


le tappe dell'Alta Via dell'Adamello,
tra Lombardia e Trentino
L'intera Alta Via dell'Adamello è un percorso molto lungo dal quale, ovviamente, si possono ricavare escursioni più brevi, ideali anche per gite di una sola giornata, con accesso dalle valli laterali della val Camonica. Il sentiero percorre longitudinalmente il gruppo dell'Adamello, a volte anche su terreno libero (ma sempre segnalato), sfiorando luoghi simbolo della Grande Guerra. Il percorso si sviluppa quasi interamente a quote superiori ai 2000 metri, toccando vette e passi che offrono panorami mozzafiato sul massiccio centrale e sui ghiacciai che un tempo avremmo definito perenni.
Per affrontare l'itinerario completo è necessario prevedere circa una settimana di cammino. Si parte solitamente dai pendii meridionali di Breno per risalire verso nord, giungendo infine a Edolo. Lungo il tracciato si incontrano scenari naturali di rara bellezza, dai pascoli verdi delle valli inferiori alle pietraie selvagge e ai nevai delle quote più elevate. Il terreno è caratterizzato da una forte presenza di roccia granitica, che conferisce al paesaggio un aspetto aspro e maestoso, ma che richiede anche passo sicuro e buona preparazione fisica.
Oltre all'aspetto naturalistico, l'Alta Via dell'Adamello è un vero e proprio museo a cielo aperto dedicato alla Grande Guerra. Procedere lungo i sentieri significa spesso calpestare antiche mulattiere militari, superare fortificazioni, resti di baraccamenti e trincee che testimoniano la durissima vita dei soldati impegnati nella Guerra Bianca.
Per la sosta si utilizzano i numerosi rifugi alpini distribuiti strategicamente lungo il percorso, che garantiscono riparo e ristoro dopo le faticose tappe giornaliere.
La logistica richiede attenzione: è fondamentale verificare le condizioni meteo e lo stato dei passaggi più critici ed in quota, dove la neve può persistere anche in piena estate. Nel complesso, si tratta di un'esperienza totalizzante che unisce sforzo atletico, riflessione storica e immersione profonda in un ambiente montano ancora integro e selvaggio.
In sintesi.
Dal passo Croce Domini si accede al rifugio Tita Secchi, da dove parte l'Alta Via.
L'impegno è di media difficoltà: rilevante la lunghezza ma scarse le difficoltà altimetriche.
Dal rifugio Tita Secchi, nei pressi del lago della Vacca e posto ai piedi della parete sud del Cornone di Blumone, si cammina sino al rifugio Maria e Franco al passo Dernal (2574 mslm). Questa prima giornata richiede un cammino di cinque ore e porta a dominare la val Dois, una delle più caratteristiche dell'Adamello.
La seconda tappa porta al Rifugio Città di Lissone, 2017 mslm, in val Adamè: 4h30' di cammino. Splendidi i meandri del torrente che solcano la piana valliva.
La terza tappa muove dal Città di Lissone sino al rifugio Paolo Prudenzini (4h15'), in val Salarno, tra i Corni di Salarno e Miller, a 2225 mslm, ormai ai piedi dell'Adamello.
Il giorno seguente si accede al rifugio Gnutti, 2166 mslm, in Val Miller presso l'omonimo laghetto (3h30).
Quinta tappa in direzione dei 2450 mslm del rifugio Franco Tonolini, al centro della conca di Baitone nei pressi del lago Rotondo (1h20).
Ultima tappa è quella che porta al rifugio Garibaldi al lago Verenecolo, 2550 mslm, ai piedi della parete nord dell'Adamello (cinque ore).
Da qui si scende su mulattiera a malga Caldea e poi a Temù, nei pressi di Ponte di Legno.
In collaborazione con
Parco Adamello
www.parcoadamello.it
Foto Parco Adamello
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