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Valle d'Aosta

Valle d'Ayas

Il cuore della valle è Champoluc, 1570 mslm, che si trova alla confluenza tra i valloni di Cuneaz e Mascognaz. Il borgo è circondato da una foresta di abeti e gode di un'eccezionale vista sul gruppo del Monte Rosa ed i suoi ghiacciai.
Ottima vista sul Monte Rosa anche da Antagnod, 1710 mslm, in posizione soleggiata e caratterizzato da splendide costruzioni ancora conservate. Spicca la maison Fournier, piccola casa-forte che fu di proprietà dei Conti di Challant. Importante anche la chiesetta dedicata a San Martino Tours che conserva l'Altare Maggiore, esempio barocco tra i più ricchi e famosi dell'Italia nord-occidentale.
Tutti i paesi però meritano una visita: Lignod è un piccolo villaggio alpino dall'aspetto pittoresco costituito quasi interamente da antiche costruzioni e comprensivo di due antichi casali del '600 (rascard) e di una cappella dedicata a San Giovanni Battista.

Meritano senz'altro anche gli altri paesi dove incontrare edifici tipici dello stile Walser e nuclei storici davvero caratteristici: i walser migrarono a più riprese nel corso del Medioevo dal cantone svizzero del Vallese. Alcuni si integrarono a tal punto da perdere la propria identità originaria, altri invece hanno mantenuto fino ad oggi lingua, cultura e tradizioni. Oltre alla val d'Ayas, i Walser si stabilirono in val Formazza, a Macugnaga, in Valsesia e nella vicina valle del Lys.
I primi insediamenti umani nella zona (valle d'Ayas ed i tratti vicini alla confluenza dell'Evancon nella Dora Baltea) sono risalenti al periodo Neolitico, attestati da ritrovamenti nella zona di Montjovet (poco a monte dell'inizio della Val d'Ayas), ed in seguito fu abitata dai Galli ed dai Salassi che precedettero i Romani che realizzarono sulla Dora Baltea la strada consolare che portava oltreconfine tramite il Valico del Gran San Bernardo passando per i paesi di Issogne, Verres e Montjovet.
L'epoca che più lasciò il segno fu il Medioevo, epoca della quale spiccano il ponte romanico di Echallod e la Chiesa di Arnad, oltre a vari castelli disseminati tra Verres, Issogne, Arnad, Brusson.

La Val d'Ayas è stata la valle scelta da personaggi tra loro molto diversi ma ognuno geniale: da Arturo Toscanini ad Enrico Fermi, da De Amicis a Gozzano.
Per quale motivo? Forse per i paesaggi incantati e particolari, per un'atmosfera suggestiva e discreta dovuta anche al mantenimento intatto di una natura eccezionale fatta di boschi, montagne e ghiacciai che ricoprono il Monte Rosa e le sue pendici.
L'ambiente della Val d'Ayas è caratterizzato dal colore verde: immensi prati e fitti boschi dove si snodano sentieri di varia difficoltà e dove si possono incontrare esemplari faunistici insoliti, come marmotte, camosci e talora anche scorgere le aquile che volteggiano in quota.
Nei prati fioriscono aquilegie, genziane, violette, ranuncoli mentre i sottoboschi nascondono mirtilli, lamponi, fragoline e funghi. A dominare ogni passeggiata, ogni escursione il Monte Rosa.
Lo stesso Monte Rosa è il palcoscenico dove si trovano sentieri escursionistici e vie di arrampicata, i valichi con le limitrofe valli di Lys e Valtournenche sono meta di percorsi per gli amanti del trekking, i boschi accolgono gli amanti della mtb ed il torrente Evancon può diventare teatro di una divertente discesa in canoa. Da non perdere la passeggiata verso le Cime Bianche, un paradiso minacciato: scoprilo tra le pagine della nostra rubrica dedicata al trekking!
Caratteristica dell'artigianato locale sono le zaccolè, zoccoli di legno intagliato che sono chiamati in valle sabots e che vengono sfoggiati in occasione di alcune ricorrenze e feste folcloristiche.

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