui culmine è il parco naturale di Fanes Sennes Braies. Poco dopo, invece, la vallata si apre verso ovest: da San Martino in Badia si può salire verso il passo delle Erbe (spartiacque con la val d'Isarco) verso l'incantanta valle di Longiarù.
Dopo Longega e San Martino, la val Badia, solcata dal torrente Gadera, si apre sempre più regalando prati verdeggianti, dolci pendii e la cornice di spettacolari vette dolomitiche.
Un gradone roccioso, superato con due tornanti, conduce all'alta valle, l'Alta Badia.
Tra La Villa e Corvara si radunano ogni estate migliaia di appassionati della bicicletta attratti da manifestazioni come la Maratona delle Dolomiti o le giornate di chiusura al traffico dei passi dolomiti (Sella Ronda Bike Day, ad esempio, o il più recente Dolomites Bike Day).
Oltre alle gloriose ascese ai passi Valparola (Falzarego), Campolongo e Gardena, in val Badia si possono percorrere la morbida ciclabile di fondovalle e tanti altri percorsi dedicati alla mountain bike. La pagina descrive le salite più simboliche e propone una selezione di itinerari su sterrato.
Da non dimenticare le possibili salite da San Vigilio di Marebbe ai rifugi Fanes e Fodara Vdla (con un primo tratto quasi impossibile!), al Plan de Corones (meta di diversi arrivi del Giro d'Italia) e da San Martino al citato passo delle Erbe, alla valle di Longiarù ed ai confini con la val di Funes.

Un 2016 di festa, l'Alta Badia e la Maratona dles Dolomites si tingono di rosa!.
Per celebrare la trentesima edizione della Maratona dles Dolomites – Enel ed a coronamento del progetto Alta Badia Bike Friendly, che da alcuni anni è alla base di un’offerta a 360° per il ciclista più esigente, la carovana rosa è transitata sulle strade che hanno fatto la fortuna della gran fondo più famosa d’Europa. Si tratta di un riconoscimento eccezionale da parte degli organizzatori del Giro d’Italia, reso pubblico lunedì 5 ottobre 2015 in occasione della presentazione del Giro d’Italia 2016 all’Expo di Milano. “Questo per noi è davvero un risultato straordinario. Negli ultimi anni abbiamo lavorato costantemente e con molto impegno alla realizzazione di progetti e proposte per gli amanti delle due ruote, frequentatori ormai assidui del nostro comprensorio. Si tratta di un premio meritato, nonché di una nuova sfida che affrontiamo mettendoci tutto l’impegno e passione, propri dell’Alta Badia”, disse Roberto Huber, Direttore del Consorzio Turistico Alta Badia, che ha seguito con molta suspense, l’assegnazione delle varie tappe.
Sabato 21 maggio 2016 il tappone dolomitico è partito da Alpago e si è concluso in Alta Badia, precisamente a Corvara: una volta raggiunta la località di Arabba, dopo 85 chilometri, i corridori hanno affrontato le strade classiche della Maratona nella consueta girandola di passi che toccano tutte le valli ladine: Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau, Falzarego e Valparola. I corridori, una volta raggiunta La Villa, hanno superato anche il Mür dl giat (muro del gatto), una rampa di circa un chilometro con pendenze vicine al 19%, introdotto nel 2014 nel percorso della Maratona. La tappa di 210 km ha portato i ciclisti a superare oltre 5.000 metri di dislivello. L’arrivo è stato a Corvara, sullo stesso rettilineo d’arrivo della Maratona. 

Altri itinerari sul web cliccando:
http://www.altabadia.org/it-it/vacanze_estate_montagna/bici_alta_badia_dolomiti

La Maratona dles Dolomites è l'evento più importante per chi ama pedalare e si svolge, ogni anno dal 1987, proprio qui, in val Badia. Cliccando si aprono planimetria ed altimetria dei tre percorsi che ormai da alcuni anni caratterizzano la manifestazione.
- i percorsi
- altimetria SellaRonda
- altimetria percorso medio
- altimetria percorso Maratona

I TRE GRANDI PASSI DELLA VAL BADIA
Il passo Campolongo è la prima asperità della Maratona dles Dolomites ed anche la più pedalabile.
La salita è dolce, progressiva ed intervallata da numerosi tornanti, in particolare all'inizio.
Partendo da Corvara si colma il dislivello complessivo di 345 metri in poco meno di sei chilometri: pendenze mai severe ed un lungo tratto dove allungare il rapporto.
La salita dal versante veneto (Arabba, 1601 mslm) è altrettanto breve ma al contrario presenta tratti molto più impegnativi e meno tornanti ad alleggerire le pendenze.
Come detto, la Maratona dles Dolomites propone questo versante del passo Campolongo. Iniziano su questi facili tornanti le prime "scremature" nel gruppone che arriva ai piedi della salita dopo aver percorso i cinque chilometri di falsopiano tra La Villa e Corvara. Si prende quota lasciandosi alle spalle Corvara, sulla quale spicca il Sassongher.
Chi sceglie il percorso medio ed il percorso "maratona" ripercorre una seconda volta il passo. Giunto ad Arabba, però, non prenderà più la strada del passo Pordoi ma scenderà a valle fino a Ca d'Andraz (percorso medio) oppure oltre, fino a Colle Santa Lucia (percorso maratona).
L'altimetria del passo, chilometro per chilometro su www.salite.ch


Il passo Gardena è invece più lungo ed impegnativo. La Maratona dles Dolomites (www.maratona.it) affronta in discesa il versante badiota di questo valico che mette in comunicazione val Badia e val Gardena e può essere parte di uno spettacolare itinerario circolare attorno al gruppo Sella (SellaRonda).
Da Corvara, 1530 mslm, il dislivello è di 591 metri e viene colmato con una salita costante di 9.8 km, mai proibitiva ma anche priva di tratti dove rifiatare. L'intero percorso è esposto al sole dalla mattina al tardo pomeriggio.
Dominano il panorama dapprima la sagoma del Sassongher successivamente ci si addentra tra il massiccio del Sella, a sud, ed i gruppi del Puez e del Cir a nord.
Man mano che si guadagna quota lo sguardo si apre anche alle Dolomiti ampezzane sulle quali svetta il Lagazuoi.
L'altimetria del passo, chilometro per chilometro, su www.salite.ch


Per ultimo ma non ultimo il passo Valparola, un'impegnativa salita che conduce da La Villa, a 1433 mslm, fino ai 2200 mslm del passo.
La strada, severa, passa per il paese di San Cassiano, sfiora l'area del Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies e dopo tredici chilometri valica passo Valparola, da cui si può agevolmente scendere al Falzarego, ai piedi delle Tofane e del Lagazuoi.
Per quanto riguarda la sola ascesa al Valparola particolarmente severo è l'ultimo tratto che supera pendenze del 10%. Dopo il falsopiano che porta ad Armentarola da San Cassiano, comunque, le pendenze non scendono mai sotto il 7%.
La strada è ben soleggiata, ai piedi delle Dolomiti che qui troneggiano con Lavarella, Santa Croce e Conturines. Il profilo, come si vede dall'altimetria, è davvero vario: una salita che va studiata con attenzione!
La Maratona dles Dolomites chiude con la discesa a La Villa le asperità del percorso medio e del percorso lungo. Chi sceglie il percorso medio sale al passo Falzarego e poi al Valparola da Ca d'Andraz, chi fa il lungo, invece, ci arriva da Pocol, dopo aver affrontato anche il passo Giau.
L'altimetria del passo, chilometro per chilometro su www.salite.ch


Sella Ronda Bike Day, a giugno
Maratona dles Dolomites, a luglio
E dal 2017 anche il Dolomites Bike Day che, ultimo arrivato, ha anticipato gli altri due eventi proponendosi agli amanti delle due ruote il 18 giugno 2017. Anche nel 2018 e 2019 l'evento è stato ripetuto!
Sulla scorta del successo del Sella Ronda Bike Day, e anche grazie all'attivo impegno di Michil Costa, ispirato organizzatore della Maratona dles Dolomites e da sempre fautore di una fruizione "slow" delle Dolomiti ladine, il 18 giugno 2017 i passi Valparola, Campolongo e Falzarego sono stati chiusi al traffico per la prima volta: dalle 10 alle 15, gli appassionati hanno potuto godere in pace e silenzio dei 51 km con 1290 metri di dislivello di un anello che, partendo da Corvara, valica il passo Campolongo scendendo poi ad Arabba. Si prosegue verso Livinallongo del Col di Lana - cuore della Ladinia veneta - per arrivare ad attaccare le morbide pendenze del versante meridionale del Falzarego. Uno strappo fino al Valparola e, ormai già rientrati in Alto Adige Sud Tirol, una picchiata riporta in val Badia.

TRA I MASI
Un facile itinerario per mtb. Si imbocca la stradina che scende al torrente e si prosegue in direzione di Corvara. Dopo 2,5 km si attraversa il ponte di legno e si sale sulla statale all'altezza dell'hotel Cristallo. Attraversato l'abitato di Varda si segue il sentiero contrassegnato "C1" che porta alla chiesa di La Villa. Costeggiata la Ciasa Rottonara si prosegue sul sentiero verso il lago Sompunt e successivamente si scende fino al paese di Pedraces.
Ci si immette sulla strada asfaltata in direzione di San Leonardo. Cento metri prima della chiesa si volta a destra in direzione di Oies e si seguono le indicazioni per La Villa, passando per gli antichi masi di Fistì, Craciurara e Cianins. Si scende fino ad Altin per poi imboccare il sentiero sterrato che porta direttamente nel centro di La Villa.
In totale 13.6 km per un dislivello di 360 metri, su un itinerario tutto sommato facile ed adatto anche ai meno allenati.


CASCATA DEL PISCIADU'
Un altro facile percorso, sempre per mountain bike, al cospetto delle più belle montagne della val Badia.
L'itinerario misura 8.2 km ed ha un dislivello di 320 metri: porta ad ammirare le belle cascate del Pisciadù.
Dalla cabinovia del Boè si imbocca il sentiero che attraversa il bosco Borest in direzione di Colfosco e che conduce ai piedi delle cascate Pisciadù. Breve sosta, prima di arrivare, per ammirare la val Mezdì ed i getti d'acqua delle cascate.
Ripartiti, si segue il sentiero verso il centro di Colfosco. All'altezza dell'albergo Lujanta si imbocca la statale percorrendola in discesa attraverso il paese.
Arrivati all'Associazione Turistica di Colfosco si gira a sinistra imboccando la stradina asfaltata che passa sotto l'hotel Sport e che porta alla chiesa di Colfosco. Si prosegue in direzione di Pescosta costeggiando la scuola Tita Alton e l'abitato di Mersa.
Attraversato l'abitato di Pescosta ci si dirige infine verso il punto di partenza.


CIMITERO DI GUERRA AL VALPAROLA
In mtb. Si parte ad Armentarola, sulla strada  che porta in direzione passo Valparola: s'incrocia il sentiero 18 da prendere verso la malga Munt da Valparola.
Oltre le malghe il sentiero diventa ripido e tortuoso fino al raggiungimento della strada che sale al passo.
Si prosegue sulla strada asfaltata in direzione passo Valparola fino a giungere al cimitero di guerra. Per il ritorno si può scegliere il percorso dell'andata oppure la veloce discesa asfaltata.
In totale undici chilometri e 400 metri di dislivello. Difficoltà media: per mountain bike.
Il percorso si snoda tra Veneto ed Alto Adige. La linea di confine, impercettibile, ovviamente, viene superata più volte. La zona - paesaggisticamente unica e storicamente sede di cruenti eventi durante la Grande Guerra -  è particolarmente interessante anche dal punto di vista "etnografico". Dal XIV al XVI secolo nelle vicinanze della Valparola, dalle miniere del Furcil presso Colle Santa Lucia, si estraeva minerale di ferro che alimentava i numerosi forni fusori della zona. Probabilmente in Valparola si trovava abbastanza legname per alimentarne l’energivoro processo di fusione: sono attività di cui non rimane traccia se non nei nomi. E così, in tedesco, il “Munt de Valparola“ si chiama “Eisenofen-Alm“, ovvero “malga dei forni del ferro“
Per l'altimetria della salita al passo, visita www.salite.ch.

CHI JUS
Difficoltà media, per mtb. Ventidue chilometri e 675 metri di dislivello.
Si parte dall'Associazione Turistica a Pedraces, imboccando la statale in direzione di Brunico. Dopo un chilometro si gira a sinistra (centralina elettrica) in direzione Costa.
Attraversato l'abitato si seguono le indicazioni per Grones-Aiarëi. Arrivati in cima alla salita ci si immette sulla stradina che scende verso Pederoa. Giunti dopo 1,5 km a Picedac si prende il sentiero n.17 che dopo una ripida salita scende verso il paese di Longiarù.
Arrivati in fondo alla discesa si attraversa il ponte, ci si immette sulla strada asfaltata e attraversato l'abitato di Longiarù si seguono le indicazioni verso Juel. Lasciato il Sitting Bull Ranch sulla destra si prosegue sullo sterrato fino al passo Juel (1728 mslm) e si scende a Pedraces passando tra i masi di Pescol, Val, Craffonara, Jusciara.


SPESCIA ARMENTARA
Questo itinerario, sempre per mtb, è impegnativo. Si parte dal centro di La Val a quota 1352 mslm e si segue la strada in direzione di Cians.
Attraversato l'abitato si prosegue fino alla chiesetta di Santa Barbara ed al vecchio centro storico del paese. Si imbocca la strada asfaltata che porta sulla sinistra in direzione di Ciurnadù e Coz per circa 1,2 km.
Si arriva ad uno sterrato piuttosto ripido che immette sul sentiero n. 13-15 in direzione Armentara - Santa Croce. Al bivio si seguono le indicazioni per il sentiero n. 15. Oltrepassato l'altopiano dell'Armentara, si scende in direzione Fornacia. Arrivati alla strada asfaltata si prosegue la discesa per poi continuare con una lieve - e breve - salita che conduce al punto di partenza.
Itinerario di diciassette chilometri con dislivello di 525 metri.


SAN LEONARDO - SANTA CROCE
Un altro itinerario difficile ma di grande soddisfazione panoramica. Partendo dalla parrocchiale di San Leonardo ci si dirige a nord verso gli abitati di Ciastel e Valgiarëi percorrendo una strada asfaltata.
Arrivati a Valgiarëi ci si immette sul sentiero in direzione di La Valle (attenzione: il primo tratto del sentiero è molto stretto!). Arrivati all'abitato di Arciara si prosegue sulla stradina asfaltata fino alle case di Fornacia.
Ora si volta a destra sul sentiero che in salita porta ai prati dell'Armentara. Si seguono quindi le indicazioni verso Santa Croce. Giunti al santuario (2045 metri sul livello del mare) si imbocca lo sterrato verso San Leonardo.
In totale quattordici chilometri e 715 metri di dislivello.


STORES - PRALONGIA
Da La Villa si scende al torrente immettendosi sul sentiero sterrato che porta a San Cassiano. Giunti alla seggiovia Piz Sorega si imbocca la strada statale fino all'Armentarola. Qualche centinaio di metri oltre l'hotel Armentarola si gira a destra passando accanto agli alberghi Valparola-Eisenöfen e Gran Ancëi e si attraversano i Prà de Costa, seguendo il sentiero in direzione di Störes.
Lo sterrato attraversa un fitto bosco di conifere verso i prati di Störes, che si solcano fino alla cresta, per poi avvicinarsi al rifugio Pralongià. Dal rifugio ci si dirige verso Piz La Villa facendo attenzione alle travi di legno lungo il sentiero che possono essere umide e scivolose. Si passa per i rifugi Bioc, La Brancia e La Fraina.
Lasciato quest'ultimo alle spalle si scende a destra verso La Villa (attenzione: discesa ripida!).
In totale venti chilometri e 750 metri di dislivello per questo itinerario impegnativo.
Variante: 500 m dopo il rifugio Pralongià in direzione La Villa è possibile scendere lo sterrato fino a San Cassiano e raggiungere La Villa percorrendo il sentiero lungo il torrente Gadera.
Clicca qui per un percorso circolare simile a quello appena descritto: panorami infiniti!


GIRO DEL CHERZ
Dal centro di Corvara si sale al passo Campolongo lungo la statale.
Si imbocca poi a sinistra lo sterrato per il rifugio Cherz. Arrivati in cima si percorre il sentiero verso rifugio Incisa - Punta Trieste.
Trattasi di una discesa molto tecnica. Si raccomanda di far attenzione alle molteplici radici che spuntano dal suolo e che diventano particolarmente pericolose in caso di umidità.
Variante: non raggiungere il rifugio Cherz ma seguire le indicazioni per il rifugio Incisa appena sotto.
Presso il rifugio Incisa ci si immette sulla strada forestale che scende a Corvara.
Arrivati al campo da golf si prosegue sul sentiero verso la frazione di Arlara (molto stretto e poco pedalabile) oppure si scende lungo la statale.
Alla fine saranno stati percorsi quindici chilometri e superati 545 metri di dislivello.


UN'ALTRA SALITA A SANTA CROCE
Questo itinerario misura quindici chilometri e copre un dislivello di 650 metri.
Si parte dalla chiesa di San Cassiano salendo alla frazione di Larjëi lungo la strada asfaltata. A Larjëi si imbocca il sentiero sterrato in direzione di Santa Croce, passando per la frazione di Rudiferia (sentiero nr. 15). Oltre all'ultimo abitato inizia una salita tecnica e lunga, a tratti quasi impossibile, che porta direttamente alla chiesetta di Santa Croce (2045 mslm).
Ai piedi del monte Santa Croce si gode di una stupenda vista sulla Gardenaccia, sul Sella e sulla Marmolada. Dopo una breve sosta si scende lungo il sentiero 13 in direzione di La Villa. Arrivati alla frazione di Castalta si segue la strada fino al bivio per Fistì. Quindi si gira a sinistra passando per i masi di Fistì e Cianins.
Arrivati ad Altin si ritorna a San Cassiano sul sentiero che costeggia il torrente Gadera.


PARCO NATURALE FANES SENNES BRAIES
Itinerario lungo e difficile, con notevoli tratti bici in spalla, ma che scopre molti dei luoghi più belli delle Dolomiti tra Alta Badia e Ampezzo: quarantacinque i chilometri e quasi duemila (1890 per la precisione) i metri di dislivello. Dalla Capanna Alpina all'Armentarola si sale al col d'Locia per il sentiero nr. 11 (si spinge la bici per un paio di chilometri). Arrivati in cima si pedala fino alla malga Fanes Grande, dove si imbocca la mulattiera in direzione di Cortina. Si scende per la valle di Fanes fino a giungere alle porte di Cortina e prendere la strada asfaltata, che si percorre per circa un chilometro, dai dintorni di Fiames fino a Podestagn.
Si volta qui sulla strada asfaltata - molto ripida a tratti! - che porta alla malga Ra Stüa e successivamente ai rifugi Sennes e Fodara Vdla, nel cuore di alpeggi verdeggianti quanto panoramici.
Da quest'ultimo si prosegue su una discesa molto impegnativa fino al rifugio Pederù.
Si risale quindi lo sterrato al rifugio Fanes ed al passo Limo che riapre le porte della valle di Fanes.
Da ammirare il lago Limo e le formazioni geologiche del Parco Naturale.
Arrivati alla malga Fanes Grande ci si immette sul sentiero percorso in andata, giungendo al col d'Locia e dopo una discesa molto tecnica (attenzione!) alla Capanna Alpina.
Per i dettagli del percorso tra val di Fanes e Pederù, si veda anche la descrizione del giro dei cinque rifugi, proposto con partenza ed arrivo a Cortina d'Ampezzo (clicca).


PASSO DELLE ERBE
Una bella sfida, una salita impegnativa e meno frequentata degli altri grandi passi è il passo delle Erbe, punto spartiacque tra la val Badia ed il bacino dell'Isarco: da qui si scende a Bressanone oppure in val di Funes.
La salita si divide in due parti:
- i primi chilometri conducono dal bivio della statale in località Piculin alla bella San Martino in Badia, 1111 mslm, e poi ai 1551 mslm del culmine della prima salita: sei chilometri;
- dopo quasi due chilometri di divertente discesa si riprende a salire dai 1400 mslm di un ponte fino al valico, a quota 2000 mslm, passando per Antermoia. In tutto quindici chilometri, di cui quasi sette in questo secondo tratto, molto impegnativo, con pendenze spesso ben oltre il 10% di media chilometro su chilometro.
Il panorama è sempre affascinante, dapprima "agreste" su masi e campi coltivati, veri e propri "giardini" dell'agricoltura sudtirolese, e poi alpino, con l'arrivo al passo proprio sotto il Sass de Putia.
Sul sito www.salite.ch si può leggere l'altimetria.
Da qui si può eventualmente scendere verso val di Funes e Bressanone: il ritorno, però, dovrà avvenire sulla via dell'andata, salvo si sia in sella ad una mtb e si voglia passare per malga Zannes ed il rifugio Genova, in val di Funes, per poi prendere la ripida discesa su Longiarù attraverso Utia Vaciara.
Grazie al sito www.salite.ch, l'altimetria del Passo delle Erbe, da San Martino, percorso su strada, difficile.
Un evento purtroppo non ripetuto fu il Boerz - Plose Bike Day la chiusura giornaliera del passo delle Erbe che ha trasformato il 28 giugno 2015 in una giornata dedicata alle biciclette.
E' accaduto anche nel 2016. Edizione 2017, invece, annullata e non riproposta successivamente.



La cartografia è fornita da Kompass
Carta K55 Cortina d'Ampezzo
Carta K59 Gruppo Sella
www.kompass-italia.com


Per il soggiorno l'Hotel Col Alto di Corvara (4 stelle) è una struttura storica della valle: aperto nel 1938, è cresciuto di anno in anno diventando un albergo a misura di sportivi e amanti della montagna, complice la vicinanza alle piste da sci. Un centinaio le camere, distribuite tra il corpo centrale e la vicina dependance Martagon: ultime arrivate sono le otto suite Sassongher e la suite Panorama, tutte con vista su una delle montagne più famose delle Dolomiti e caratterizzate da un design contemporaneo a cura dell’architetto di Bressanone Gerhard Tauber).
I recenti lavori di restyling hanno coinvolto anche la hall e le aree comuni: a disposizione degli ospiti – anche esterni – ora c’è la cigar-lounge (ampia scelta di sigari, da abbinare a cioccolata, rum e liquori) e l’Iceberg Lounge, il bollicine-bar perfetto dall’après-ski al dopo cena. ( www.colalto.it)

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