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L'ingresso della galleria sotto il monte Borghetto

I "busoni" di Ala

Sabato scorso, alla ricerca dei colori del foliage a quote di media montagna abbiamo unito l'esplorazione della zona dei Busoni di Ala, una serie di cunicoli e gallerie scavate durante la Grande Guerra per presidiare il confine con l'Austria Ungheria. Si tratta di opere militari scavate nel 1916 sotto cima Borghetto, parte della terza linea difensiva italiana costruita lungo il ciglio dei Lessini durante la Prima Guerra Mondiale.
Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915, l'esercito prese il controllo di Ala mentre gli austro?ungarici si assestarono su posizioni più avanzate a Rovereto.
Ala, considerata la porta meridionale del Trentino, subì distruzioni, deportazioni e perdite umane nonostante l'assenza di battaglie dirette sul luogo delle gallerie.
Le strutture a Cima Borghetto furono concepite come postazioni difensive e cannoniere per controllare la Vallagarina e proteggere la terza linea che si estendeva dal Garda lungo i Lessini. Dall'uscita delle gallerie, infatti, si nota subito come sia privilegiata l'osservazione sul monte Zugna, uno dei luoghi simbolo della guerra.
La linea difensiva a cui appartengono i “Busoni” non venne mai impiegata in combattimento e dalle gallerie non fu sparato alcun colpo. Questa assenza di scontri diretti trasforma le gallerie in testimoni della logistica di guerra e della tensione strategica più che in teatri di battaglia, offrendo una lettura della Prima Guerra Mondiale centrata sulla preparazione militare, sulle scelte di schieramento e sulle conseguenze per le popolazioni locali.
Le gallerie si aprono su un panorama ampio sulla Vallagarina e sulla catena dei Lessini, posizione che spiega la loro scelta strategica. Percorrendole si incontrano stanze di servizio e postazioni che aiutano a comprendere l'organizzazione interna di una linea difensiva d'alta quota. Gli ambienti sarebbero numerosi ma sono chiusi per motivi di sicurezza.
Il percorso è raggiungibile con una camminata agevole dalla Sega di Ala passando per il villaggio di San Michele ed il camping Al Faggio; l'ingresso si trova in una radura circondata da faggi.
Attenzione, però: le indicazioni scarseggiano. E la cosa sorprende.
Dal Villaggio San Michele si deve seguire la segnaletica per il percorso culturale della Lessinia (azzurra) fino ad un punto in cui il sentiero gira a sinistra salendo tra i faggi (indicazioni anche per malga Cime). Pochissimi metri più avanti si apre uno "spiazzo" nel bosco dove si apre la galleria.
Sei caschi sono messi a disposizione dei visitatori, da utilizzare e rimettere in posizione per futuri visitatori.
Per evitare problemi, meglio portarsi una cuffia da usare sotto il casco, vista la promiscuità del suo utilizzo! 
La galleria è molto buia e misura diverse decine di metri: è bene ricordarsi una torcia per evitare di inciampare o sbattere la testa.
Alla fine del percorso sotterraneo, una scaletta con tre pioli conduce sul punto di osservazione da cui si ha un'ampia vista sul corso dell'Adige, sul monte Vignola (gruppo del Baldo) e sul monte Zugna.
Dal camping alla galleria sono richiesti circa venti minuti, con dislivello di poco superiore ai cento metri. 
Vista la semplicità dell'escursione, ed il fascino della scoperta, nonché il mistero della galleria, è un percorso da suggerire a chi cammina con i bambini. Quelli in età scolare, poi, potranno "studiare sul campo" qualche dettaglio di un argomento che vedranno molte volte durante la loro carriera scolastica!

  27/10/2025

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