
in val di Rezzalo ma non solo, entrando nel Parco Nazionale dello Stelvio
Passeggiate ed escursioni a Sondalo e dintorni, grazie (anche) alle informazioni forniteci dall'ufficio turistico locale: www.sondaloturismo.it/.
Una prima gita parte dalla cava di quarzo posta a 1580 mslm: si imbocca sulla sinistra il sentiero che sale passando per le baite di Fiecc. Giunti alle baite le Motte, a 1850 mslm, si segue la strada sterrata fino a quando si restringe. Proseguire sul sentiero a sinistra fino a raggiungere i 2030 mslm della località Li Moregn. Bellissimo il panorama sulla catena dei monti Serottini e sulla valle di Rezzalo.
Più impegnativa la salita da Le Prese, lungo il 272.
Clicca sul logo Kompass per una mappa d'insieme del percorso (Li Moregn non è riportato, si trova appena prima di località L'Alto, 2093 mslm).

Più impegnativa la salita alle Baite Madrisio: sono infatti novecento i metri di dislivello da Bolladore Vecchia (860 mslm) alle Baite Madrisio, a 1763 metri di quota. Da Bolladore Vecchia si sale sino a Taronno (1110 mslm) da dove si continua in salita lungo una mulattiera sulla sinistra, al limite dei prati. La stradina si fa più ripida, si passa per le baite di Mezzen, quindi a Medola (1572 mslm) ed infine a Madrisio (1763 mslm), un suggestivo nucleo di baite ristrutturate e ben conservate. Ottima la vista sulla vallata e sulle cime, alte oltre tremila metri, che la cingono.
Clicca sul logo Kompass per una mappa d'insieme del percorso (Taronno è erroneamente indicato come Tarrone).

Non è tutto, però. Anzi.
Uno dei tesori di Sondalo è la val di Rezzalo, che si può esplorare partendo dalla frazione Fumero (1465 mslm, parcheggi in paese e oltre, in località Funtanacia).
Fino al rifugio La Baita (1860 mslm), aperto per lunghi periodi dell'anno, si cammina su un'ampia pista forestale (erede di una mulattiera costruita in vista della Grande Guerra) mentre oltre si prosegue su sentiero (traccia 519) raggiungendo, volendo, il passo dell'Alpe, a 2461 metri sul livello del mare.
Il valico è posto sullo spartiacque con la Val di Gavia, in pieno Parco Nazionale dello Stelvio. Qui sono presenti tracce della Prima Guerra Mondiale, in particolare i resti di diverse trincee ma anche gallerie e altre fortificazioni.
Ma perchè andare in val di Rezzalo?
In val di Rezzalo si va per il paesaggio, sicuramente. Ma anche per i nuclei rurali in pietra e legno, come Macoggia o Gnera, ben conservati, che raccontano la montagna che fu, quella di agricoltori e pastori. Uno di questi si trova proprio a breve distanza dal rifugio La Baita. E sempre nei pressi del rifugio si trova la chiesa di San Bernardo, risalente al 1670. E' caratterizzata da un piccolo campanile e venne realizzata per permettere a coloro che passavano l’estate in alpeggio di avere un luogo di preghiera senza dover scendere sino al paese. Poco fuori dalla chiesa si trova una pozza d'acqua (nel dialetto locale “al bui del prévet”= la fontana del prete) che, secondo la tradizione, ha incredibili qualità di purezza e freschezza.
L'autunno, con i colori assunti dai tantissimi larici, e la primavera, con la fioritura di rododendri e botton d'oro, sono sicuramente le stagioni migliori per andare in val di Rezzalo.
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Sempre da Sondalo - infine - ci si può spostare sul versante settentrionale e camminare in val Grosina occidentale ed orientale.
Sul nostro sito ci sono diverse pagine per scoprire la Valtellina e più in generale la Lombardia:
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Qualche anno fa, inoltre, siamo andati in val di Rezzalo con le ciaspole. Un percorso facile e accessibile, riparato dalle valanghe, verso un rifugio aperto anche in inverno. E poi .. si può scendere con lo slittino! In questa pagina tutti i dettagli: www.ciaspole.net/itinerari1/lombardia/ciaspole-rezzalo.htm