





















dall'Altopiano del Renon a Caldaro ed Appiano
L'Alto Adige - Sud Tirol, oltre alle splendide cime che si innalzano oltre i tremila metri e regalano panorami mozzafiato tra ghiacciai e pareti rocciose, offre anche soleggiati fondovalle, in particolare nella zona a sud di Merano e Bolzano.
Il Giardino del Sudtirolo, o Oltradige, è la parte più meridionale di questa zona, sede anche di fertili vigneti. Sono i "dintorni di Bolzano".
La vegetazione, particolarmente rigogliosa, segnala un clima particolarmente mite: crescono uva bianca e rossa, boschi di latifoglie e conifere. Particolarmente affascinante è lo scenario primaverile quando si vive il trionfo delle fioriture, in particolare quella dei meli. Lo scrittore Helmut Hochrain ha scritto "vi si trovano esemplari che ci si aspetterebbe di trovare solo sul lago di Garda". Ma non sono da meno, ovviamente, i colori autunnali che caratterizzano i vigneti attorno a paesi e città.
Anche i laghi beneficiano di questo clima particolare tanto che il lago di Caldaro è il più caldo delle Alpi: sia in esso sia nel lago di Monticolo si può fare il bagno anche a metà maggio, quando la temperatura dell'acqua è di 18°- 20° (addirittura 26° in estate).
Non ci sono solo vigneti, laghi e morbidi pendii, comunque: gli aspri monti circostanti si possono raggiungere in bici, a piedi o tramite l'affascinante funicolare della Mendola (sopra Caldaro) e la funivia di Meltina, nella zona di Terlano.
Da visitare la Gola del Rio delle Foglie - più noto come Bletterbach - sopra Aldino, ai piedi della vetta dolomitica più meridionale, il Monte Corno: l'intero scenario è stato dichiarato dall'Unesco "Patrimonio Mondiale dell'Umanità" insieme ad altri gruppi dolomitici.
Un altro canyon è la gola del Rio Rasten, nei pressi di Castelvecchio/Altenburg (indicato più spesso in tedesco, ovvero Rastenbachklamm): una splendida cascata ed un sentiero affacciato sul lago ed i dolci declivi di Caldaro.
Nella zona anche diversi biotopi protetti come gli Eislocher di Appiano, il Paluda Longa e la Peraschupf (zona del Monte Corno), il Fuchsmoos vicino ad Andriano, Castelfeder vicino a Montagna (clicca per una pagina dedicata) e la zona del canneto a sud del lago di Caldaro. I vari siti sono legati alla protezione di particolarità geofisiche o di specie rare di uccelli, anfibi o piccoli mammiferi.
Nella zona è presente anche un Parco Naturale particolarmente ricco di specie animali e vegetali, il Parco Naturale del Monte Corno.
ARCHITETTURA
Questi "dintorni di Bolzano" (www.bolzanodintorni.info) sono un territorio caratterizzato da uno stile edile particolare e differente da quello del resto dell'Alto Adige: il legno lascia il posto alla pietra. Bifore con cornici in pietra e sottili colonnine centrali toscane, archi in pietra, torrette, logge: il tutto deriva da una varietà dello stile rinascimentale italiano sviluppatosi circa cinquecento anni fa per opera di costruttori ed architetti veneziani e toscani. Un esempio tipico è Egna il cui ricco centro storico merita senz'altro una deviazione (ne parliamo diffusamente qui: www.cicloweb.net/guide/g-altoadige/nsegna.htm): ma anche Caldaro sorprende per eleganza e San Michele, frazione di Appiano, deve essere assolutamente visitata nel periodo natalizio, quando si riempie di presepi.
La zona risulta anche essere una delle aree in Europa più ricche di castelli, probabilmente per l'importanza strategica di questa area collocata a valle del congiungimento tra le vie del passo Resia e del Brennero.
Tra i numerosi castelli (quindici nel solo comune di Appiano) ne spiccano tre:
- castello di Terlano, rovina del maniero Neuhaus risalente al 1206;
- castello Sigmundskran, costruito intorno al 900 con il nome di Formicaria. Più tardi fu trasformato in Firmian e nel 1370 venne acquistato dal Duca Sigmund, sovrano del Tirolo dal quale prese il nome.
- castel d'Enna, sopra Montagna
- ad Appiano il castello d'Appiano, il più conosciuto del circondario, costruito tra il 1125 ed il 1130 dal Duca Ulrich II e teatro di alcuni scontri tra guelfi e ghibellini. Nei pressi anche castel Boymont e castel Corba, uniti da un bel percorso nei boschi.
Una passeggiata tra i castelli di Appiano, splendida soprattutto in autunno, è descritta in questa pagina: clic.
- nei dintorni di Terlano si trovano i resti di Castel Casanova, molto più noto localmente con il colorito nome di Castel del Porco (o Burg Neuhaus in tedesco). Questo soprannome così particolare affonda le radici in una celebre leggenda medievale che vede come protagonista Margherita Maultasch, l'ultima contessa del Tirolo. Si racconta che durante un lungo e logorante assedio, quando i difensori della rocca erano ormai ridotti alla fame, la contessa decise di ricorrere a un astuto stratagemma per ingannare il nemico: fece gettare dalle mura l'ultimo maiale rimasto, dopo averlo fatto imbottire con l'ultimo sacco di grano disponibile. Gli assedianti, vedendo tale spreco di cibo, si convinsero erroneamente che le riserve all'interno del castello fossero ancora immense e, scoraggiati dall'idea di una vittoria imminente, decisero di togliere l'assedio e ritirarsi. Il castello fu edificato intorno al 1200 dai conti di Tirolo con lo scopo strategico di controllare la valle dell'Adige e la strada che collegava Bolzano a Merano. Nel corso dei secoli funse anche da sede giudiziaria, ma con il passare del tempo e il mutare delle necessità militari finì in rovina. Oggi, pur essendo un rudere, conserva un fascino indiscutibile grazie alla sua posizione scenografica su uno sperone roccioso.
Numerosi sono anche i resti artistici ed architettonici legati al passato romano, longobardo, franco, baiuvaro: insediamenti preistorici, castelli, rovine romane, ville, monumenti d'arte, residenze signorili, case contadine.
Da segnalare le chiese parrocchiali dei vari centri, le rovine dell'antichissima basilica di San Pietro a Castelvecchio e l'Ospizio Klosterle, uno dei quattro ancora ben mantenuti in tutta Europa, risalente al XIII secolo. Da non perdersi anche i mulini Tahl e Matzneller, ad Aldino.
Le citate rovine della chiesa di San Pietro, vicino a Castelvecchio/Altenberg costituiscono i resti della più antica chiesa del Tirolo meridionale. Un'escursione dalle rive del lago salendo per la Barental (la valle dell'Orso) indicata anche Rastenbachklamm (la gola di cui abbiamo parlato poco sopra) oppure in discesa proprio da Castelvecchio/Altenberg consente di muoversi in un prezioso ambiente naturale e di respirare la suggestione di questo luogo sacro. La chiesa, fondata nel V secolo d.C., fu abbandonata nel 1782 e visse una lunga stagione di abbandono. Un recente intervento conservativo ne ha frenato il degrado.
A TAVOLA
Per godersi le specialità della zona bisogna gustare i salamini Kaminwurzen, lo speck affumicato, gorgonzola e noci, strudel e, di stagione, le castagne arrosto. Il tutto va però annaffiato dai vini locali: il Gewurztaminer, bianco secco e corposo; il Kalterersee, rosso rubino non pesante ed aromatico (con leggero sapore di mandorla) ed il Lagrein, vino rosso granata scuro e secco.
La Strada del Vino - Weinstrasse
Si parte da Bolzano, dove crescono le viti del Santa Maddalena e del Lagrein, e si prosegue per Terlano, patria del famoso vino Terlaner e sede delle rovine del castello di Maultasch.
Passando al di sopra di Andriano (con piccolo maniero trecentesco e le rovine del castello Festenstein), si arriva ad Appiano, paese con quindici manieri e castelli (come accennato sopra), definito anche il "paradiso della nobiltà".
Sulle pendici della Mendola crescono il Vernatsch, il Weissburgunder, lo Chardonnay ed il Pinot grigio. Poco oltre, attorno al lago di Caldaro i vigneti del comune di Caldaro danno l' uva utilizzata per il Kalterersee (ovvero Lago di Caldaro), prodotta con la varietà Vernatsch.
A Caldaro, paese con l'affascinante nucleo storico ancora ben conservato, si trova anche un Museo del Vino altoatesino.
Altri paesi sulla Strada del Vino sono Termeno (con il campanile gotico, patria del Gewurztraminer), Cortaccia, Magrè, Cortina e Salorno, dove la Strada del Vino finisce anche se le località successive, Egna ed Ora, sono sedi storiche di mercati e celebrazioni del vino e dei prodotti da vigna: i loro centri storici sono eleganti salotti.
IL TRENINO DEL RENON
Anche il Renon è tra i ... "dintorni" di Bolzano. E' un vasto territorio che si estende dalla periferia di Bolzano fino alle vette più alte, cui abbiamo dedicato una pagina intera: www.cicloweb.net/guide/g-altoadige/nsrenon.htm
Tutto l'altopiano è storicamente molto legato al capoluogo cui era unito da un ardito tracciato ferroviario, inaugurato nel 1917. Anche se la salita da Bolzano a Soprabolzano non avviene più con la storica cremagliera, ma mediante una moderna funivia, il percorso da Soprabolzano a Collalbo, altre frazioni del comune sparso di Renon, è rimasto quello che ha segnato la Belle Epoque in Alto Adige.
L'intero altopiano del Renon merita una visita in ogni stagione: sentieri tranquilli, boschi poco affollati e masi invitanti aprono superbi panorami sulle Dolomiti.
E non solo. Clicca i link per scoprire, su www.cicloweb.net:
- le passeggiate in Alto Adige - Sudtirol
- le pedalate e le escursioni in mountain bike in Alto Adige - Sudtirol
- le guide di www.cicloweb.net alle località ed alle vallate dell'Alto Adige Sudtirol