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Conzano Monferrato (scorri la gallery!)
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Lu Monferrato
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Paesaggi del Monferrato
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Un'altra vista monferrina
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Camagna Monferrato
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Vignale Monferrato
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Piemonte

Monferrato

Con Monferrato s’intende una regione “storico-culturale” del basso Piemonte compresa tra le province di Asti ed Alessandria. Sulle origini del nome si dibatte da sempre e le si collega al ferro, al farro ma anche alle voci del verbo latino “fero” (che aveva come “paradigma”: fero, fers, tuli, latum, ferre) che significa “produrre”: quindi, in quest'ultima accezione, "mons ferratus", cioè "monte reso produttivo".
 

Oggi si è soliti dividere il Monferrato in tre zone. Si tratta di una divisione abbastanza arbitraria, comoda più che altro per motivi turistici, che non ha una giustificazione storica.
Queste tre aree sono il Basso Monferrato, che gravita attorno a Casale (capitale storica del marchesato del Monferrato), Alessandria e Valenza Po ed è l’area più bassa, dove la pianura si fa collina ed i rilievi non superano i quattrocento metri sul livello del mare (ad eccezione del monte di Crea, alto 455 metri); il Monferrato Astigiano, che comprende praticamente tutta la provincia di Asti che non fa parte della Langa astigiana (importanti i centri di Canelli e la prima capitale del marchesato, Moncalvo), e l’Alto Monferrato, a sud di Alessandria ed esteso fino ai confini con la Liguria (i centri principali sono Ovada, Novi Ligure, Gavi ed Acqui Terme). Quest’ultimo territorio sfuma culturalmente nell’entroterra genovese: fino all’Unità d’Italia, infatti, ha sempre fatto parte del dominio della città ligure di cui ancora oggi si mantengono toponimi, usi e costumi ed evidenti segni architettonici ed urbanistici.
 

Il Monferrato, dunque, è un territorio molto variegato, ricco di sfaccettature ed influenze che vanno da quelli liguri, già citate, a quelle della vicina Lombardia. Il territorio è vocato all’agricoltura, con particolare attenzione a vigneti e noccioleti, e al turismo, con un crescente interesse per quello enogastronomico ed anche per il cicloturismo ed il mondo gravel.
 

La storia del marchesato del Monferrato durò quattro secoli e fu particolarmente vivace. Il marchesato nacque dalla dissoluzione della Marca Aleramica, un principato posto sotto l’egida del Sacro Romano Impero, e cessò quando venne incorporato ai domini dei Gonzaga di Mantova e, poco dopo, al regno sabaudo di Piemonte e Sardegna.
 

Una caratteristica tipica del Monferrato sono gli "infernot", ovvero locali sotterranei adibiti a cantina, ricavati scavando a mano una particolare roccia arenaria o il tufo. L'infernot, come la cantina è buio e privo di aerazione diretta, ma si distingue dalla cantina perché in genere è più in basso e svolge la semplice funzione di luogo di conservazione.
 

Camagna
(Vista su Camagna)
 

Senza pretesa di completezza, uno sguardo ad alcune delle località più suggestive del Monferrato.
 

CONZANO - Basso Monferrato
Il piccolo abitato di Conzano ospita una torre civica che consente di dominare le colline da un lato e la pianura risicola dall’altro. L’abitato originario si trovava lungo il torrente, poi la popolazione si spostò sul colle di Santa Lucia che diede il nome alla parrocchiale che fu edificata.
Durante il Regno di Sardegna, il ricco conte Carlo Vidua, un nobile eccentrico, appassionato di esplorazione e collezionismo, riuscì a portare parecchi reperti dell'Antico Egitto a Torino, destinati successivamente al celebre Museo Egizio. Questa figura diede lustro al paese che, nel secolo successivo, subì invece un drammatico spopolamento come i comuni limitrofi. Conzano è oggi gemellato con Ingham ed è l’unico paese della provincia gemellato con una località australiana: il Queensland australiano, infatti, fu una destinazione particolarmente fortunata tra gli emigranti di quest’area del Monferrato.
 

LU - Basso Monferrato
La Lu odierna è erede di un villaggio che ha origini almeno romane. Risalgono a quell'epoca, infatti, i ritrovamenti attribuiti alla Villa Metiliani, che diede il nome alla chiesetta di San Giovanni di Mediliano, intorno a cui si strinse il primo nucleo originario. Come per Conzano, però, nell’Alto Medioevo gli abitanti si spostarono in vetta alla collina dove l’abitato fu fortificato.
A Lu meritano una citazione la parrocchiale di Santa Maria Nuova, con facciata in cotto, portale settecentesco e campanile ottocentesco (la preesistente San Pietro è stata inglobala nell’attuale parrocchiale); la chiesa di San Giacomo Apostolo, duecentesca ma ricostruita nel XVI secolo; la chiesa di San Nazario Martire, secentesca nella facciata ma con un campanile rinnovato meno di un seoclo fa. Non solo chiese: spiccano palazzo Bobba, palazzo Paleologi e la torre del castello demolito nel 1556
Fuori dal paese, raggiungibile con due chilometri di strada sterrata, si trova la citata pieve di San Giovanni di Mediliano dove – secondo quanto dicono i ritrovamenti archeologici – si trova appunto il nucleo originario di Lu. 
Nel 1479 tutti i diritti passarono da questa chiesa a quella di Santa Maria Nuova, nell’odierna Lu, in vetta alla collina.
 

CUCCARO - Basso Monferrato
Fuso con Lu in un unico comune, ospita il castello Colombo (rifatto nell’Ottocento), una parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta ed altre chiese più piccole. Anche questo paese è … migrato: si trovava inizialmente interno all’antico castrum ma poi si è spostato attorno all’attuale castello dei Colombo.
 

CAMAGNA - Basso Monferrato
Un villaggio, sulla sommità di un colle che divide le valli dei torrenti Grana e Rotaldo, c’è almeno dal Duecento, epoca delle prime attestazioni. Il nome pare derivare da “castrum magnum”, grande accampamento.
Antico possesso dei Canonici di San Martino di Tours, fu concesso da Federico Barbarossa ai marchesi di Monferrato che lo munirono di un castello crollato nel Settecento, dopo aver subito vari saccheggi e devastazioni.
Sul paese spicca il profilo della parrocchiale di Sant'Eusebio, il cui tiburio – ovvero la struttura esterna che cinge la cupola - si eleva imponente, dominando l’orizzonte. Ad idearlo è stato l’ingegnere Crescentino Caselli che, a fine Ottocento, raddoppiò la dimensione della chiesa, aggiungendovi un transetto ed innalzando una cupola dal diametro di dieci metri. E’ coronata da grandi statue in cemento e dalla statua della Madonna, realizzata in rame dorato che ‘brilla’ dall’alto della suo straordinaria posizione.
 

VIGNALE - Basso Monferrato
La scenografica Vignale offre due tra i più bei belvedere del Monferrato. Uno è sulla parete laterale della chiesa della Beata Vergine, l’altro si trova appena fuori dal palazzo Callori. Abitato già dal tempo dei Romani, Vignale ha seguito le vicende storiche del Monferrato, subendo anche pesanti saccheggi. In paese colpisce palazzo Callori, proprietà di una famiglia nobiliare che ebbe un grande ruolo nella storia di Vignale. La struttura è monumentale, realizzata tra Seicento e Settecento con grandi blocchi squadrati di pietra locale. Due le chiese, in posizione davvero curiosa, una a sovrastare l’altra.
 

MONCALVO - Monferrato astigiano
Il nome di Moncalvo compare intorno al Mille, anche se i ritrovamenti confermano un'origine più antica, almeno romana. Fu feudo dei visconti Graffagni, poi dei Vescovi di Asti ed infine dei marchesi del Monferrato.
Fu distrutta da Asti, occupata dal marchese di Saluzzo per poi tornare al marchese di Monferrato. Fu anche sede di una zecca imperaile e, in epoca successiva, al centro di battaglie tra francesi ed asburgici. Dopo alterne vicende, compreso il passaggio sotto il dominio dei Gonzaga, passò sotto il regno sabaudo: Vittorio Amedeo III confermò il titolo di città per Moncalvo nel 1774 (originariamente attribuito da Carlo Gonzaga nel marzo 1705).
In paese, o meglio in città, si possono visitare alcune chiese, tra cui la parrocchiale dedicata a San Francesco d'Assisi, e diversi palazzi tra cui quello municipale, quelli delle famiglie Magnocavalli (poi Testa Fochi), Demaria, Dal Pozzo e Manacorda (poi Caligaris).
A Moncalvo si trovano anche un castello ed una sinagoga, oltre ad un cimitero ebraico, a testimonianza di una presenza storica di questa comunità religiosa. Gli Ebrei arrivarono dalla Francia a fine '300 e la comunità fu attiva fino ai tragici eventi degli anni Trenta del Novecento.
Il castello fu probabilmente voluto da Teodoro I Paleologo per farne la sua dimora e, in seguito, fu a lungo una delle principali residenze dei Marchesi del Monferrato, che qui ospitarono anche l’Imperatore Sigismondo I di Lussemburgo. Dopo i lavori del '500, il castello venne trasformato in una struttura difensiva con torrioni e camminamenti. Attualmente rimangono solo alcuni resti dell’antica struttura, parzialmente accessibili.
 

CANELLI - Monferrato astigiano
Sono le "cattedrali sotterranee" le principali attrazioni di questa capitale vitivinicola italiana. Sono quattro e sono costituite da chilometri di tunnel e gallerie dove vini e spumanti si affinano grazie alla temperatura e umidità costanti. Fanno riferimento a quattro cantine di grande rilevanza: Bosca, Contratto, Coppo e Gancia. 
 

OVADA - Alto Monferrato
La città di Ovada è una delle più importanti del basso Piemonte. La sua storia si lega sia al marchesato del Monferrato sia alla Repubblica di Genova cui Ovada fu fedele tanto da esser premiata, nel 1327, con particolari concessioni ed autonomie. Il territorio fu oggetto delle attenzioni del Ducato di Milano e dei Francesi. Con il Congresso di Vienna fu attribuito dal Regno di Piemonte e Sardegna di cu seguì le successive vicende storiche.
Passeggiare per Ovada, prima di lanciarsi alla scoperta del territorio, consente di scoprire chiese e palazzi oltre ad un elegante giardino, quello di villa Gabrieli.
 

NOVI LIGURE - Alto Monferrato
La città, terza della provincia di Alessandria, fu un importante centro della Repubblica di Genova: fu poi capoluogo dell'omonima provincia di Novi durante il Regno di Sardegna. Il suffisso "Ligure" venne aggiunto con il Regio Decreto dell'11 gennaio 1863, in seguito al passaggio in Piemonte avvenuto quattro anni prima a causa della Legge Rattazzi.
La decisione fu presa per rimarcare il solido legame, ancora vivo oggi, con la Liguria e il suo capoluogo.
Prima di finire nell'orbita di Genova, Novi fu contesa dai marchesi di Monferrato e dal Ducato di Milano, oltre che dai Francesi.
Il fascino di Novi, quindi, è quello di un borgo ligure immerso nella collina del basso Piemonte. Piazza Dellepiane è un museo a cielo aperto, con facciate dipinte e decorazioni di grande valore. Una meridiana, poi, indica due ore, quella italiana e quella francese.
Anche in cucina è forte l'influenza ligure: è tipica la focaccia, così come il bacio di dama, ma siamo in Piemonte e quindi si gustano i gianduiotti, prodotti dalla famosa industria dolciaria di Novi. Impossibile non pensare anche al cioccolato!

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