




in gravel o mountain bike da Galtür fino ad un rifugio alla base dei ghiacciai austriaci
La pedalata da Galtür alla Jamtalhütte si snoda lungo una valle glaciale ampia e silenziosa, incastonata tra le Alpi della Silvretta. Il percorso, di circa dieci chilometri con circa cinquecento metri di dislivello, segue una strada prima asfaltata e poi sterrata che risale il fondovalle della Jamtal, costeggiando il torrente omonimo e attraversando pascoli, morene e boschi radi.
Il tracciato è regolare, privo di strappi tecnici, ma richiede resistenza per la costante salita: il finale regala una rampa che può punire i meno avvezzi alle salite! La bici ideale per l'escursione è sicuramente una gravel visto il fondo compatto.
L’ambiente è severo e maestoso: le pareti rocciose si chiudono intorno al ciclista, mentre le cime innevate del Fluchthorn e del Dreiländerspitze si avvicinano a ogni tornante. La Jamtalhütte, a 2165 metri, è una struttura alpina moderna e funzionale, punto di riferimento per escursionisti e alpinisti, con vista aperta sul ghiacciaio Jamtalferner.
La Jamtalhütte, rifugio alpino situato a 2165 metri sul livello del mare, ha una storia che riflette l’evoluzione dell’alpinismo e delle infrastrutture montane nel Tirolo.
Fu costruita nel 1882 dalla sezione Sveva del Club Alpino Tedesco come base estiva non custodita per alpinisti. Inizialmente offriva dieci posti letto spartani, con paglia sotto il tetto e letti in legno.
L’aumento dei visitatori portò a successive espansioni nel 1896 e nel 1907.
Negli anni Venti, con la crescita del turismo invernale, la struttura fu modernizzata: tra il 1929 e il 1932 furono installati un impianto idrico, una centrale elettrica sul Futschölbach e un sistema di riscaldamento ad aria calda. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la zona fu chiusa per motivi di confine e la Jamtalhütte venne occupata dalla guardia doganale. Solo nel 1955, con il trattato di Stato tra Austria e gli Alleati, il rifugio tornò alla sezione Sveva del DAV.
Negli anni Sessanta, l’accesso invernale avveniva ancora con sci e carichi sulle spalle, fino all’introduzione dei primi veicoli da neve. Nel 1978, la parte vecchia fu demolita e sostituita con una nuova struttura più funzionale, che divenne centro permanente di formazione per il Club Alpino Tedesco.
Nel 1999, la Jamtalhütte fu colpita da due valanghe che causarono gravi danni, ma nessuna vittima. Fu un prologo alla tragedia del giorno seguente, quando a Galtür trentuno persone, tra cui le gestrici del rifugio, vennero travolte da una valanga.
In soli quattro mesi, la struttura fu ricostruita e resa valanga-resistente secondo le normative più recenti.
Da qui si aprono numerose possibilità escursionistiche a piedi.
Il sentiero verso il passo Futschöl conduce in Svizzera, attraversando ambienti d’alta quota con tratti di pietraia e nevai residui.
L’ascesa al Dreiländerspitze, vetta simbolica al confine tra Austria, Svizzera e Italia, è riservata a escursionisti esperti, con tratti attrezzati e passaggi esposti.
Più accessibile è il percorso verso il passo Augstenberg, che offre panorami sulla valle di Montafon e sulla catena del Verwall.
I sentieri sono ben segnalati, ma il contesto rimane alpino, con cambi repentini di tempo e tratti isolati. La zona è frequentata da escursionisti di lunga percorrenza, spesso diretti verso rifugi più remoti come la Heidelberger Hütte o impegnati in traversate transfrontaliere. L’ambiente è austero, privo di concessioni turistiche, e restituisce un’esperienza autentica di alta montagna.