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Fioriture al passo Bregn de l'Ors: Dolomiti di Brenta sullo sfondo (scorri la gallery!)
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Un'altra vista da passo Bregn de l'Ors
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Relax panoramico con vista sulle Dolomiti di Brenta
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Passo Bregn de l'Ors: guardando verso ovest, i ghiacciai
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Dolomiti di Brenta: una vista scendendo a Pinzolo (da S.A. Mavignola)
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Scenari dolomitici a malga Movlina
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Ampio sterrato da malga Movlina verso il passo del Gotro
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In primavera, l'itinerario regala grandi fioriture!
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Una mucca si rilassa sui prati attorno a Malga Movlina
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Verso i XII Apostoli
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Malga Movlina: agricoltura di montagna
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Oltre la malga, i ghiacciai dell'Adamello
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Attorno al lago di Valagola
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Il lago di Valagola
Lasciati Ispirare

Val d'Algone

E' davvero uno dei percorsi più belli delle Alpi il giro che consente di toccare val Rendena, val d'Algone, val d'Agola e val Brenta. Viene descritto da Pinzolo ma trattandosi di un anello può ovviamente essere intrapreso da un punto qualsiasi lungo i 60 km di sviluppo, in particolare si può partire da Preore per non iniziare con una lunga discesa.

Il primo tratto porta da Pinzolo (770 mslm) a Coltura (km 22.7, 530 mslm) lungo la statale della val Rendena (o la comoda ciclabile) e la provinciale Sesena-Lisagno da imboccare a Javrè e da seguire appunto fino a Coltura: questi primi chilometri sono sostanzialmente di discesa, con tratti più o meno veloci (in particolare l'attraversamento di Borzago, frazione di Spiazzo, e la picchiata da Javré verso Preore), e lunghi falsopiani (in leggera salita tra Pelugo e Vigo Rendena). Tra Preore e Coltura, invece, si inizia a fare un po' di fatica anche se  i tratti impegnativi sono intervallati da frequenti discese.
Superata Coltura, frazione di Tre Ville (il comune nato recentemente dalla fusione di Preore, Ragoli e Montagne), si prosegue lungo la piccola provinciale in direzione di Stenico sino ad incrociare la val d'Algone. 
Inizia ora una salita mai proibitiva pur se sempre molto impegnativa che, su asfalto ma immersi nei boschi ed a stretto contatto con il torrente della valle, conduce sino al rifugio Ghedina (km 30, 1130 mslm).
Oltre il rifugio il fondo stradale prosegue asfaltato per un paio di chilometri (purtroppo nell'estate 2018 è stato coperto il primo tratto di sterrato) per poi farsi sterrato, compatto e pedalabile. Al km 38 i panorami si aprono: si accede ai vasti pascoli della malga Movlina (1743 mslm) e lo sguardo spazia dalle Dolomiti di Brenta al ghiacciaio di Lares. Un luogo incantato.
Proseguendo lungo il sentiero, e conducendo spesso la bici a mano (prescrizioni del Parco), si scollina al passo Bregn de l'Ors (1837 mslm). In questo punto si può scegliere tra una rapida discesa a Pinzolo passando per la malga Bregn de l'Ors e le baite di Vallaston o allungare l'uscita e passare dal lago di Valagola.
Per quest'ultima variante si segue il sentiero (una discesa che richiede di condurre la bici a mano per rispettare le norme del Parco e l'ambiente) per una ventina di minuti sino a giungere in riva al piccolo lago di Valagola (1595 mslm).
Oltre il lago inizia una divertente discesa sterrata che conduce fino alla val Brenta ed ai campeggi di Sant'Antonio di Mavignola.
Una breve salita porta a Sant'Antonio di Mavignola (1126 mslm) e da lì solo sei chilometri di veloce discesa dividono dal rientro al punto di partenza (totali sedici chilometri dal lago di Valagola a Pinzolo).

Un'ulteriore estensione: superato il Vivaio Brenta, ritornati su asfalto, si incontra, prima di arrivare a Sant'Antonio di Mavignola, uno sterrato che sulla destra prosegue verso Madonna di Campiglio. E' la strada vecchia che procede, in tutta quiete, verso la località turistica posta a 1522 mslm. Nei pressi dell'Hotel Fontanella (circa tre chilometri dopo il bivio e l'inizio della salita sterrata) ci si porta sulla statale e si entra in Madonna di Campiglio. Qui, seguendo le indicazioni per Vallesinella si raggiunge l'omonimo rifugio, a 1515 metri di altitudine ed a meno di cinque chilometri da Madonna di Campiglio. Appena prima del rifugio Vallesinella, una ripida discesa riporta al Vivaio Brenta passando per le spettacolari Cascate di Mezzo.
Da qui si segue la discesa descritta poco sopra.

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