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Il Po a Cremona

Passeggiata fuori Cremona

La città di Cremona ha mantenuto un legame privilegiato con il fiume Po che, anche se non scorre più - come un tempo - appena fuori dal centro storico, si può raggiungere in meno di dieci minuti di bici o venti minuti a piedi. 
 

Il territorio del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Po e del Morbasco tutela una vasta zona agricola ed una fascia di vegetazione selvaggia, un’area protetta ampia e variegata che – negli anni – si è estesa fino a coinvolgere una decina di comuni, ad est ed ovest del capoluogo.
Appena fuori dalla città di Cremona, è possibile disegnare passeggiate (o pedalate) di diverso impegno, alla scoperta di ambienti talora inaspettati per colori, profumi e … selvatichezza recuperata. 
Parte del territorio del Parco beneficia oggi dei risultati di un intervento dei primi anni Duemila: risale a circa vent’anni fa, infatti, il progetto “Un Po di Foreste” nell’ambito dell’iniziativa regionale denominata “Dieci Grandi Foreste di Pianura” per la formazione di vasti sistemi di verde in armonia con il sistema rurale e gli indirizzi della politica europea per il miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente ed incrementare la biodiversità.
 

Se avete visitato la città di Cremona e siete appassionati di ambiente e natura, non perdetevi, quindi, la possibilità di una breve escursione alla scoperta dell'ambiente fluviale, parte integrante della storia e della cultura cittadina. Oggi, infatti, il fiume è "solo" lo sfondo di passeggiate e pedalate, di sessioni di pesca o una palestra a cielo aperto dove dedicarsi al canottaggio, ma in passato qui si veniva a fare "vita balneare" (il cosiddetto "mare dei poveri") e la pesca era molto più che un hobby, era una fonte di reddito o una via per trovare qualcosa da mettere in tavola.
 

Un itinerario, breve, conduce alla Lanca Livrini, con la possibilità di salire su una torretta di avvistamento, punto di osservazione privilegiato dal quale scorgere usignoli, cuculi e picchi o, magari, fagiani e caprioli. Cos’è una lanca? E’ un meandro del fiume abbandonato per la deviazione della corrente dal letto principale. 
La passeggiata verso lanca Livrini – è molto breve, meno di mezz’ora tra andata e ritorno, e non ha alcuna difficoltà. Si prende il sentiero davanti all’uscita laterale delle Colonie Padane (altra testimonianza del vecchio legame tra città e fiume, qui venivano i bambini a trascorrere l'estate, ad inizio Novecento), sulla strada diretta alla ex discoteca Capannina, e si cammina sull’evidente sentiero avendo cura di procedere verso destra, verso il fiume, quando s’incontra l’unico bivio.
Se, al contrario, al bivio si prende a sinistra  si arriva a costeggiare la Lanca Bosconello, tavolta chiamata “lanca pensile”, posta ad un livello più alto rispetto al fiume Po il cui destino di interramento è stato sventato grazie ad un intervento idraulico che consente un sufficiente ricambio d’acqua. Alimentato da energia solare, l’impianto pesca acqua dalla prima falda, a circa sei sette metri di profondità, e poi la immette nella lanca, impermeabilizzata utilizzando un manto naturale che ne impedisce il deflusso.
In assenza, finora, di una segnaletica verticale l’orientamento è lasciato all’escursionista che, comunque, non troverà difficile tornare al punto di partenza visto l’evidente riferimento offerto dal fiume Po.
 

In mountain bike o gravel ci si può avventurare fino all'aperta campagna, verso la frazione Bosco ex Parmigiano o i dintorni di Stagno Lombardo, seguendo gli argini o addentrandosi nei sentieri disegnati tra i pioppi (alcuni, peraltro, tra le trattorie Mento e Sales sono una vera e propria palestra all'aperto per gli appassionati di mountain bike). Anche in questo caso, è difficile descrivere i percorsi, è più ... semplice orientarsi sul posto, seguendo l'istinto ed affidandosi al corso del fiume Po come punto di riferimento.
 

Il Plis ha tracciato numerosi percorsi le cui mappe si possono scaricare dal sito ufficiale (www.parcopomorbasco.it/cartina-dei-sentieri/) mentre è ancora in fase di realizzazione la posa di una segnaletica dedicata, che consenta di orientarsi senza indugio tra pioppi, ontani, indachi e robinie. Sempre sul sito sono raccontate le attività condotte dalle Guardie Ecologiche Volontarie, momenti di cui approfittare per una fruizione più consapevole di questo territorio!

 

  29/05/2025

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