
dove la Dama con l'Ermellino guidò una corte letteraria capace di attrarre artisti da tutta Italia
Pedalata verso San Giovanni in Croce?
Partendo da Cremona si può imboccare la pista ciclabile della Postumia e seguirla fino al termine del tratto dedicato alle biciclette, a Pieve San Giacomo, distante circa 14 km dal centro città.
Da qui il percorso prosegue su strade secondarie generalmente poco trafficate durante il fine settimana: si raggiunge prima il santuario settecentesco dedicato a Maria Madre della Parola Divina (circa 18 km dal centro di Cremona), quindi si attraversano paesi e frazioni come Ronca de’ Golferami, Casanova d’Offredi, Voltido e Recorfano, si scende a Solarolo Rainerio e infine si arriva a San Giovanni in Croce dopo circa 33 km complessivi. Il dislivello è ovviamente nullo, non si ricordano nemmeno cavalcavia!
Per chi desidera un percorso più lungo, o magari disegnare un itinerario ad anello, è possibile - in uscista da San Giovanni in Croce - deviare verso sud passando per San Lorenzo Aroldo, Castelponzone e Scandolara Ravara fino a Motta Baluffi, quindi ricongiungersi all’argine maestro del Po e rientrare a Cremona lungo il tracciato della pista VenTo; questa variante supera i 45 km e offre paesaggi fluviali e campagne aperte.
Ma perché andare a San Giovanni in Croce?
San Giovanni in Croce vale la visita per il suo connubio di storia rurale e arti e, soprattutto, per Villa Medici del Vascello, uno dei più pregevoli esempi di dimora storica della provincia.
Situata nei pressi del crocevia che dà il nome al paese, la villa nasce come rocca difensiva nel 1407 e col tempo si trasforma in raffinata residenza di campagna, fondendo la severità delle strutture fortificate con gli stilemi eleganti della dimora nobiliare.
Recuperata dal Comune negli anni Duemila e riaperta al pubblico nel 2014, la villa ha ritrovato nuova vita ospitando visite guidate, eventi culturali e manifestazioni che ne valorizzano l’architettura e il parco storico.
Villa Medici del Vascello storia e fasti
La storia della villa è segnata da fasi di trasformazione che rispecchiano i cambiamenti sociali e culturali del territorio: da fortezza a residenza signorile, con interventi significativi anche nell’Ottocento quando il principe Giuseppe Soresina-Vidoni concepì un parco di oltre dieci ettari ricco di essenze, viali, un laghetto e decorazioni paesaggistiche che conferirono all’insieme un aspetto romantico e scenografico. Il restauro moderno ha ricomposto gli aspetti architettonici e paesaggistici, restituendo ai visitatori la percezione di una dimora che unisce le tracce medievali al gusto romantico e al gusto neoclassico tardivo delle risistemazioni ottocentesche.
Cecilia Gallerani figura e memoria
Il nome che più di ogni altro è legato alla villa e al suo passato è quello di Cecilia Gallerani, celebre come la Dama con l’ermellino immortalata in un famoso dipinto da Leonardo da Vinci.
Donna di intelligenza e raffinata sensibilità, protagonista delle corti lombarde di fine Quattrocento, arrangiò a San Giovanni in Croce una corte vivace e colta che attirò artisti e letterati dell’epoca. La sua presenza trasformò la residenza in un centro culturale locale, imprimendo alla villa un’identità legata al mecenatismo e alla vita cortese del Rinascimento. La figura di Cecilia continua a esercitare un fascino particolare, capace di connettere la piccola comunità rurale con le grandi storie dell’arte italiana.
Altri elementi di interesse del paese
Nel borgo si notano i portici cinquecenteschi e l’oratorio della Santissima Trinità, eretto tra il XVI e il XVII secolo e recuperato nei primi anni Duemila dopo un lungo periodo di abbandono. Il teatro cittadino, intitolato a Cecilia Gallerani nel 2002, conserva un impianto eclettico con richiami Liberty che raccontano l’evoluzione architettonica e culturale del Novecento in questa parte della provincia. Questi elementi, insieme alla villa e al paesaggio agrario circostante, rendono San Giovanni in Croce una meta ideale per escursioni in bicicletta, visite culturali e giornate alla scoperta di un pezzo significativo della terra cremonese.