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Colli e pianure dell'Alessandrino
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Piemonte

Alessandria

Tra ondulazioni e vaste pianure, risaie, campi coltivati a cereali e vigneti il Basso Piemonte propone scenari da non perdere in tutte le stagioni. Dalla più canoniche estate al favoloso autunno, con i colori infuocati delle foglie pronte a cadere, all'inverno, che regala anche giornate tiepide, all'esplosione di colori della primavera.
Natura e cultura in un territorio che ha dato la luce a tanti campioni, tra cui anche il grande Fausto Coppi. I percorsi sono studiati per mountain bike e gravel visti i tratti sterrati non troppo tecnici ma insidiosi per le gomme di una bicicletta da corsa.

PARCO DEL PO E COLLINE MONFERRINE
Un anello di sessantacinque chilometri che attraversa le risaie della piana del Po e le prime alture del Monferrato, su strade secondarie e facili sterrati.
Uscendo dalla stazione ferroviaria di Casale Monferrato, si imbocca il viale di fronte e si prosegue per le vie del centro dove incontriamo la Sinagoga, il Duomo, la Torre Civica, il Teatro e il Castello. Proseguendo per la strada che costeggia il Po, si seguono le indicazioni per la stazione FS e passato il secondo sottopasso ferroviario, si segue la strada provinciale per Frassineto Po, dove si comincia a familiarizzare con i pioppeti e le vaste distese di mais, di grano e di riso. Passato Frassineto Po, si prosegue in direzione di Ticineto e Valmacca e oltrepassato per due volte consecutive il Torrente Rotaldo, si arriva in quel di Valmacca, dove si può ammirare il palazzo medievale nella piazza centrale,ora sede comunale. Lasciato alle spalle Valmacca, si prosegue per Rivalba, paese con le sembianze di una mansio romana, e passato per l’ultima volta il Torrente Rotaldo e costeggiato il paese di Bozzole, si arriva ad un incrocio dove si può ammirare il castello medievale di Pomaro.Fatta una breve visita al paese e al castello, si seguono le indicazioni per Monte Valenza, dove si arriva dopo aver affrontato una breve ma ripida salita. Qui si può bere alla fontana e ammirare il panorama verso le colline del Monferrato e la piana del Po sottostante.
Scendendo in direzione di Valenza e passato il cavalcaferrovia, si svolta a destra dove, nei pressi delle Terme di Monte Valenza, i piu’ piccini (e non solo loro) potranno ammirare gli animali del minuscolo zoo.Dopo aver affrontato i saliscendi che separano le Terme da Valenza, si arriva alla citta’ orafa, dove si può girare per le vie del borgo vecchio, curiosando le vetrine delle molte botteghe orafe e ammirando il panorama dalla balconata sita in fondo a Viale Padova, panorama che nelle giornate limpide arriva quasi sino a Pavia.
A questo punto si può tornare a Casale con il treno oppure attraverso un altro percorso in bicicletta. Lasciata Valenza e imboccata la provinciale per S.Salvatore, poco dopo aver costeggiato la frazione Valparolo, si gira a destra in una strada di campagna che portera’ a Fosseto, dove si possono visitare i giardini di Villa Genova.
Finita la visita e transitati per la frazione Villabella di Valenza, ci si dirige a Giarole per poi andare a Occimiano: le risaie e gli aironi dominano incontrastati questo tratto di strada. Superato il cavalcavia dell’autostrada si imbocca una strada sterrata a sinistra, che conduce alla strada consortile del canale Lanza che a sua volta, costeggiando il canale, riporta, con uno sterrato di circa dieci chilometri, a Casale Monferrato. Tirando dritto alla rotonda del palazzetto dello Sport, si può visitare, sulla sinistra, la Cittadella Militare di Casale per poi proseguire verso la rotonda di Corso Indipendenza. Si esce alla prima uscita e, passando sotto al cavalcaferrovia, si ritorna alla stazione dei treni per concludere il giro. In tutto circa 65 chilometri.
Il dislivello dell'itinerario è inferiore ai trecento metri.
A cura di Claudio Pasero e Daniela Pestarino – FIAB Alessandria
Per ulteriori informazioni, altimetrie e mappa: http://www.piemonteciclabile.com/percorsi-ciclabili-piemonte/il-parco-del-po-e-le-colline-monferrine/


IL PERCORSO DI FAUSTO COPPI Si parte dal Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, tappa obbligata per coloro che amano la storia della bicicletta.
Proseguendo per il viale dei Campionissimi seguire Via Acquistapace fino allo stadio comunale; svoltare poi a destra in Viale della Rimembranza e poi a sinistra in Via Manzoni.
Al km 2.6 si arriverà ad una rotatoria sulla Statale 35 Bis dei Giovi; proseguire dritto in direzione Merella. Svoltare a destra al km 7.6 in direzione Villalvernia e, successivamente, al km 10.6 a sinistra verso Tortona. Al km 10.9, al secondo semaforo di Villalvernia, proseguire a destra in direzione Castellania (da segnalare salita piuttosto impegnativa di 400 mt).
Al km 12.9 svoltare a sinistra verso Paderna; da qui si incontrano 1.2 km di salita mediamente impegnativa. Da segnalare la presenza di una fontana presso la piazza del Comune. Al km 15 svoltare a sinistra verso Spineto (600 mt di salita di media difficoltà). Arrivati a Spineto, al km 18, si segnalano due curve pericolose. Al km 18.4 svoltare a destra in direzione Carbonara, poi ancora a destra verso Villaromagnano (km 19.2): a questo punto si incontra una serie di curve piuttosto pericolose.
Al km 19.6 inizia una pista ciclabile, accanto alla quale è presente un’area sosta.Al km 20.8 tenere la destra verso Costa Vescovado e al km 22.8 svoltare nuovamente a destra. Tenere la destra al km 25.4; si segnala una salita impegnativa nei pressi della frazione Montale Celli. Al km 28 svoltare a destra in direzione Castellania (600 mt di salita impegnativa); al km 29 proseguire verso sinistra fino ad arrivare al paesino natale di Fausto Coppi: qui si possono ammirare la Casa natale del grande Fausto, il Monumento dedicato ai fratelli Coppi e le vigne della primogenita Marina Coppi.
A questo punto si prosegue verso Carezzano Superiore. Al km 33.8 curva pericolosa. Al km 35.4 svoltare a sinistra verso Sant’Agata Fossili (3.5 km di salita media), dove si possono trovare una fontanella, una piscina ed l’insolita presenza di una campo di lavanda.
Al km 43.5 si arriva a Gavazzana, piccolo borgo dalla cui chiesa si può ammirare la valle circostante. Al km 46 tenere la sinistra verso Cassano. In paese è presente una fontanella. Al km 48.2 svoltare a destra in direzione Novi Ligure.
Proseguire lungo Via Verdi, al semaforo svoltare a destra in Via Cavallotti, al semaforo successivo a destra in Via Manzoni, poi a sinistra in Viale della Rimembranza, poi a sinistra in via Crispi, per poi continuare in Via Acquistapace verso il Museo dei Campionissimi (km 56.2).
Per ulteriori informazioni, altimetrie e mappa: http://www.piemonteciclabile.com/percorsi-ciclabili-piemonte/sulle-strade-dellairone/


LE TERRE DEL TARTUFO
L’itinerario inizia da Camino con il suo castello medioevale, uno dei castelli più scenografici del Monferrato, che fu anche sede di Casa Savoia.
Si risale la strada verso Cascina Bosco e verso Sabarona. Si prosegue fino a Solonghello con una bellissima vista sul Santuario di Crea e le sue colline. Si scende verso valle, tra campi e arativi in direzione Castagnole e si prosegue in direzione Madonnina di Crea.Si sale poi a Serralunga di Crea e si visiterà il Santuario sito in un parco naturale. Interessanti le diciotto stazioni dedicate alla vita della Vergine note come i misteri del Rosario.
Il percorso si inoltra in uno sterrato dove si risalirà in direzione Ponzano, attraverso una bella zona agricola con un bellissimo panorama sulla Valle Cerrina.
Giunti nel centro di Ponzano si rientra verso Camino tra colline e vigneti in direzione Casalino per continuare tra i piccoli paesi di Gaminella e a Mombello Monferrato. Si raggiungerà Isolengo, Castel S. Pietro fino a ritornare nel centro di Camino.
Per ulteriori informazioni, altimetrie e mappa: http://www.piemonteciclabile.com/percorsi-ciclabili-piemonte/le-terre-del-tartufo/


LE DOLCI TERRE DI NOVI
Dalla stazione ferroviaria si percorre via Girardengo, attraversando il centro di Novi; in fondo si svolta a destra in via Paolo da Novi e, al semaforo, si attraversa uscendo dalla città in direzione di Gavi.
Si sale per circa un chilometro su una strada stretta e abbastanza trafficata; la si lascia svoltando a sinistra in direzione Monterotondo.
Dopo km.1,5 (km.3) si svolta a sinistra imboccando la strada Castellone, un percorso panoramico tra tenute e vigneti in direzione di Serravalle Scrivia.
Al bivio (km.6,5) si svolta a sinistra verso Monterotondo, scendendo nel bosco, si passa davanti alla tenuta La Raia, e si risale ripidamente per circa un chilometro fino a Monterotondo (km.10 – m. 315 slm), sede di famose case vinicole.
Si procede per Gavi e dopo tre chilometri di saliscendi si arriva nel piano scorgendo, in alto sulla destra, l’imponente Forte, fino a incrociare la provinciale da Serravalle per Gavi (km.13). Si svolta a destra e si entra in Gavi. Oltre al Forte, meritano una visita la Chiesa romanica di San Giacomo e la porta medievale.
Si esce in direzione San Cristoforo; svoltando a sinistra sul ponte sul Lemme, si intravede, in alto, il Santuario della Madonna della Guardia. Si scende dolcemente lungo la valle e poi si inizia la salita che in km.1,5 e 100 metri di dislivello porta a San Cristoforo (km.19 – m.300 slm).
Prima della fine del paese si gira a destra in direzione Novi Ligure e poi subito a sinistra sulla bellissima strada del Rondanino, in costa tra i vigneti per circa 5 chilometri fino ad incontrare la strada per Francavilla. Si svolta a destra e si scende rapidamente; oltrepassato il Lemme, si entra a Francavilla Bisio e si imbocca la strada che sale al Castello e poi, in tre chilometri, porta a Tassarolo (km.30).Si riscende fino alla chiesetta di san Defendente e si svolta a destra per Pasturana, su uno sterrato che fiancheggia i campi da golf e che porta alla strada che, in due tornanti, sale al paese, che conserva testimonianze dell’epoca napoleonica. All’uscita del paese, in direzione di Novi, si può fare una sosta alla antica Pieve di San Martino (VII secolo), bevendo alla fonte (km.35). Si procede sulla provinciale e in tre chilometri si torna a Novi.
In tutto circa quaranta chilometri.
A cura di Claudio Pasero e Daniela Pestarino – FIAB Alessandria
Per ulteriori informazioni, altimetrie e mappa: http://www.piemonteciclabile.com/percorsi-ciclabili-piemonte/le-dolci-terre-di-novi/


DURO ITINERARIO IN VAL BORBERA
Dal semaforo posto sulla SP140 (Vignole Borbera) ci si avvia in Via Cavour e poi si svolta alla seconda a sinistra (via Donizetti).
Si perviene subito sullo sterrato pianeggiante seguendo così il segnavia CAI relativo al sentiero 275.
La prima parte segue tale tracciato, ben segnalato; bisogna solo prestare attenzione in qualche bivio dove la velocità potrebbe non far notare il giusto segnale. Prima che la strada salga si svolta a sinistra e si arriva ad una strada inghiaiata dove si svolta a destra, si passa una sbarra con l’ indicazione proprietà privata e si prosegue in salita. Alla sommità si svolta a sinistra e si prosegue. Dopo una leggera spianata (cascinale) si devia a sinistra su di una salita con fondo roccioso levigato dai numerosi passaggi. I saliscendi si susseguono ed i bivi in fondo alle discese riportano sempre verso il crinale a destra (prestare attenzione ai segnavia).
Si sale un tratto spesso fangoso e poi ci si trova ad affrontare un tratto in discesa abbastanza tecnico. Al suo termine si svolta a sinistra e si raggiunge il bivio di Costa Jamue; si continua a seguire il 275. Si passa il bivio di Costa Muta e si prosegue, dopo un bivio non segnalato ci si ritrova in una zona pianeggiante: nel bosco alla nostra sinistra si trova la chiesa della Madonna della Mercede, non visibile dalla strada. Si affronta una salita e si sbuca sul crinale con panorami a destra sul paese di Sezzella, in Valle Spinti. Ora si abbandona il 275 prestando attenzione al bivio che torna indietro rispetto alla nostra direzione verso Cerreto. Si scende e dopo un tornante spesso fangoso, si risale brevemente, a sinistra, sul cucuzzolo ove sorge la chiesa di Santo Stefano, dal quale si scende a sinistra affrontando una ripida discesa. Si sbuca sull’asfalto nei pressi di una croce, si svolta a destra e, ad un’altra croce, si svolta sullo sterrato in discesa a destra.Ci si ritrova sul greto del torrente, dove si svolta a destra per risalire sul ponticello pedonale e ciclabile che si attraversa, all’ uscita si svolta a destra e si sale fino alla trafficata SP140; prestare attenzione all’ attraversamento: si svolta alle spalle della casa a forma di castello e si prende un sentierino che sale a destra. In breve si giunge sulla strada che sale (sinistra) in direzione Roncoli – Fontana.
Si sale in direzione di queste frazioni, si passa Roncoli e, a breve distanza da Fontana si svolta a sinistra per la fraz. Sala.
Si segue lo sterrato che scende ad attraversare un rio e poi risale in direzione della Torre di Molo. Si sale e poi si svolta a destra al primo bivio seguendo sempre questo tracciato dal fondo in cattive condizioni che fa guadagnare faticosamente quota, trascurando alcune deviazioni sia a sinistra che a destra che conducono nei campi. Si compie grossomodo un arco a sinistra dopodiché si spiana e si scende brevemente per finire sulla strada asfaltata poche centinaia di metri a valle di Calvadi ed in vista di esso; si svolta quindi a destra su detta strada e si supera il paesino fino al primo tornante al di sopra della frazione, al termine di un rettilineo in salita, dove si svolta a sinistra su di una sterrata in discesa.
Si scende con qualche tornante trascurando i bivi che conducono a destra; per non sbagliare cerchiamo di seguire il crinale (segnavia CAI rosso-bianco-rosso).Una piccola rampa a sinistra conduce in un sentiero che corre parallelo alla sterrata ma qualche metro più sopra: certamente più divertente. In breve il sentiero si riunisce alla strada sterrata che si segue trascurando le deviazioni, sia a sinistra che a destra, contrassegnate da un’indicazione “MTB”, relative ad una gara e si sale fino ad arrivare sull’asfalto della SP 135; si prosegue fino ad una curva, poco dopo il km 11, in cui si svolta a sinistra per seguire il sentiero con segnavia CAI n°200(segnavia su palo della luce).
La variante del castello invece si prende poco dopo il km 13, dove si svolta a destra su uno sterrato che sale dietro ad una cascina, passando su un suggestivo fondo ciottolato, molto antico. In vista del castello si giunge ad un incrocio (recinto con fattoria) e si svolta a sinistra scendendo sull’ asfalto nei pressi della chiesa dove si torna sull’ asfalto e ci si porta verso il km 11 dove parte il sentiero n°200.
Seguire il tracciato che passa sopra una vigna, a monte di una cascina e poi giunge in un incrocio (a destra in breve si raggiunge il paese di Albarasca). Si prosegue salendo, su fondo in parte lastricato, poi si scollina e si scende giungendo al Santuario di Cà del Bello (Madonna della Neve, fontana).
Si segue il tracciato che passa alle spalle del santuario e che a saliscendi conduce al bivio di Cascina Rughè; qui si svolta a destra e si scende su un tracciato a tratti ghiaioso (attenzione: possibile transito di mezzi fuoristrada).
Dopo un tornante che contorna un cascinale la strada percorre un pianoro: prima del suo termine si sale a sinistra e si giunge a scollinare girando intorno ad una vecchia costruzione, si scende ad un bivio e si tiene la sinistra, salendo e passando accanto ai resti di una grossa costruzione (N.B.: in questo tratto bisogna ignorare le indicazioni “MTB” e seguire invece il segnavia CAI rosso-bianco rosso n°200). Si giunge così al “Passo del Lupo” dove si svolta a destra seguendo l’ indicazione per Vignole; si tiene il tracciato di sinistra e si scende con belle vedute sul torrente Borbera, su Vignole e su tutta la prima parte del percorso.Alla fine della discesa si svolta a destra e si sale sul ponte, al termine del quale si segue il tracciato a destra che poi diventa asfaltato e sale in paese, passa davanti alla piazza della chiesa, svolta a sinistra in via Mazzini e ritorna al semaforo dal quale si era partiti. E' un duro percorso con oltre 1200 metri di dislivello sparsi nei trentaquattro chilometri di sviluppo.


IL BOSCO IN CITTA': A CASALE MONFERRATO
Tra la città ed il fiume!
Quando capita di avere un bosco nella città? Anzi tra la città e il suo fiume?
Stiamo parlando del Bosco della Pastrona: uno spettacolare polmone verde, di 50 ettari, che mette in relazione il fiume con la città. Grazie al Parco del Po e in collaborazione con Bike’n Foot, il bosco, aperto a tutti, sia con guida che senza, parte proprio da Casale Monferrato, ha un percorso che si chiama Kintana e si snoda su 12 km circa diviso in tre livelli di difficoltà. È adatto sia agli sportivi che alle famiglie e consente escursioni nel bosco, tra aree allestite con giochi per bambini, aree sosta pic nic, la suggestiva diga, spiaggette ombreggiate e con la possibilità di fare bird watching.
Tutto in un tempo percorso che va da una a due ore (soste escluse).
Per info: Cascina Belvedere Parco del Po, Tel. 0384/84676 - E-mail: centro.visita@parcodelpo-vcal.it


IL SENTIERO DELLE GINESTRE
Il percorso parte in Piazzale Pisani ad Acqui Terme e presa la strada asfaltata di sinistra si sale con alcuni tornanti fino a superare alcuni alberghi e si svolta poi decisamente a destra in una piccola stradina asfaltata. Dopo pochi metri si svolta a sinistra, prendendo il sentiero che sale deciso attraverso un bosco di latifoglie che vede la presenza di castagno, acero di monte, ciliegio e roverella.
All’uscita del bosco, nei pressi di alcuni ripetitori si imbocca una piccola strada asfaltata che conduce a un incrocio, superato il quale si prosegue il cammino su fondo sterrato, attraversando un’area caratterizzata dalla ricca presenza di ginestra, arrivando in breve al Monte Marino.
Lasciato sulla destra il sentiero 531 che ritorna verso Acqui Terme, si prosegue in piano su una stradina campestre che conduce poco dopo al castello di Ovrano, meta del nostro itinerario.


TRA I CASTELLI DELL'ALTO MONFERRATO Si attraversa il centro cittadino e si lascia Ovada in direzione di Alessandria: oltrepassato il torrente Orba, si percorre la strada che conduce a Rocca Grimalda: la prima parte del percorso è pianeggiante, ma poi la strada sale con ampi tornanti fino a raggiungere questo borgo caratteristico, raggruppato attorno al castello dei Malaspina e dei Grimaldi, con la sua torre circolare, i suoi fantasmi e il giardino all’italiana.
Percorrendo il crinale delle colline ovadesi, coltivate a Dolcetto, si raggiunge un altro borgo di origine medioevale dominato da un antico castello con torre quadrata e mura di difesa: Carpeneto.Con saliscendi fra le colline, si arriva a Trisobbio, col suo castello in pietra, dove è possibile salire sulla torre e ammirare il paesaggio circostante. Ancora saliscendi piuttosto impegnativi conducono a Cremolino, un borgo in pietra raggruppato attorno al castello medioevale. Si ridiscende a valle e si prosegue in direzione di Ovada, oltrepassando il paese di Molare, col suo castello, restaurato a fine Ottocento dall’architetto Alfredo D’Andrade, ma di antichissima datazione come rocca fortificata. Appena fuori Ovada in direzione di Novi Ligure, si lascia la strada provinciale per inerpicarsi a destra verso Tagliolo Monferrato, un piccolo borgo dalle case in tufo, con il ricetto stretto attorno al castello dei marchesi Pinelli Gentile.
Si prosegue con un percorso di cresta che conduce alla base dello sperone di roccia su cui sorge Lerma, il cui castello degli Spinola in pietra domina a strapiombo il torrente Piota: si sale con tornanti piuttosto impegnativi fino al borgo medioevale.
Il percorso prosegue lungo strade tortuose che si snodano fra colline coperte di boschi fino a vedere in alto, imponente e suggestivo, il castello di Casaleggio Boiro; si è già alle pendici dell’Appennino e si prosegue fino al borgo di Mornese, stretto attorno al castello dei Doria.
Da Mornese una piacevole strada sul crinale conduce a Montaldeo dominato da un altro elegante castello della famiglia Doria, famoso per i suoi fantasmi. Una bella discesa porta a Castelletto d’Orba, con il castello duecentesco, mentre con un tratto in salita, tortuoso ma piacevole, in mezzo ai vigneti, toccando piccolissime borgate come Crebini e Cazzuli, si raggiunge San Cristoforo, con il castello degli Spinola, dalla torre a pianta triangolare.
Si percorre una ripida discesa, si attraversa il torrente Lemme che qui presenta acque profonde e gole scavate nella roccia tufacea, e si risale leggermente fino a raggiungere Gavi. In questo paese di origine medioevale, si può visitare l’antico Forte, risalente all’anno Mille e poi ampliato e trasformato nel corso dei secoli XVI e XVII; lo si raggiunge con una stretta e ripida salita che conduce ad uno degli accessi principali.
Uscendo da Gavi con direzione Francavilla-Basaluzzo, si percorre una strada pianeggiante che costeggia il torrente Lemme e si snoda fra antiche ville del Seicento e del Settecento e si raggiunge Francavilla Bisio, dove sorge un castello in cotto, ora disabitato.
La strada costeggia il castello e sale dolcemente, si segue la direzione di Tassarolo, che si raggiunge costeggiando il campo da golf. Si lascia Tassarolo con l’imponente castello Spinola, in direzione di Novi, si percorrono alcuni chilometri di salite e discese abbastanza impegnative fino a Novi.Il percorso parte da Novi Ligure, con la visita alla torre del castello e alle mura che proteggevano la rocca e ad alcune gallerie scavate sotto la rocca fortificata.
Si lascia Novi percorrendo la strada San Marziano, una stradina che si snoda in mezzo ai campi costeggiando una linea secondaria della ferrovia, e si raggiunge con poca fatica ed in pochissimo tempo l’abitato di Pozzolo Formigaro, dove proprio nel centro del paese sorge il castello tre-quattrocentesco con l’alta torre. Lasciato Pozzolo in direzione di Villalvernia, si percorre una strada di campagna che attraversa la frazione Bettole con le sue cascine in terra cruda, si raggiunge e si supera il torrente Scrivia poi si prosegue sulla destra orografica del torrente in direzione di Tortona; si sale verso Spineto Scrivia e si prosegue fino a Carbonara Scrivia con la sua rocca, una suggestiva torre quadrata di antichissima origine.
Il percorso, dalle colline, ridiscende fino a Tortona; si entra in città per inerpicarsi sulla collina del castello: lungo il percorso si costeggiano gli imponenti resti archeologici delle antiche mura romane e si sale fino alla torre del castello, unica superstite della sistematica distruzione napoleonica di forti e castelli in questa zona. Da Tortona si raggiunge Castelnuovo Scrivia, col suo medioevale castello dei Torriani-Bandello, su strada asfaltata e pianeggiante.
Per ulteriori informazioni, altimetrie e mappa: http://www.piemonteciclabile.com/percorsi-ciclabili-piemonte/tra-i-castelli-dellalto-monferrato/


COLORI E PROFUMI DELLA VAL CURONE
Un anello di quarantacinque chilometri su strade secondarie lungo la val Curone e sul crinale con la val Grue.
Si parte dalla Pieve romanica di Viguzzolo (135 mslm), che dista circa quattro chilometri dalla stazione ferroviaria di Tortona; si percorrono circa cinque chilometri lungo la provinciale, piuttosto trafficata, per arrivare a Monleale e quindi a Volpedo, considerato uno dei cento borghi più belli d’Italia (185 mslm).
Si possono visitare alcuni luoghi di Pellizza, la Pieve Romanica, e poi proseguire a pedalare per Zebedassi, per seguire la strada che, risalendo il Curone, condurrà a Brignano Frascata.
Alla cascina Cappelletta (km.7) si svolta a destra. La strada con una salita breve ma ripida riporta in alto (300 mslm).
Tenendosi sempre a destra e svoltando in direzione cascina Tirana, inizia qui un breve sterrato in salita che porta a Zebedassi (335 mslm).
Si prosegue in discesa fino alla frazione Torrione e, senza attraversare il Curone, si procede in leggera salita verso San Vittore e quindi Momperone (km 15). Uscendo da Momperone si svolta a sinistra in direzione Valstaffora e, dopo circa cinquecento metri, a destra, in direzione Brignano Frascata, lungo la strada che fiancheggia il campo da golf.
Si attraversa il ponte sul Curone e si entra nel pittoresco borgo di Brigano Frascata (km.19, 286 mslm). Si esce poi dal paese sulla provinciale in direzione Tortona e si svolta subito a sinistra verso la frazione Guardia(h.470 s.l.m.); una salita impegnativa ma suggestiva che porta sul crinale tra la val Curone e la val Grue. Questo è il tratto più affascinante: la strada è in costa, aperta ai venti e ha da un lato la selvaggia val Grue e dall’altro la vissuta val Curone.
Si passa davanti all’osservatorio astronomico di Casasco (km 23), si prosegue fino al bivio e non si procede per Magrassi, ma si svolta a destra verso Casasco (km 25, 365 mslm).
La strada è bellissima: sembra di percorrere un nastro sospesi tra i colori della terra e del cielo.
Si scende rapidamente verso la provinciale della val Grue che si segue per circa un chilometro, attraversando due volte il torrente Grue, fino al bivio (km.28,5, h.210 m. s.l.m.) a destra per Scrimignano.Si risale per due chilometri arrivando al paese (313 mslm) e poi si prosegue la salita che, in tre chilometri, porta a Montemarzino (km. 33, 425 mslm).
Si esce dal paese, dritti, seguendo le indicazioni per Monleale. A Ca’ del Borgo (km.35, 396 mslm) si svolta a sinistra in direzione Profigate e subito dopo si procede dritti in direzione Repregosi.
Non si svolta a sinistra per Repregosi ma si procede dritti per poi svoltare a destra per Berzano di Tortona che si raggiunge in discesa (km. 39, 272 mslm).
Si passa il paese in direzione Volpeglino e poi, dopo circa duecento metri, si svolta a sinistra sulla strada comunale della Loira che scendendo piacevolmente per circa cinque chilometri riporta alla piana di Viguzzolo.
In tutto quarantacinque chilometri.
A cura di Claudio Pasero e Daniela Pestarino – FIAB Alessandria
Per ulteriori informazioni, altimetrie e mappa: http://www.piemonteciclabile.com/percorsi-ciclabili-piemonte/colori-e-profumi-della-val-curone/

Pagina realizzata in collaborazione con www.piemonteciclabile.com e www.alexala.it

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- pedalate in Piemonte, dalle valli cuneesi all'Ossola, passando per le montagne torinesi,
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