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Il castello di (scorri la gallery!)
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Le cascate di Riva di Tures
Alto Adige

Valli di Tures ed Aurina

La conca di Tures risale, geologicamente, a ventimila anni fa, ed è un effetto dell'ultima glaciazione. I vari torrenti che scendevano dai ghiacciai rendevano la piana una zona paludosa e quindi gli insediamenti furono posti sulle dorsali montuose.
Il principale è sicuramente Campo Tures, nome che deriva probabilmente dal latino arcaico Tuf: zona voraginosa con unico sentiero. E proprio un solo sentiero conduceva in valle Aurina, passando sotto il castello. Sul suo percorso ancora oggi si incontra l'antica dogana.
Tures è un nome che nei secoli scorsi evocava il rame. La galleria più lunga della miniera è oggi allestita come un luogo di visita ed addirittura, forse per contrapporsi ai secoli passati quando rappresentava un luogo di malattia e fatica, ospita un centro di cura per asmatici.
Il filone fu trovato nel XVIII secolo: fu esaurito dopo quarant'anni di scavi al ritmo di cinquanta metri scarsi ogni anno. Il rame di Predoi fu citato per la prima volta nel 1426 quando fu usato dal Principe Federico Tascavuota per fondere due cannoni con il rame della Valle Aurina.
Ovviamente la produzione del rame subì fasi alterne fino ad una progressiva decadenza dovuta all'assottigliamento del filone ed alla concorrenza sempre più forte di altri siti produttivi.
Il fatto che cinquecento anni fa si estraesse il rame dalle viscere della terra è oggi un'occasione per un'esperienza particolare. L'avventura inizia dal viaggio con il trenino verso l'interno della montagna (apertura: da inizio aprile a fine ottobre).
I quattordici paesi delle vallate sono attorniati da circa ottanta splendide vette che superano i 3000 metri d'altitudine: su alcune di esse si estendono ghiacciai di tipo alpino.

Nell'antico granaio di Cadipietra, una volta centro di raccolta di viveri per i minatori, è oggi allestito il museo della miniera: qui è possibile toccare con mano la vita e la fatica dei minatori di un tempo. Reperti storici e minerali, ricostruzioni virtuali e quant'altro rendono la visita al museo della montagna di Cadipietra un'esperienza indimenticabile. Sul sentiero didattico della miniera si "sente" e si "vede" il cuore di rame delle valli di Tures ed Aurina. Alcuni dei tesori minerali più belli delle Alpi orientali sono in esposizione nel museo del minerale ai piedi degli Alti Tauri.

Testimone di un passato di indubbia grandezza è sicuramente il castello di Tures: fonde due epoche architettoniche, la prima romanica e la seconda gotica. La prima si deve ai signori di Tures mentre l'anima gotica è frutto dell'influenza dei conti Fieger e dei vescovi di Bressanone. L'illustre casata dei conti di Tures, infatti, si estinse nel 1340 ed in seguito il castello passò di mano varie volte prima di cadere in rovina.
Solo nel 1907 fu completato e rinnovato da Ludwig von Lobmayr e negli anni Cinquanta del Novecento l'abate Gassner provvide ai necessari restauri per ripristinare lo splendore degli affreschi quattrocenteschi voluti probabilmente da Georg Golser.

SPORT
Le valli di Tures ed Aurina sono ottimo terreno per escursioni a piedi o in bicicletta.
Sia come semplici ciclisti sia come audaci mountain-biker, i quaranta chilometri di valle pongono ottime condizioni per un vero divertimento su due ruote.
Movimento e buon umore nella piscina a depurazione naturale, mentre si pratica l'equitazione, durante una partita a beach volley, a tennis, squash, tiro con l'arco, pesca o Inline-Skating. Prospettive di divertimento si possono trovare anche a centinaia di metri da terra con l'aquilone o con il parapendio a due posti.
Emozionanti le esperienze con i professionisti del rafting, canyoning, hydrospeed, trekking e dell'arrampicata.
Ed infine il Parco di ponti tibetani (tree climbing) presso la malga Schwarzbachalm a Lutago: undici differenti percorsi ad ostacoli di diversa difficoltà sono situati a 15 metri d'altezza tra le cime degli alberi.
L'attività, comunque, non può prescindere dalla scoperta di queste meravigliose montagne di confine!

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