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Castel Roncolo

Castel Roncolo fu edificato tra il 1237 ed il 1242. Il suo nome è legato alla località in cui si trova: la concessione del Vescovo di Trento ai fratelli Federico e Beraldo di Vanga, infatti, parla della possibilità di edificare una fortificazione sullo sperone “runchenstein”.
L’etimologia suggerisce che la rupe fosse già stata oggetto di lavori di dissodamento e “addomesticamento agricolo”: “ronco”, infatti, significa luogo dissodato mentre “stein” in tedesco vuol dire “roccia”.
La particolare natura della roccia di questa zona – porfirica, di origine vulcanica – favorisce la conservazione del calore solare e – quindi - la coltivazione della vite. E' quindi probabile che si producessero uve già prima della fondazione del castello e sicuramente anche durante le fasi in cui la residenza era in declino.
Castel Roncolo venne trasformato in residenza gotica dai fratelli Franz e Nikolaus Vintler, nel XIV secolo. Al loro gusto si deve l'attuale splendore perché furono i Vintler che decisero di decorare Castel Roncolo con una serie di affreschi a tema cavalleresco e nobiliare. Si tratta della più importante e meglio conservata testimonianza di arte profana medievale nei dintorni di Bolzano. I Vintler erano eredi di una famiglia di mercanti di vino: non era comunque insolito che famiglie borghesi acquisissero castelli. Ai due, comunque, venne dato un titolo nobiliare nel 1392.
Prima dei fratelli Vintler il castello appartenne anche a Gottschalk Knoger, nato in una famiglia umile ma capace di una scalata sociale unica per quei tempi, che lo portò ad essere giudice capo della giurisdizione di Egna. Alla sua morte il castello – probabilmente già ampliato e rivisto – passò alla figlia Agnes.
Il possesso della famiglia Vintler si estinse prima della fine del Quattrocento: fu l’Imperatore Massimiliano I in persona a rilevare la struttura, affascinato dal castello e dai suoi affreschi, che fece restaurare. Nel 1538 Castel Roncolo passò a Cristoforo Filippo di Lichtenstein Castelcorno. Fu la premessa di un periodo di declino durante il quale Castel Roncolo passò al demanio austriaco e poi bavarese: solo nell’Ottocento, in piena epoca romantica, venne riscoperto. Nel XIX secolo iniziò ad essere metà di un nascente “turismo culturale” che tuttavia portò danni non indifferenti alla struttura: l’osteria ricavata al suo interno, infatti, rovinò alcune pitture mentre la costruzione di una strada causò il crollo di parte della “Casa d’Estate”.
Nel 1893, alla fine dei lavori di restauro voluti dall’Imperatore Francesco Giuseppe, il castello passò alla città di Bolzano: il Ventesimo secolo fu un periodo altalenante per le sorti del castello che però, nell’anno Duemila, venne riaperto dopo importanti lavori di restauro e recupero. Anche i vigneti circostanti appartengono oggi alla città di Bolzano e sono curati da un viticoltore incaricato dal Comune.
 

Gli affreschi di Castel Roncolo
Gli affreschi di Castel Roncolo costituiscono uno dei più estesi cicli di affreschi profani d'Europa, decorando diverse sale del maniero con scene che offrono una finestra vivida sulla vita cortese e sulla cultura cavalleresca del Trecento.
Le pareti raccontano episodi di letteratura cavalleresca, tornei, cacce, scene d’amore e ritratti di personaggi reali e leggendari; la sequenza iconografica si legge quasi come una narrazione a fumetti che intreccia storie d’azione e momenti di vita quotidiana della corte.
Spiccano le sale dedicate alla vicenda di Tristano ed Isotta così come quella incentrata sulla figura di Gottried da Strasburgo, accessibili dalla Casa d'Estate dove gli affreschi dedicati alle "triadi" sono su pareti esterne. 
Realizzati alla fine del XIV secolo per volontà dei Vintler, gli affreschi combinano dettagli narrativi e costume dell’epoca con una forte dimensione simbolica, offrendo allo stesso tempo decoro e funzione rappresentativa per una residenza che si voleva esibire come centro di cultura e prestigio.
Le numerose sale affrescate presenti a Castel Roncolo permettono qiundi di immergersi completamente nel Medioevo. Partendo dal Palazzo Occidentale, caratterizzato da affreschi legati al mondo cortese, il percorso giunge alla citata Casa d’Estate e successivamente al Palazzo Orientale. 
Da non perdere, a fine visita, la vista sulla bassa val Sarentino dalla sommità della torre oltre - per i più piccoli - alla sala interattiva.

  14/10/2025

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