alassio0.jpg
alassio2.jpg
Alassio
laiguaglia2.jpg
Due immagini di Laigueglia
laigueglia1.jpg
muretto.jpg
Il celebre muretto di Alassio
murettoalassio.jpg
Liguria

Baie del Sole

Come molti paesi della Liguria diventati negli ultimi anni centri turistici affermati, Laigueglia conserva nei suoi vicoli (i cosiddetti carrugi) e nelle sue piazze i segni di un passato in cui questi borghi erano popolati da da pescatori, marinai e mercanti.
Il nome del paese deriva forse dall'aquila, animale che compare anche nel simbolo del paese e nella toponomastica dell'entroterra. L'origine del paese si deve all'emigrazione di un gruppo di pescatori di Andora ed al successivo insediamento di famiglie di Catalani che introdussero l'attività della pesca al corallo.
Politicamente e religiosamente dipendente da Andora, Laigueglia si guadagnò con il tempo una certa autonomia economica che permise al paese di dotarsi anche di alcune chiese (XVII secolo).
Rilevanti in Laigueglia sono la chiesa della Concezione, risalente al XVII secolo, ricca di ex-voto di marinai che invocavano protezione durante i viaggi in mare.
Con le offerte dei pescatori e dei signori del luogo venne edificata la parrocchiale di San Matteo, caratterizzata dalla presenza di due campanili. Al suo interno sono custoditi preziosi altari in marmo provenienti da chiese genovesi soppresse.
Da visitare anche l'Oratorio dei Disciplinanti di Santa Maria Maddalena (XVII secolo), la Chiesa di San Sebastiano (attualmente cappella del cimitero, ma utilizzata in passato come Lazzaretto) ed, al confine estremo del paese, la Madonna delle Penne: "penne" deriva dal catalano "pena", termine che significa roccia. Ed infatti questa piccola chiesetta è costruita a picco sul mare e la sua costruzione sembra proprio essere opera di pescatori di origine catalana.

Altre località di interesse sono Ceriale, Garlenda, Andora ed Albenga.

Albenga ha una storia più che millenaria, oltre duemilacinquecento anni fa venne fondata su un colle accanto al fiume Centa con il nome di Album Ingaunum, città dei Liguri Ingauni. Fu un importante municipio romano e nel IX secolo divenne capitale della Marca Arduinica, partecipando anche, come libero Comune, alla prima Signoria. Fu l'origine delle fortune di Albenga.
Oltre al caratteristico centro storico, ad Albenga spicca il Museo Navale Romano voluto per conservare il cospicuo carico di anfore romane rinvenuto in una nave romana.
Nell'entroterra si trova Villanova d'Albenga, ricostruita e fortificata nel 1215 dal Comune di Albenga per difendere la città dalle incursioni dall'entroterra.

Piacevoli escursioni possono essere condotte in val Neva, terra di marchesi, in valle Pennavaira e in valle Arroscia.

Anche la vicina quanto mondana Alassio, con il celebre muretto, è una località di grande tradizione marinara. Si può anzi dire che è la più celebre e ambìta delle località del Ponente savonese.
I vicoli caratteristici si aprono in piazzette ed attraverso archivolti conducono sino al mare. Oltre al "budello", la via principale del centro, ed al fitto reticolo di viuzze che s'intrecciano nel caratteristico centro storico, costituiscono motivo di richiamo la vicina isola della Gallinara e la dorata spiaggia, dalla sabbia finissima.
Sul "muretto", idea degli anni '50, si contano oggi circa cinquecento firme di personaggi celebri.

Due curiosità:
- Onzo, nel 1581 comprò la propria indipendenza e rimase Repubblica autonoma sino alla conquista napoleonica;
- Colletta di Castelbianco è diventato un villaggio in rete: abbandonato dai suoi abitanti nel 1991 fu oggetto di un piano di restauro che oggi lo rende unico. Modernamente collegato a tutto il mondo tramite internet conserva il fascino del borgo tradizionale.


Da sempre luogo di transito, e per questo conteso a lungo, la valle dell'Arroscia offre con discrezione tesori storici ed ambientali di sicuro interesse ma che si scoprono solo se si animati da curiosità e convinzione, dal momento che si dispongono ben al riparo dai più intensi e caotici flussi turistici della costa.
Tra mare e monti si sale dai vigneti e dai terrazzi fino a raggiungere ombrosi boschi di castagni e praterie alpine delimitate da conifere: le tracce che oggi sono offerte agli amanti del trekking sono quelle che un tempo venivano percorse da pastori e greggi impegnati nella transumanza.
Nei boschi vivono numerosi esemplari di tasso, volpe, lepre ed anche qualche cinghiale. A quote superiori, però, si trovano anche marmotte, lepri bianche, galli forcelli e persino aquile reali, camosci e caprioli: di nuovo, un tocco di ... Alpi.
La valle Arroscia offre dunque due diversi ambienti: selvaggio ed aspro a quote più alte, maggiormente placido e dolce nel fondovalle. In tutto questo spiccano numerose formazioni geologiche: nelle grotte che oggi si possono visitare come curiosità geologica (Sgarbu du Ventu, Arma du Coppà e le altre attorno a Porniasso, Cosio di Arroscia e in Val Tanarello) un tempo abitarono alcune tribù preistoriche.
Il torrente Arroscia regala anche spettacolari cascate e nei pressi del suo corso si trova l'orrido di Rocca Bianca, il più spettacolare della Liguria.
Capoluogo della valle è Pieve di Teco, centro noto per la attività cartiera e le concerie (dedite, in particolare, alla produzione di calzature da montagna).
A queste attività si associa la produzione di formaggi e vini (dolcetto e pigato): nel centro del paese si alternano botteghe artigiane e residenze signorili. Prezioso il convento agostiniano (1478) che racchiude un suggestivo chiostro chiuso da colonne ottagonali.

Condividi su  -