
una giornata da ricordare per la 44a edizione della maratona ciclistica delle Alpi, tutta sotto il sole
Dai sei gradi del mattino a Sölden ai venticinque di San Leonardo in Passiria - ma tutti sotto un bellissimo sole di fine estate: è stata davvero una giornata perfetta.
Negli ultimi giorni, dopo alcune uscite scoraggianti ancora precedenti (e quindi poco attendibili), si attestavano previsioni meteo quasi incredibili, pioggia (o neve alle quote più elevate) da giovedì 27 a mercoledì 3 con un'unica finestra, proprio per domenica 31 agosto. Non una finestra banale ma un periodo di 36 ore circa caratterizzato da cielo terso, con possibilità di precipitazioni quasi nulle.
Ed è stato così!
Quella del 2025 è stata la quinta volta che abbiamo partecipato alla gara e - per la prima volta - non abbiamo preso un goccio d'acqua, senza nemmeno rischiarlo o temerlo.
La gara è partita alle 6.30, con lo scoppio del cannone. Subito una veloce discesa da Sölden a Oetz che ha premiato i migliori discesisti, i più abili a condurre la bici ad alte velocità. Attorno a Längenfeld i corridori sono stati avvolti da una fitta nebbia in rapida dissoluzione.
A Oetz la prima salita, il temibile Kühtai con le sue pendenze irregolari e la sua planimetria che alterna serie di tornanti a passaggi più rettilinei. A metà salita, ad Ochsengarten è apparso il sole che non ha più lasciato i partecipanti. Proprio qui la corsa è stata accolta da un festoso scampanìo della locale chiesa parrocchiale.
La discesa verso Kematen è stata ancora all'insegna delle temperature frizzantine: necessario coprirsi bene per evitare guai. Ideali le condizioni di salita al passo Brennero ed anche la discesa verso Vipiteno si è potuta effettuare senza coprirsi troppo. Lo stesso si può dire per il passo Monte Giovo.
Poi, però, le temperature sono andate crescendo fino a diventare quasi "troppo calde" in val Passiria: i primi chilometri del passo Rombo sono stati pesanti soprattutto per chi ha attaccato la salita dopo le 13.
Salendo di quota il "problema" è rientrato e la temperatura ancora mite ha consentito di lanciarsi in discesa senza troppa paura del freddo.
Che dire?
Come ogni volta che è accaduto, chiudere la Oetztaler Radmarathon vuol dire provare una soddisfazione ed un appagamento atletici che non hanno pari. E' una gara lunga, con un dislivello importante, una sfida che richiede di mettere in fila tantissime variabili. Dall'allenamento all'alimentazione, dalla scelta dell'abbigliamento alla cura della bici, alle meteo-scaramanzie...
Alla prossima, Oetztaler Radmarathon!