
la quarta e più dura quanto iconica salita della Oetztaler, 29 km e 1800 metri di dislivello
E' l'ultima ascesa ma è la più dura. Il passo del Rombo misura ventinove chilometri ed il valico si trova a 2509 mslm, ovvero 1759 metri sopra il punto di partenza (clicca per aprire uno stralcio della mappa e l'altimetria di questa salita, a cura dell'organizzazione della Oetztaler Radmarathon).
Quasi milleottocento metri di dislivello, ventinove chilometri, una serie di tornanti strappati alla montagna, una galleria a poche centinaia di metri dalla fine, alcune installazioni d'arte moderna che ospitano musei ed esposizioni, una storia tormentata, una granfondo tra le più dure delle Alpi, un confine all'arrivo: tutto questo è il passo Rombo, o Timmelsjoch in tedesco.
Non è tra i passi più noti tra gli appassionati ma meriterebbe miglior fama perché è davvero una salita da togliere il fiato.
Non c'è un chilometro uguale all'altro e l'elevata altitudine dell'arrivo, 2509 mslm, contribuisce a rendere l'ascesa una vera impresa.
Partendo da San Leonardo in Passiria si inizia a salire senza troppi patemi in direzione di Moso in Passiria. I primi sette chilometri, infatti, al netto di qualche strappo, prendono quota su pendenze moderate, con una media intorno al 5,5%-6%. Non ci sono tornanti, solo qualche breve galleria.
Dal km 7 al km 15, invece, la salita digrigna i denti: i tornanti offrono qualche possibilità per rifiatare ma ogni metro è guadagnato con fatica. La media chilometro per chilometro difficilmente scende sotto il 9% ed anzi si avvicina spesso al 10%. La vista che ogni tanto si apre sulla valle di Plan, sulla Cima Altissima (ed i più attenti noteranno anche la sagoma del rifugio Petrarca) consente di distrarsi.
Chi ha fatto la Oetztaler ricorderà l'importanza psicologica dei quattro chilometri, dal km 15 al km 19, in cui la strada sale poco ed anzi regala anche alcuni falsopiani tendenti alla discesa. Si può gettare uno sguardo a Corvara in Passiria, alle vette: si arriva facilmente al punto dove sono "solo" dieci i chilometri di salita che mancano al passo.
A 1736 mslm, in corrispondenza del ponte sul Passirio, la salita abbandona il torrente che dà il nome alla valle ed incomincia ad arrampicarsi tra le rocce, sul versante settentrionale della valle del Lago (Seebertal). Tornante dopo tornante, rettilineo dopo rettilineo si raggiunge la galleria lunga 555 metri, posta appena dopo il km 27.
Il km 23 è "pedalabile", tutti gli altri presentano invece pendenze appena inferiori o superiori al 10%.
Ma il km 27 segna la fine della vera fatica: la galleria è in falsopiano ed anche usciti dal tunnel si prosegue agilmente fino al passo, al km 29, sul confine tra Italia ed Austria.
Da non perdere, anche se spezzano la salita, le soste presso le scenografiche installazioni che raccontano la storia del passo, una strada voluta da politici ed imprenditori del Tirolo "per consentire di sciare sui ghiacciai al mattino e godere del clima mediterraneo di Merano al pomeriggio" e che l'Italia completò solo nel 1968.
Al passo si è di nuovo in Austria e manca poco all'arrivo.
Sembra fatta ma "il veleno è nella coda": dopo circa tre chilometri di discesa si ritorna a salire. Sono solo due chilometri, ma nient'affatto banali, che colmano 170 metri di dislivello e si chiudono alla barriera-pedaggio "Mautstelle".
Qui inizia la vera discesa finale che, al km 238, si conclude a Solden.
Un'impresa!
I dettagli delle pendenze, chilometro per chilometro, sono qui: www.salite.ch/004876.asp?Mappa=