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Lod pod Mangartom
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Il Mangart
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Trenta, nella valle dell'Isonzo
Non Solo Nord Italia

Valle dell'Isonzo

Una valle corre in Slovenia lambendo il Parco Nazionale del Triglav e sfiorando località affascinanti e luoghi storicamente evocativi: è la valle dell'Isonzo (Soca, in sloveno).

Il corso del fiume attraversa le bianche rocce giulie e sfocia in Adriatico passando per gole, rapide e strettoie che fanno del suo corso una delle perle della natura europea.

Bovec è il principale centro turistico, estivo ed invernale: le escursioni e le passeggiate conducono ai classici rifugi alpini come il rifugio della Sella di Mangart (sulle pendici del monte Mangart, simbolico punto di incontro di tre nazioni e tre etnie - Italia Austria e Slovenia), il rifugio Skalar Peter (a 2260 mslm), il rifugio Trieste sul Dolic (2160 mslm) ed altri a quote inferiori.

Dreznica è sicuramente un altro luogo dal fascino intenso: testimonianze artistiche ed architettoniche quattrocentesche ma anche millenari spettacoli naturali offerti dall'Isonzo.
Il tutto ai piedi del monte Krn, ovvero il monte Nero sulle cui pendici si sono scritte le terribili pagine della Prima Guerra Mondiale.

Più a valle Tolmin, il maggiore centro abitato della valle dell'Isonzo, giace nell'omonima conca. Anche in questa località il Museo cittadino racchiude la storia politica economica e sociale. Caratteristiche le malghe del circondario dove sopravvivono gli usi ed i costumi antichi: da secoli si produce anche il tipico formaggio di Tolmin.

Una delle proposte più suggestive dell'agenzia turistica di Tolmin (Agencija Tolminska) è la via del "fronte isontino". La via passa per Javorca, con la sua cappella costruita dai prigionieri russi, poi il cimitero austriaco di Loce ed infine Caporetto, dove gli italiani cedettero dando spazio agli austriaci che, rinforzati da unità tedesche, scesero sino al Piave portando in Italia conflitto e lutti. Caporetto, Kobarid in sloveno, è oggi una pittoresca cittadina dell'alto Isonzo sovrastata dal Monte Nero, dal Matajur e dallo Stol. I resti del fronte dell'Isonzo sono forse una delle principali testimonianze di quella che fu una tragedia immane: la Grande Guerra. A Caporetto è legata, come detto, la più tragica disfatta dell'esercito italiano, tanto disastrosa che è entrata nel linguaggio comune. Storico anche il settecentesco ponte di Napoleone, percorso dalle truppe del generale francese, fatto poi saltare dagli austriaci in ritirata nel primo conflitto mondiale ed infine ricostruito dalle truppe italiane. A 234 metri di altitudine, il piccolo centro si fregia di una ricca storia che inizia già nell'età del ferro ed offre al visitatore un ricco Museo della Grande Guerra dove unitamente a reperti e materiale fotografico di grande interesse è possibile anche fruire della proiezione di un filmato.

Il castello di Tonovc, una delle ultime scoperte archeologiche, è una testimonianza dell'importanza di questa località nell'antichità.

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