

due borghi monferrini, tra castelli, torri rotonde e chiese gemelle
Cosa fare in Monferrato? Sicuramente girovagare per paesi e cantine, in bici o piedi. In questa pagina, lo sguardo è puntato su due paesi posti a breve distanza, immersi nel verde e situati sulla sommità di due rilievi vicini.
CAMAGNA
Un villaggio, sulla sommità di un colle che divide le valli dei torrenti Grana e Rotaldo, c’è almeno dal Duecento, epoca delle prime attestazioni. Il nome pare derivare da “castrum magnum”, grande accampamento.
Antico possesso dei Canonici di San Martino di Tours, fu concesso da Federico Barbarossa ai marchesi di Monferrato che lo munirono di un castello crollato nel Settecento, dopo aver subito vari saccheggi e devastazioni.
Sul paese spicca il profilo della parrocchiale di Sant'Eusebio, il cui tiburio – ovvero la struttura esterna che cinge la cupola - si eleva imponente, dominando l’orizzonte. Ad idearlo è stato l’ingegnere Crescentino Caselli che, a fine Ottocento, raddoppiò la dimensione della chiesa, aggiungendovi un transetto ed innalzando una cupola dal diametro di dieci metri. E’ coronata da grandi statue in cemento e dalla statua della Madonna, realizzata in rame dorato che ‘brilla’ dall’alto della suo straordinaria posizione.
VIGNALE
La scenografica Vignale offre due tra i più bei belvedere del Monferrato. Uno è sulla parete laterale della chiesa della Beata Vergine, l’altro si trova appena fuori dal palazzo Callori. Abitato già dal tempo dei Romani, Vignale ha seguito le vicende storiche del Monferrato, subendo anche pesanti saccheggi. In paese colpisce palazzo Callori, proprietà di una famiglia nobiliare che ebbe un grande ruolo nella storia di Vignale. La struttura è monumentale, realizzata tra Seicento e Settecento con grandi blocchi squadrati di pietra locale. Due le chiese, in posizione davvero curiosa, una a sovrastare l’altra sulla sommità del colle.