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La ciclabile in arrivo a Bressanone (scorri la gallery!)
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Scendendo dal Brennero

Ciclabile dell'Isarco e non solo

La scorsa settimana abbiamo compiuto la terza "impresa" ciclistica pedalando dai dintorni di Bolzano (e precisamente da Colma, frazione di Barbiano) fino ad Innsbruck sfruttando la ciclabile dell'Isarco, la ferrovia italiana, quella austriaca e la viabilità ordinaria tirolese.

Impresa non tanto per la distanza, che un ciclista allenato farebbe in giornata, senza usufruire del treno, ma perchè abbiamo pedalato in compagnia di Giulio, un bambino di otto anni alla sua terza esperienza di "cicloturismo".

Inutile dire che - dalla prima volta - tante cose sono cambiate. Prima tra tutte, la bici, che già dall'anno scorso è una 20 pollici invece della prima biciclettina che ci aveva accompagnato nel 2023, sulla ciclabile della val Pusteria. E poi gli stimoli per le soste: dai parchi giochi della val Pusteria ai campi da calcio di quest'anno, ben tre, uno proprio a Colma, uno a Bressanone ed uno a Pfons (in realtà un parcheggio erboso con due porte).

Quello che non è cambiato sono l'emozione, il divertimento e la passione che hanno accompagnato il piccolo Giulio durante questa quattro giorni. Qualche salita è stata affrontata in sella finchè si poteva, senza vergogna di scendere e spingere dove le pendenze erano troppo ripide... ma sempre con il sorriso e la voglia di provarci. Con lo sguardo rivolto alla strada ma anche a tutto quello che c'era attorno!
Consigliamo a tutti di provare un'esperienza simile, magari ispirandosi a questa pagina oppure a quelle dedicate al cicloviaggio del 2023 in val Pusteria (www.cicloweb.net/news/sulla-ciclabile-con-i-bambini) oppure a quello in val Venosta, lo scorso anno (www.cicloweb.net/?pg=news&art=ciclabile-della-val-venosta)

Ecco le tappe di quest'anno.

Partenza da Colma e pedalata di venti chilometri fino a Bressanone. Il dislivello è di circa 120 metri, praticamente impercettibile ed affrontato tra falsopiani e saliscendi ombreggiati. Durante questa prima tappa spiccano il castello Trostburg, appena sopra il punto di partenza, e l'abbazia di Sabiona, sopra Chiusa.
Proprio Chiusa merita di essere scelta per una sosta dal momento che il suo centro è una perla di architettura tirolese e gli scorci dalle rive dell'Isarco sono impagabili.

Il secondo giorno abbiamo preso il treno da Bressanone fino a Fortezza (una fermata).
Da Fortezza la pista ciclabile segue inizialmente la statale e non è gradevolissima. A Mezzaselva, però, ci si porta sull'altro versante ed inizia un piacevole percorso tra prati e boschi, passando per paesi molto caratteristici, fino alla frazione di Campo di Trens, Stilfes. Ci sono momenti particolarmente impegnativi, brevi: le pendenze toccano anche il 17%.
Qui abbiamo incontrato alcuni bambini che offrivano succo di zenzero o lampone ai ciclisti di passaggio.
Ad ogni modo si arriva senza troppe difficoltà a Campo di Trens dove la pista si riallinea al corso dell'Isarco ed arriva a Vipiteno in piano, all'ombra di Castel Pietra.
I chilometri sono circa 23.5 con un dislivello positivo di quasi trecento metri (compresi i numerosi saliscendi).

Il terzo giorno treno fino al passo del Brennero, per superare il dislivello di quasi cinquecento metri da Vipiteno. E poi - su suggerimento del locale ufficio turistico - trasferimento in treno fino al paese di Sankt Jodok, per evitare la statale del Brennero, particolarmente "stretta e trafficata". 
Da qui si è pedalato in discesa fino a Steinach e Matrei, poi è iniziato un lungo tratto che ha alternato falsopiani in discesa, in salita e saliscendi anche impegnativi fino a Pfons
Seguendo le indicazioni verdi, si pedala su strade aperte al traffico (scarso), su piste ciclabili anche sterrate o su corsie ciclabili che - in alcuni casi - affiancano la sede stradale.
Da Pfons inizia una discesa secca su Innsbruck che termina su una strada regionale abbastanza trafficata: fortunatamente con auto e pullman si convive per soli tre chilometri che, in discesa, passano abbastanza rapidamente.
Graziosi alcuni dei paesi incontrati, così come affascinante la vista sui ghiacciai della valle di Stubai.
In tutto 32 km con un dislivello positivo di circa 200 metri.

L'ultimo giorno, treno da Innsbruck fino al passo del Brennero e poi discesa sulla ciclabile dell'Isarco fino a Colle Isarco. La ciclabile segue la linea della ferrovia e quindi si addentra decisamente in val di Fleres prima di piegare nuovamente verso il corso dell'Isarco.
Appena fuori da Colle Isarco (dove ci siamo fermati ad ascoltare un po' di musica tirolese suonata dalla banda locale) una salita spezza la discesa: solo cento metri di dislivello prima di lanciarsi nell'ultima discesa che porta a Vipiteno (km 20).
Il cielo nuvoloso ha impedito di ammirare le cime che chiudono le vallate laterali (in val di Fleres si trova il Tribulaun, la montagna che dà origine al nome Dolomiti pur non facendone ufficialmente parte), peccato!
Qui, all'ombra della Torre delle Dodici si può chiudere l'avventura e rientrare in treno al punto di partenza... ma avevamo ancora energie ed abbiamo proseguito per Campo di Trens dove abbiamo preso il treno fino a Chiusa per un gelato in città e per scendere lungo gli ultimi chilometri arrivando a pedalare, in quattro giorni, per 122 km con un dislivello positivo complessivo di quasi 800 metri!

I siti della OBB (la ferrovia austriaca, www.obb-italia.com/it/) e di Alto Adige Mobilità (www.altoadigemobilita.info/it/#/) sono molto comodi e consentono di selezionare i soli treni che consentono il trasporto di bici

Nelle altre pagine del blog e del sito vi abbiamo raccontato, e vi racconteremo, le varie tappe: Bressanone, Vipiteno, Innsbruck, Chiusa... un cicloviaggio che vale davvero!
Non esitate a scriverci per eventuali curiosità!

  16/07/2025

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