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La bella val di Fundres (scorri la gallery!)
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Rodengo (immagine a cura dell'ufficio turistico Gitschberg Jochtal)
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Al monastero di Sabiona, sopra Chiusa
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L'impatto scenico del castello Trotsburg
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Trotsburg, tra i boschi
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Arrivando a Trotsburg
Alto Adige

Media Valle d'Isarco

La val d'Isarco costituisce un'importante via di comunicazione tra l'Italia e l'Europa centrale, ponte tra le culture germaniche e latine, tra l'Austria e l'Italia.
Il fiume che dà il nome alla valle sfocia nell'Adige a Bolzano, dopo essersi arricchito d'acque provenienti dalle Alpi Breonie di Levante e Ponente e da alte montagne come il Pan di Zucchero (3505 metri), il Gran Pilastro (3510 metri) e la Cima del Prete (3547 metri).
Tre sono le parti in cui è divisa la valle: alta (da Fortezza al passo del Brennero), media (dal ponte di Ladritsch allo sbocco della splendida val di Funes) e bassa (dalla suggestiva Chiusa fino al capoluogo Bolzano, nei cui pressi confluiscono Isarco, Talvera ed Adige).
Vipiteno e Bressanone, con la più piccola Chiusa, sono le principali località della vallata ed ad ognuna di loro - così come alle Tre Chiese di Barbiano (Dreikirchen) - è dedicata una pagina (clicca qui per raggiungere le altre guide alle località dell'Alto Adige Südtirol: link).
L'intera valle è dunque contrassegnata dal binomio cultura ed ambiente: cittadine ricche di storia e tradizione inserite in un ambiente dove escursioni, pedalate e sport sono ancora più piacevoli nonostante l'indubbio impatto del tracciato della A22. Qui passa la ciclabile dell'Isarco, abbiamo raccontato una nostra pedalata lungo la val d'Isarco e la Wipptal, fino ad Innsbruck: www.cicloweb.net/ispira/ispira/itinerari36.htm
 


(Il castello di Velturno)
 

CASTELLO DI VELTURNO
Splendidamente affacciato sulle Odle, il castello di Velturno si trova appena fuori dal centro di questo piccolo paese arroccato sui pendii più soleggiati della val d'Isarco. Tra radure, boschi e vigneti questa fortificazione risale al 1580 e conserva, al suo interno, arredi e decorazioni originali che rendono imperdibile una visita.
In realtà, il castello non nasce come presidio militare ma come residenza estiva del principe vescovo Johann Thomas von Spaur. Prima di entrare ad ammirare una delle meglio conservate residenze rinascimentali delle Alpi, si può passeggiare nei due cortili e ammirare il panorama oltre le mura oltre a contemplare la bellissima vista sulle Dolomiti e sui dintorni di Velturno. Stufe in maiolica, decorazioni e soprattutto le opere di Pietro Maria Bagnadore, autore di pitture parietali che si attengono ad un programma iconografico molto vario (vizi e virtù, scene dalla Bibbia, eroi dell'Antico Testamento e meraviglie del mondo antico) e di Hans Spineider, artista-falegname che realizzò qui i più grandi esempi di arte lignea della tradizione della città di Augusta. Fama mondiale ha infatti raggiunto la boiserie della camera da letto.
Insomma, il castello di Velturno dev'essere visitato in ognuna delle diciassette tappe dell'audioguida compresa nel prezzo del biglietto (apertura da marzo a novembre).
 

Sempre sulle pendici occidentali della val d'Isarco si trovano le antiche miniere di Villandro, parte del sistema museale minerario della provincia di Bolzano (che comprende, tra le altre, le miniere di Ridanna-Monteneve o Predoi in valle Aurina). La miniera, su settecentocinquanta metri di dislivello, contava sedici gallerie per un totale di venti chilometri. Due terzi vennero scavati a mano ed il restante terzo con l'impiego di esplosivi. Nel cuore della montagna di Villandro si estraevano argento, piombo, rame e blenda. Ogni minatore avanzava tra gli otto ed i dodici metri all'anno. La vita media di un lavoratore delle miniere non superava i quarant'anni. Sulle antiche vetrate della chiesa di Santo Stefano sono ritratti minatori, a testimonianza dell'importanza che quest'attività aveva per la comunità di Villandro. Come per ogni miniera, la visita richiede abbigliamento adatto a temperature attorno ai dieci gradi!
 

TROSTBURG
Terra di transito, traffici e commerci la val d'Isarco non poteva che essere una via da presidiare e fortificare. Il castello Trostburg, nei pressi di Ponte Gardena, è uno dei manieri più interessanti lungo la strada che conduce da Bolzano fino al Brennero.
La storia di Trostburg - quasi dirimpettaio di Barbiano, sulla sponda opposta dell'Isarco - risale al dodicesimo secolo: la prima menzione, riferita alla residenza di Cunrat de Trosperch (Konrad di Trostberg), è del 1173 e fa riferimento ad un discendente dei signori di Castelrotto. I Conti del Tirolo acquistarono questa fortezza dai signori di Velturno sul finire del XIII secolo e la trasformarono un un'elegante sede di rappresentanza.
Il risultato di tanti lavori di ampliamento e rivisitazione è la struttura attuale, raffinato mix di elementi gotici e romanici valorizzati da una posizione davvero fortunata, tra il bosco e la vallata.
Il castello è ora patrimonio provinciale ed ha subito importanti lavori di restauro che ne hanno preservato estetica e stabilità.
Merita ben più di un fugace sguardo dall'esterno. Visitando gli interni, sarà possibile scoprire la stube gotica con la volta trilobata, gli affreschi tardogotici ed una biblioteca che, ai tempi, era tra le più ricche delle Alpi. Ospita una mostra di ottantasei riproduzioni di castelli altoatesini.
Si arriva al castello solo a piedi: un quarto d'ora da Ponte Gardena oppure mezz'ora seguendo la via Burgfrieden.
 


(Il castello Trotsburg)
 

CASTELLO DI RODENGO
Castel Rodengo risale al 1140, è una possente costruzione a sovrastare la gola del Rienza.
Imponente e severo, maestoso nella sua posizione di dominio sulla gola scavata dal torrente Rienza, il castello di Rodengo è anche un'elegante dimora nobiliare appartenente ai discendenti del poeta e compositore Oswald von Wolkenstein.
Al castello si arriva con una brevissima passeggiata dal centro del paese, sfiorando la chiesa parrocchiale. La storia della fortificazione inizia nel corso del XII secolo: a volerlo fu Friedrich von Rodank che lo resse fino al 1300 circa. Nel corso del XVI secolo, poi, il castello fu restaurato ed ampliato dagli avi degli attuali proprietari, i von Wolkenstein.
Tra le due proprietà venne realizzato il principale motivo di interesse artistico del castello di Rodengo: gli affreschi raffiguranti il ciclo di Ivano, un nobile cavaliere della Tavola Rotonda (in lingua originale Iwein). In parte perduti, in parte recuperati furono scoperti solo nel 1972. La scoperta è di straordinaria rilevanza perché costituisce il più importante esempio di arte profana nell'intera area di lingua tedesca.
Gli arredi dell'interno sono tardorinascimentali mentre abbracciano varie epoche i numerosi reperti presenti nell'armeria del castello.
Un'attrazione del castello meno artistica ma decisamente non meno profana è la buca di Masticabrodo. Si tratta della segreta in cui nel XVII secolo fu imprigionato Matthias Perger, inquietante personaggio locale accusato di stregoneria e per questo messo al rogo. Il curioso appellativo di Masticabrodo deriverebbe dalla sua predilezione per i cibi liquidi.
Oltre alla cappella, vale la pena passeggiare per il cortile interno, ammirando l'imponenza della costruzione, e godere di qualche minuto nei panoramici giardini. Spingendosi verso sud, si può contemplare la posizione strategica della fortificazione oltre che dominare dall'alto la gola della Rienza.
La visita è necessariamente guidata ed avviene in due orari (da maggio a ottobre, generalmente alle 11:30 e alle 14:30, salvo i giorni di chiusura, con un'ulteriore apertura alle 16 durante luglio ed agosto). E' bene informarsi circa l'apertura chiamando o scrivendo su Whatsapp al numero: 348/7392329

Clicca i link per scoprire, la val d'Isarco e tutto l'Alto Adige su www.cicloweb.net:
- le passeggiate in Alto Adige - Sudtirol
- le pedalate e le escursioni in mountain bike in Alto Adige - Sudtirol
- le guide di www.cicloweb.net alle località ed alle vallate dell'Alto Adige Sudtirol
E su www.ciaspole.net sono tantissime le ciaspolate da fare in Alto Adige - Sudtirol!

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