





Riva, Torbole, Arco, Tenno: interessanti borghi sul Garda più settentrionale
Il Lago di Garda viene formato dalle acque del fiume Sarca, che nasce dalla confluenza di vari rivi originati dai ghiacciai dei gruppi dell'Adamello-Presanella e da svariate sorgenti nel cuore delle Dolomiti di Brenta. Dopo una secca curva nei pressi di Sarche, il Sarca procede verso sud passando per Dro e poi, tra Riva e Torbole, sfocia appunto nel lago.
Dall'alto si nota l'evidente differenza di colorazione tra le acque del lago, più blu, e le acque del torrente più grigie, cariche di residui di roccia glaciale (limo).
Riva e Torbole sono i due paesi costieri trentini, da secoli in simbiosi con il lago: un tempo per la pesca, oggi per il turismo. I centri storici, pittoreschi e variopinti, invitano ad una passeggiata contemplativa e rilassante.
Riva del Garda si presenta come un raffinato salotto affacciato sull’estremità settentrionale del lago, dove l'architettura riflette un passato di confine tra mondo germanico e cultura latina. Il profilo cittadino è dominato dalla Rocca, antica fortezza medievale a pianta quadrangolare cinta dalle acque, oggi sede del Museo Alto Garda che custodisce reperti archeologici e pinacoteche. Il cuore civile batte in piazza III Novembre, dove svetta la Torre Apponale, struttura del XIII secolo che, con i suoi trentaquattro metri di altezza, offre una prospettiva geometrica rigorosa sull'abitato.
L'impronta architettonica del paese porta anche la firma illustre di Giancarlo Maroni, l'architetto del Vittoriale, che ha ridefinito l'estetica del lungolago dove è inconfondibile la Spiaggia degli Olivi. Tra i monumenti sacri spicca la Chiesa dell'Inviolata, capolavoro barocco a pianta ottagonale che cela al suo interno stucchi e decorazioni di pregio, vertice dell'arte religiosa locale nel XVII secolo.
A breve distanza da Riva si trova la strada del Ponale che, anche se banalizzata da recenti interventi di messa in sicurezza che l'hanno in realtà parecchio snaturata, rimane un sorprendente affaccio sul lago. Risale al 1851: fu ultimata dopo quattro anni di lavorazione ed andò a sostituire l'ancor più insidioso tracciato, ripido e sconnesso, che portava dalla valle di Ledro al Porto del Ponale da cui poi ci si imbarcava per Riva. Una comunicazione così difficile con l'importante centro gardesano ha per secoli bloccato l'economia della val di Ledro: la vecchia strada era così disagevole che nemmeno i carri potevano percorrerla e le merci erano trasportate dai muli. Così su progetto di Giacomo Cis di Bezzecca iniziarono i lavori: curve a stretto raggio, tre gallerie ed andamento tortuoso sono le principali caratteristiche di questa strada, passata in disuso una volta aperta la moderna galleria. O meglio: la moderna galleria si rese necessaria per sostituire la vecchia Ponale, troppo stretta e troppo pericolosa (le frane erano frequenti) per essere un valido collegamento con il Garda.
Torbole sul Garda conserva l’essenza dell’antico borgo di pescatori, incantando storicamente viaggiatori e artisti per la particolarità della sua luce e del suo clima. Johann Wolfgang von Goethe, che vi soggiornò nel 1786, descrisse il luogo come una meraviglia della natura, e la sua presenza è commemorata da una targa sull'edificio che lo ospitò in piazza Vittorio Veneto. L'architettura locale è caratterizzata dalle case colorate che si affacciano sul porticciolo, dove spicca la Casa del Dazio, struttura del XV secolo che ricorda il ruolo strategico del paese per il controllo dei traffici lacustri. Poco distante, la chiesa di Sant'Andrea, situata in posizione sopraelevata, mostra una struttura barocca che ospita una pala d’altare dedicata al martirio del santo, opera del veronese Giambettino Cignaroli. Il connubio tra le testimonianze storiche e la potenza degli elementi naturali rende questo borgo un esempio unico di architettura spontanea integrata nel paesaggio.
Arco è invece un polo culturale, una città, che offre le caratteristiche climatiche ed ecologiche tipiche delle zone lacustri pur non affacciandosi direttamente sul Garda. Nella sua area anche ville e giardini in stile liberty e palazzi rinascimentali, un perenne contrasto tra l'asprezza della rupe che domina la città e l'eleganza del suo centro storico. Su tutto domina un imponente castello.
Questa fortezza medievale, raggiungibile attraverso una passeggiata tra gli ulivi, conserva nel Palazzo Inferiore il celebre ciclo di affreschi profani dedicati al gioco degli scacchi e alla vita cortese del XIV secolo. Nel centro storico si respira il clima del Kurort ottocentesco, quando la nobiltà austriaca elesse la cittadina a luogo di cura per la sua aria salubre. L'architettura delle ville nobiliari e dei parchi, come l'Arboreto voluto dall'arciduca Alberto d'Asburgo, si mescola alle linee rinascimentali della Collegiata di Santa Maria Assunta. Notevole è la presenza di elementi legati a Giovanni Segantini, maestro del divisionismo nato proprio qui, la cui memoria è celebrata in una galleria civica dedicata che esplora il legame profondo tra l'artista e il paesaggio montano circostante.
Tenno è situato più in alto, a 450 mslm, ed è una sorta di balcone sul Garda: è un borgo antico di raro fascino, impreziosito da un castello e da un superlativo panorama sull'alto lago.
Nei pressi del paese, verso il passo del Ballino, un azzurrissimo specchio d'acqua, il lago di Tenno, è un'altra meraviglia naturale. Da visitare anche la frazione Canale, molto caratteristica.
A livello storico sono presenti in tutta la zona testimonianze del tempo che fu: siti romani, possenti castelli, palazzi affrescati e chiese di rilievo. A due passi dal lago, verso nord, si trovano Castel Drena e, qualche chilometro più in là, Castel Toblino.
Questi, non va dimenticato, erano luoghi frequentati dalla nobiltà asburgica ed amati da letterati e scrittori, soprattutto nord europei. Tra tante voci, si ricordano le parole di Johann Wolfgang Goethe, già ricordato qualche riga sopra: "Stasera avrei potuto raggiungere Verona, ma mi sarei lasciato sfuggire una meraviglia della natura, uno spettacolo incantevole, il lago di Garda; non ho voluto perderlo, e sono stato magnificamente ricompensato di tale diversione". Viaggio in Italia, 12 settembre 1786