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Il castello di Duino dal sentiero Rilke
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Friuli Venezia Giulia

Sentiero Rilke

La passeggiata che collega la baia di Sistiana al castello di Duino è universalmente nota come il sentiero Rilke, un percorso suggestivo e affascinante intitolato al poeta praghese Rainer Maria Rilke, che proprio nel maniero di Duino trovò l'ispirazione per comporre le sue celebri Elegie duinesi all'inizio del Novecento.
 

Si tratta di un itinerario che si snoda in bilico tra il cielo e il mare, offrendo scorci panoramici indimenticabili sul golfo di Trieste, su un Adriatico lontano da quello delle pur vicine riviere friulane e venete.
Si parte solitamente dalle vicinanze della baia di Sistiana, dove è possibile lasciare il proprio mezzo e imboccare l'accesso principale. Fin dai primi passi, ci si immerge in una vegetazione rigogliosa, tipica della macchia mediterranea e dell'ambiente carsico, dominata da pini neri, lecci e arbusti profumati. Procedere lungo il tracciato risulta estremamente piacevole e poco faticoso, trattandosi di un percorso pressoché pianeggiante di circa due chilometri, adatto a chiunque cerchi un'escursione rilassante. Camminando lungo il ciglio delle falesie calcaree che precipitano a strapiombo nell'Adriatico, si è costantemente accompagnati dal suono delle onde e dal profumo della salsedine.
Lungo il tragitto, si incontrano diverse postazioni panoramiche dove è indicato fermarsi per ammirare l'immensità del golfo.
Avanzando sul sentiero ci si imbatte anche in vecchie postazioni militari e bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, incastonati direttamente nella roccia bianca. Proseguendo la camminata, si notano i dettagli geologici del terreno carsico. Si consiglia di osservare la pietra, modellata nei millenni dall'azione dell'acqua e del vento. Man mano che ci si avvicina alla meta, la sagoma imponente del castello di Duino inizia a delinearsi all'orizzonte, ergendosi maestosa su uno sperone proteso verso le onde. Una volta arrivati a ridosso del castello, si conclude il tragitto nel caratteristico borgo.
Da qui, volgendo lo sguardo indietro verso Sistiana, si ripercorre visivamente l'intero itinerario appena compiuto, un nastro bianco sospeso sulla scogliera che regala un profondo senso di pace e di connessione con la natura.
Il ritorno avviene sul percorso di andata.
 

Due parole sul castello di Duino.
 

Le origini del castello risalgono alla fine del '300, quando venne edificato sui resti di un antico avamposto romano per sostituire il Castel Vecchio, le cui romantiche rovine sono ancora visibili sullo sperone di roccia vicino. Fu Ugone di Duino, capitano di Trieste, a volerne l'edificazione nel 1389.
Al castello è legato anche il nome di Rainer Maria Rilke che proprio qui compose le Elegie Duinesi.
Da oltre quattro secoli la fortezza appartiene alla nobile famiglia dei principi della Torre e Tasso (Thurn und Taxis), che nel tempo lo hanno trasformato in un crocevia culturale e mondano di altissimo livello.
Tra le sue mura hanno trovato ospitalità innumerevoli personaggi storici e artisti di grande fama. Oltre a Rainer Maria Rilke, vi soggiornarono letterati e musicisti come Mark Twain, Franz Liszt, Johann Strauss e Paul Valéry, ma anche teste coronate come l'imperatrice Sissi e l'arciduca Massimiliano d'Asburgo.
La curiosità più celebre e affascinante è senza dubbio quella legata alla leggenda della Dama Bianca. Si narra che un antico signore del maniero, reso folle dalla gelosia, gettò la sua sposa dalla finestra. Il cielo, impietosito dalle grida della povera donna, decise di trasformarla in una rupe candida prima che toccasse l'acqua. Quella roccia, che ricorda una figura femminile avvolta in un mantello, è ancora oggi ben visibile dal mare, e si racconta che lo spirito della dama vaghi ancora per le sale in cerca di pace. Un'altra peculiarità del castello si nasconde invece nel sottosuolo: un profondo bunker scavato nella roccia durante la Seconda Guerra Mondiale, che oggi offre una testimonianza tangibile di un passato molto più cupo.
La famiglia Thurn und Taxis ricorre sovente nelle storie dell'arco alpino. A loro fa riferimento, ad esempio, lo splendido borgo di Cornello dei Tasso, nelle Orobie bergamasche. Nota in Italia come Della Torre e Tasso, deve la propria ascesa e l'immensa fortuna alla creazione e gestione del sistema postale europeo. A partire dal XV secolo, i membri del casato ottennero dagli Asburgo il monopolio dei servizi postali imperiali, organizzando una rete efficiente di stazioni di posta per il cambio dei cavalli. Proprio da questa famiglia alcuni fanno derivare il termine "taxi": il cognome Taxis divenne sinonimo di trasporto rapido e affidabile, dando origine al nome dei moderni veicoli a pagamento in molte lingue. Il corno postale, loro storico emblema, compare ancora oggi in numerosi loghi delle poste nazionali europee.

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