
ultima chiamata per salire in questo alpeggio nel cuore delle Alpi ossolane
Quattrocento metri di dislivello su un'ampia mulattiera per immergersi in un paradiso fatto di larici in veste autunnale, baite secolari e storici villaggi di pastori ristrutturati ed oggi case da monte in cui passare qualche giorno in relax (per i fortunati eredi...).
L'alpe Veglia è una località montana, situata alla testata della Val Cairasca, braccio laterale della Val Divedro, nelle Alpi Lepontine, in un'ampia conca di origine glaciale a circa 1750 metri di quota, nel territorio dei comuni di Varzo e di Trasquera.
Cianciavero è sicuramente il più pittoresco, proprio ai piedi del monte Leone che, alto 3552 metri e cima principe delle Alpi Lepontine, spicca con una sagoma che nulla ha da invidiare a cime dall'altezza ben più prestigiosa. Il suo nome, talvolta, viene associato al profilo del re della savana ma è più probabile che derivi dalla dialettale indicazione "munt de l'Aiun", dove Aiun è Aione, altro villaggio dell'Alpe Veglia, a breve distanza da Cianciavero.
Altri centri sono Isola, La Balma, Ponte e Cornù, dove si trovano anche alcuni punti di ristoro per la cui apertura bisogna chiedere ai titolari. Tralasciando le tante soste fotografiche, il giro dell'Alpe richiede poco più di un'ora e non presenta difficoltà. Il più, come detto, è arrivare all'Alpe salendo da località Ponte Campo, a valle di San Domenico.
Oltre al Monte Leone spicca, verso sud-ovest, la Wasenhorn o Punta di Terrarossa che è alta 3246 metri. Anche questa è sulla cresta confinale tra Piemonte e Svizzera e domina - con la sua parete meridionale - la zona del passo Sempione.
Verso ovest, invece, sfiorano i tremila metri le cime della Punta d'Aurona e la Punta del Rebbio, più tozze, mentre raggiunge i 3170 metri l'Hillehorn.
Guardando a nord, invece, s'intravede l'Helsenhorn (3272 metri) che qui non riesce ad incantare come fa quando dall'Alpe Devero si sale verso il monte Cazzola. Lungo la mulattiera, invece, sulle piste di San Domenico incombe la sagoma del Pizzo Diei (2905 metri) affiancato dal più interessante, ma molto meno elevato, Pizzo del Balzo (2573 metri). Spunta, poi, timida, la vetta piramidale del monte Cistella (2880 metri).
Durante la salita lo sguardo è rapito anche dalla profondissima forra scavata dal torrente Cairasca che ha un corso davvero vivace in questo settore.
Detto della straordinaria eleganza ed imponenza del monte Leone, le cime non sono che una quinta ad un altopiano meraviglioso che in autunno raggiunge il suo massimo splendore, assolutamente da vedere.
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PS: sotto la cresta meridionale dell'Alpe corre il traforo ferroviario del Sempione!