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Itinerario La Spina (scorri la gallery!)
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Casera Aiarnola
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Colesei
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Panorami lungo il percorso Croda Rossa
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Panorami lungo il percorso Croda Rossa
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Panorami lungo il percorso Croda Rossa
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Itinerario Dignas
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Itinerario Dignas
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Itinerario Dignas
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Itinerario monte Elmo
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Itinerario monte Elmo
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Panoramica del Comelico
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Panoramica del Comelico
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Itinerario Silvella
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Itinerario Silvella
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Itinerario La Spina
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Itinerario La Spina
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Itinerario La Spina
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Itinerario La Spina
Veneto

Comelico

Con la collaborazione di Consorzio Turistico Val Comelico Dolomiti e MTB Comelico una serie di proposte per pedalare nel Comelico in sella alla propria MTB. Il territorio del Comelico offre una straordinaria varietà di ambienti, ancora poco intaccati dal turismo di massa. Nell'estremo nord del Veneto, ai confini con Austria ed Alto Adige, le opportunità per divertirsi, dunque, non mancano affatto!
Consorzio Turistico Val Comelico Dolomiti e MTB Comelico sono autori del testo e delle foto.

CRODA ROSSA
Il nostro giro più ad ovest, sotto lo splendido panorama della Croda Rossa di Sesto. Partendo dal passo Monte Croce dobbiamo prendere il sentiero 18, uno sterrato molto ampio e comodo con solo pochi strappi che possono impensierire, arrivati in quota facciamo attenzione a deviare il nostro percorso verso un breve singletrack che scende a destra, indicato da un cartello (sempre segnavia 18). Finito questo singletrack il panorama si apre e ci troviamo sulla pista di sci da discesa della Croda Rossa, noi tagliamo dritto superando un piccolo cancello e ci troviamo ai rifugi in cima alla piste. Da quì proseguiamo in discesa facendo attenzione a girare intorno all'arrivo dell'ovovia da sinistra, quindi imbocchiamo una strada molto ben curata che attraversa più volte la pista da discesa, in un attimo siamo quasi in fondo alle piste, dobbiamo fare attenzione all'ultimo incrocio con la pista ad andare dritti per congiungerci con la SS52, questa viene percorsa per poche centinaia di metri e svoltiamo a destra per arrivare alla partenza dell'ovovia.
Mantenendoci a sinistra dell'edificio imbocchiamo il sentiero 13A che quasi totalmente in piano ci fà arrivare dietro il Caravan Park di Sesto, quì svoltiamo a sinistra (segnavia 130), questo è un tratto molto impegnativo ma relativamente breve, facciamo attenzione quasi in cima alla salita su di un tornante a svoltare a destra oltrepassando un sbarra , la salita lascia spazio ad un tratto panoramico sopra il passo Monte Croce poco frequentato, che praticamente ci fa tagliare dritto per la caratteristica capelletta di St. Michael. Ancora l'ultimo tornante e siamo tornati al passo Monte Croce.
Sedici chilometri, seicento metri di dislivello.

MONTE ELMO
Giro impegnativo che ci porterà al confine con l’Austria, partendo dal Passo Monte Croce seguiamo le indicazioni per l’Alpe di Nemes (sentiero 131), arrivati ad una passatoia in legno proseguiamo in discesa verso Moso, prima di arrivare in fondo a questa discesa dobbiamo svoltare per una strada (all’inizio in asfalto) che porta all’Elmo, questa è una salita piuttosto regolare e in breve arriviamo all’arrivo degli impianti di risalita. Da qui inizia il tratto panoramico che ci porta prima al rifugio Gallo Cedrone e poi verso la cima del monte Elmo e il rifugio di confine Sillianer Hutte, qui la massima pendenza del giro! Scavalcato il dosso sopra il Sillianer-Hutte (Rifugio Sillianer) si prosegue lungo un singletrack in discesa verso Malga Klambach: tenere la destra. Si tratta di un singletrack impegnativo per la lunghezza ed il fondo sconnesso, a tratti molto pendente. Giunti alla malga Klambach si scende a valle per comoda mulattiera e ricongiunti con la strada percorsa all’andata torniamo al passo Monte Croce.
31 km, 1255 metri di dislivello.

SILVELLA
Percorso destinato a diventare una classica in Comelico. Grandi soddisfazioni sia in termini di paesaggio che di sentieristica: 32 km di sterrato in cui l'impegno tecnico richiesto è piuttosto elevato. Partendo dal piazzale al bivio per 'Casera Pian Formaggio', raggiungibile da Sega Digon, una comoda sterrata (asfaltata per un breve tratto) porta a malga Silvella, e da li su al passo Silvella. La lunga salita attraverso la valle ci ha come sfondo il monte Quaternà, vetta piramidale e famoso punto di osservazione dei militari italiani durante la Grande Guerra. Molte le curiosità geologiche dell'area e suggestivo l'ambiente incontaminato. Dal passo scendiamo in Val Pusteria con vista sui Tre Scarperi: discesa rinfrescante in tutti i sensi (abbondante acqua per strada). Attenzione alle rocce ed i ciottoli taglienti. Prima di raggiungere l'Alpe di Nemes, tagliamo per un prato (chiaramente indicato), oltrepassiamo un ponticello, e dopo un breve single track raggiungiamo Malga Coltrondo. Lasciandola sulla destra continuiamo per un tratto asfaltato raggiungendo Malga Rinfreddo. Da qui una salita impegnativa ci porta ad un primo bivio, dove prendiamo a destra per Casamazzagno (sentiero 149). A tratti la sterrata, ormai single track per la bassa frequentazione, richiede buona tecnica di guida. La vista cade continuamente sul Gruppo del Popera, finchè, dopo la Malga Campobon, entriamo nel bosco per sbucare, dopo rapida discesa, a San Leonardo, sopra Casamazzagno. Da qui una spettacolare vista dall'alto sul Comelico. Scesi alla omonima chiesetta per strada asfaltata, proseguiamo a sinistra (Ombrio) su sterrata, tenendoci a sinistra al bivio da cui inizia la ripida salita. La larga strada presenta pendenze importanti e ci riporta al punto di partenza. Curiosità: in passato la Chiesetta di San Leonardo (anno 1548) rappresentava il punto più centrale rispetto alle ville dell'antica borgata. A seguito di un incendio distruttivo di Casamazzagno, fu spogliata per abbellire la nuova chiesa, al centro del paese.
33 km, 1425 metri di dislivello.

COLESEI
Quella dei Colesei è una delle vette più panoramiche del Comelico: dalla sua cima erbosa si può infatti godere di un meraviglioso panorama sulla sottostante Val Padola e sui monti circostanti, tra cui il vicino gruppo del Popera. Dal rifugio Lunelli si sale a tornanti su strada militare sterrata, mai troppo ripida o sconnessa; bellissimi gli scorci sul Comelico una volta usciti dal bosco. Nella seconda parte di salita le pendenze e il fondo si fanno più agevoli fino a forcella Pian della Biscia (1940m.), posta a poche decine di metri dalla vetta erbosa dei Colesei. Da qui si scende su di un tecnico e difficile single track (saranno necessari alcuni minuti a piedi) fino al lago dell'Orso e poi, dopo un'ultima breve risalita, si raggiunge il passo Monte Croce. Il rientro a Padola si sviluppa su una lunga e facile discesa sterrata nei boschi di Chiaurì e Chianei. Giunti su fondo asfaltato si segue in salita per il Rifugio Lunelli tornando al punto di partenza.
Curiosità: proseguendo da Pian della Biscia lungo la mulattiera si giunge, dopo altri 700 metri di salita, alle fortificazioni scavate nella roccia della Croda dei Colesei: queste opere, facenti parte dello sbarramento del passo Monte Croce Comelico, risalgono al Vallo Alpino di epoca fascista.
10 km, 600 metri di dislivello.
 

DIGNAS VALLONA
Probabilmente il percorso più impegnativo di tutti quelli presentati , dovuto in parte anche ad un lungo tratto che ci obbliga a spingere la bici a piedi. Partendo dalla Val Visdende, noi per comodità abbiamo indicato il bivio Ciadon, proseguiamo per la salita del giro delle malghe fino a superare la prima malga (Dignias), l’unica che incroceremo sul nostro percorso. Dopo circa un km dobbiamo tenere la sinistra seguendo le indicazioni per Forcella Dignias (segnavia 403A) , man mano che saliamo il fondo si fa più mosso ma niente che possa dare difficoltà, in breve tempo saremo alle casermette di confine della forcella Dignias dove abbiamo un bellissimo panorama della vallata verso Obertilliak. Proseguendo abbiamo un breve tratto di discesa verso il rifugio Porze (in territorio austriaco), facciamo attenzione al primo tratto di discesa su dei tornanti con un piccolo strapiombo. Arrivati al Porze se proseguiamo per il passo di Cima Vallona dobbiamo sapere che da qui è tutta a piedi fino in cima, e che con le scarpe da mountain bike può essere ancor più difficoltoso: era, però, l’unico modo per poter inserire uno dei luoghi più belli e rappresentativi . Dal Porze quindi ci aspetta una salita di circa 1 ora a piedi, ad un bivio a metà strada dobbiamo tenere il sentiero di sinistra. Una volta giunti in cima al Passo di Cima Vallona (2362) possiamo ammirare la bellissima vallava avanti a noi, dove ci fu un celebre attentato. La strage di Cima Vallona, infatti, fu un attentato terroristico perpetrato il 25 giugno 1967 da membri del Befreiungsausschuss Südtirol contro una pattuglia di militari italiani che indagavano su un precedente attentato. I morti furono quattro.
Da Cima Vallona la discesa la facciamo su comoda strada sterrata, infatti dalla parte italiana il ‘sentiero’ è percorribile anche con piccoli fuoristrada perché la strada è mantenuta in ottimo stato visto che ogni anno viene celebrata una messa per ricordare quel famoso attentato, la strada è si tenuta bene ma vista la forte pendenza nel tratto intermedio bisogna fare molta attenzione. Scendiamo fino ad un grande prato dove troviamo la malga Melin, qui ci teniamo sulla sinistra (segnavia 165) e ci aspetta una salita molto impegnativa quasi tutta pedalabile che ci porta al passo Palombino, altro luogo particolarmente bello e con un panorama mozzafiato sulla Val Visdende ed il monte Peralba. Manca solo la discesa verso valle, discesa su cui fare attenzione nel primo km perché si trova in corrispondenza di alcune sorgenti d’acqua che hanno scavato il sentiero, passiamo vicino la malga Londo e qui il sentiero lascia spazio ad una strada bella larga che ci accompagna dolcemente fino a valle.
22 chilometri, 1475 metri di dislivello.

PANORAMICA CANAL
Dieci chilometri con nemmeno cento metri di dislivello per questo facile percorso.
Il ridotto dislivello lo rende un percorso ottimo anche per famiglie. Fantastico il panorama su Padola e le valli che la circondano. Partendo dal Kral Ladin (Valgrande-Padola) imbocchiamo la ciclabile sterrata dirigendoci verso le piste da sci. Raggiunta la strada asfaltata la percorriamo attraversando la piazza e salendo tra le case (via Acque Rosse) fino all'inizio del sentiero che i locali denominano 'Canal' e che attraversa in quota tagliando le piste da sci fino oltre le Terme di Valgrande. Un ponte collega la sterrata (prosecuzione del sentiero) al tratto asfaltato che dalle terme torna al Kral Ladin. Presso il Kral Ladin sono presenti molte attrazioni per piccoli e giovani. Curiosità: prima dell'ultimo ponte è possibile, voltando a sinistra, raggiungere le sorgenti solforose (Aga Puà nel dialetto locale) che fanno di Padola un comune termale.

CASERA AIARNOLA
Bellissimo percorso che richiede ottima tecnica di guida su sterrato, sia in salita sia in discesa, specie da Casera Aiarnola a Padola. Partendo dalla piazza di Padola si sale lungo strada asfaltata fino alla Chiesetta di S.Anna, da qui si continua a sinistra su sterrata. Oltrepassate due stanghe si giunge ad un breve single track, bellissimo in discesa, ma difficilmente percorribile in sella in salita. Ripresa la strada sterrata si raggiunge il Passo S.Antonio; dalla partenza al passo ci aiutano nell'orientamento i simboli del DolomitiTrail 5.6+. Appena a valle del passo, in direzione Padola, prendere a sinistra per sterrata. La strada (sent.153) si snoda tra bellissime baite e ci fanno da sfondo il monte Aiarnola da un lato, i Longerin dall'altro. Seguiamo poi il sentiero 164 (single track ben indicato) raggiungendo la sterrata che in breve porta a Casera Aiarnola. Da qui il single track più impegnativo, un sentiero poco curato e invaso da un torrente, che porta a monte dell'abitato di Padola; da qui seguiamo la strada asfaltata puntando al campanile per ritornare al punto di partenza. E' possibile evitare l'ultimo tratto pericoloso scendendo per la sterrata che da Casera Aiarnola scende a S.Anna (sopra Padola). Curiosità: l'alpeggio Aiarnola è l'unico in Comelico non posseduto da una regola locale. La legenda narra che Calalzo la ereditò da una vecchia di Padola, malvista in paese, in cambio di un vitalizio
14 km, 450 metri di dislivello.

TERME
Nove chilometri e quattrocento metri di dislivello.
Dalle terme di Padola, in Valgrande (ampio parcheggio), si imbocca la strada, dapprima asfaltata, in direzione rifugio Lunelli. Giunti al bivio per il rifugio si continua a destra su sterrata; da qui la salita si fa più ripida, ma le pendenze non sono proibitive. La strada si snoda nei boschi di conifere portando alle ampie radure che fanno da contorno al passo Monte Croce, raggiungibile su breve tratto di asfalto. Ritornati dal passo lungo la via di salita di deviando a sinistra, a poche decine di metri dalla strada asfaltata, in corrispondenza di una stanga. Da qui si ritorna al punto di partenza. Curiosità: presso il Passo Monte Croce sono in atto interventi archeologici per portare alla luce antiche costruzioni romane. Al momento la strada di rientro è interrotta da una frana, aggirabile a piedi.

LA SPINA
Percorso impegnativo: sono infatti trenta i chilometri e circa 1300 i metri di dislivello!
Giro che attraversa uno dei luoghi più panoramici di tutto il territorio.
Partendo da Casamazzagno saliamo per la strada che conduce alla località 'Le Federe', appena prima di entrare nel bosto dobbiamo tenerci a sinistra e salire su sterrato, questo non ha segnavia ma è difficile sbagliarsi in quanto dobbiamo sempre tenere la strada principale (ai bivi tirare dritto). La strada porta al Ponte alla Costa dove incrociamo la strada asfaltata che porta ai rifugi Coltrondo e Rinfreddo. Superato quest'ultimo inizia il tratto più duro, usciamo presto dal bosco e troviamo una salita a tornanti che arriva fino alla sella del Quaternà, quì possiamo ammirare il favoloso panorama che ci circonda (siamo a quota 2379). Scendiamo per un breve tratto di strada appena percorso e ci teniamo a sinistra per iniziare un tratto molto lungo in singletrack lungo la cresta della Spina, dobbiamo fare attenzione perchè ci sono alcuni tratti pericolosi. Quando entriamo nel bosco la strada si allarga e scende piuttosto ripida nel primo tratto (un chilometro) poi man mano si fa sempre più facile fino ad arrivare all'asfalto. Ripercorriamo nuovamente il tratto iniziale del nostro giro, questa volta in discesa e siamo nuovamente all'abitato di Casamazzagno.

PANORAMICA DEL COMELICO
Giro abbastanza lungo, poco meno di trenta chilometri, ma con dislivello contenuto: 600 metri.
Giro panoramico del Comelico Inferiore, da S.Stefano dobbiamo raggiungere un ponte che passa sopra il fiume Padola e poi proseguire sulla ciclabile che lo affianca per qualche chilometro, questa ciclabile ci porta a fiancheggiare i piccoli abitati di Campitello, Gera e Sega Digon dove troveremo una salita impegnativa con pendenza di quasi il 20% per un breve tratto; la strada continua a salire fin quasi a Costa dove per qualche chilometro offrirà piacevoli saliscendi passando per Costallisoio e Costalta. Ci si può godere il panorama. Quì inizia una veloce discesa dove dobbiamo fare attenzione perché ad un bivio, quasi arrivati in fondo, dobbiamo girare a sinistra per S.Pietro, dopo una breve salita la strada continua a scendere fino a Presenaio, proseguiamo per 2-300 metri di statale e attraversiamo un ponte, svoltiamo a destra e scendiamo fiancheggiando il fiume Piave per una strada sterrata, quindi raggiungiamo Campolongo e sempre mantenendo la strada che si tiene a destra del fiume arriviamo a Santo Stefano.

GIRO DELLE MALGHE
Uno dei giri classici della zona: si parte dalla località Cimacanale appena imboccata la val Visdende, quindi, proseguiamo per una comoda strada asfaltata, al primo bivio manteniamo la sinistra , al successivo la destra, appena entrati nel bosco la strada si fa pian piano sempre più pendente, superato un ponticello dobbiamo seguire per malga Dignias (destra), da qui la strada sale in modo costante e dopo una serie di tornanti stretti giungiamo alla prima malga. Proseguendo per la prossima malga dobbiamo mantenere la destra e salire per un breve tratto di asfalto piuttosto ripido che ci porta in quota, da qui la strada sulla quale proseguiamo si alterna a salite ripide e discese che meritano attenzione, ma si mantiene sempre più o meno in quota almeno fino alla malgha Antola dove la strada si allarga e comincia a scendere in modo costante fino a valle.
34 km, mille metri di dislivello.

Per chi invece preferisce la strada, ecco alcune altimetrie grazie a www.salite.ch
- passo Monte Croce di Comelico
- cima Sappada 
- forcella Zovo

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