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Formazione rocciose a monte di passo Baremone

Passo Baremone

L'abbiamo scoperto in estate ma probabilmente è l'autunno, per i colori che regalano i faggi ed i castagni, la stagione migliore per andare al passo Baremone. Poco male, lo segnamo in agenda ma intanto ve lo raccontiamo.

Il passo Baremone, ed i suoi dintorni, sono una piccola meraviglia tra le montagne della Valsabbia, molto fuori dalle rotte tradizionali ma nemmeno troppo ... solitario, in particolare nei weekend.
Boschi intricati, resti e reperti storici, formazioni rocciose di vago richiamo dolomitico, una strada che sconfina nell'eroico e nell'impervio... E poi gli alpeggi abbandonati e quelli ancora utilizzati dall'agricoltura di montagna, gli affacci sul Lago d'Idro...

Il passo Baremone, conosciuto anche con il nome di passo del Marè, è un passo di montagna posto a 1450 metri sul livello del mare, tra la Valsabbia (o meglio il bacino del Lago d'Idro) e la Val Trompia (Brescia).
Mette in comunicazione - insieme al passo della Spina ed al passo della Berga - il lago con la testata del bacino del Mella, attraverso il passo del Maniva.
 

La prima strada fu costruita nel 1559 ed ebbe rilevanza militare in più periodi della storia trovandosi appena a valle del confine tra l'Impero Austroungarico ed il Regno d'Italia. Fu interessata da lavori bellici prima della Grande Guerra: l’originario tracciato cinquecentesco, infatti, fu allargato e rivisto per le moderne esigenze. E’ poco noto ma quella strada fu realizzata per volere del conte Sigismondo di Lodrone che riattivò il forno di Anfo per lavorare il metallo estratto a Collio. La strada, quindi, aveva un importante valore industriale e commerciale ma suscitò l’ira di Bagolino: per quest’ultima, infatti, si stava facilitando la produzione di armi in mano germanica! Proprio per tale motivo, la Repubblica di Venezia chiuse la strada dopo pochi anni di funzionamento.
 

A breve distanza, si trova il forte di Cima Ora, ormai in rovina, che controllava vasti territori nel fondovalle tra Lombardia e Trentino.
Dal valico partono diverse escursioni: le principali interessano la Corna Blacca (2000 metri) ed il citato forte di Cima Ora.
 

In bicicletta
La salita dal versante di Anfo è particolarmente impegnativa da percorrere in bicicletta. I chilometri di salita sono undici con un dislivello di 1070 metri: la pendenza media del 9.25% nasconde tratti oltre il 16%.
A rendere ancora più faticosa l'ascesa ci sono il fondo stradale particolarmente infame, soprattutto nel secondo tratto, e l'esposizione meridionale che la rende molto assolata.
Con una gravel o una mountain bike si può disegnare un percorso circolare che oltre il Baremone sale ai passi della Spina e del Berga e poi al passo Maniva, per scendere poi ad Anfo attraverso Bagolino. Si tratta di una salita davvero avventurosa, da affrontare con prudenza perché il fondo stradale è sconnesso ed è presente una galleria estremamente buia. Ancora più prudenza è richiesta se si scende verso Anfo: il tratto più in quota è - come detto - uno sterrato sconnesso alternato a tratti di pessimo asfalto mentre il percorso più a valle propone un susseguirsi di tornanti e curve cieche da affrontare con attenzione.
 

Incredibile ma vero: il percorso è aperto al traffico di auto e moto da Anfo fino a passo Maniva!
 

Tornando al passo Baremone, si segnala la presenza dello storico rifugio Rosa che il gestore presenta così. "Il nostro è un rifugio a gestione familiare, nato dall’idea coraggiosa e brillante di Ilario Bonardelli che, con Rosa, sua moglie, decide nel lontano 1963 di aprire un locale nella splendida Conca del Baremone, a 1450 metri di altezza, tra gli splendidi colori dei pini e dei faggi. E’ possibile anche sostare, rifocillare non solo lo spirito ma anche il corpo con i gustosi sapori della cucina tipica di montagna. Il Rifugio Rosa di Baremone è raggiungibile comodamente in auto, lungo un percorso panoramico di rara bellezza, ma anche in bicicletta, o a piedi per i più coraggiosi".

Per questi ultimi si segnala il sentiero 432, un percorso storico che passa tra le citate linee difensive risalenti alla Grande Guerra. Partendo dal monte Suello (947 mslm) si procede in direzione sud-ovest e si arriva fino al passo del Baremone (1406 mslm) dove si trova l’omonimo rifugio. Il sentiero si trova in ottimo stato di conservazione, scavato tra rocce bianche, prati a sbalzo sul lago e piccole gallerie. Storia e panorami!

 

  22/06/2025

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