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Scorci dalla ciclabile
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Il vecchio trenino delle Dolomiti
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Lasciati Ispirare

La pista ciclabile delle Dolomiti

INTRODUZIONE
Da Dobbiaco a Calalzo di Cadore (o viceversa), un itinerario ciclabile spettacolare, inserito tra le montagne più affascinanti al mondo, le Dolomiti - Patrimonio dell’Umanità - Unesco.
Dalle Tofane alle Marmarole, passando ai piedi del Pelmo, del Sorapis e dell’Antelao, dove le guglie dolomitiche emergono da fitti boschi e si specchiano in laghi e corsi d’acqua.
Pedalare nelle Dolomiti è un’esperienza unica che farà scoprire le bellezze architettoniche, le tradizioni ed i sapori di questi luoghi ricchi di storia e di intramontabili leggende.
Attraversando i comuni di Cortina, San Vito di Cadore, Borca di Cadore, Vodo di Cadore, Valle di Cadore, Pieve di Cadore e Calalzo di Cadore, la pista ciclabile realizzata sul percorso dell’ex ferrovia (tra le foto anche il Trenino delle Dolomiti a Cortina) tocca alcune fra le più gradevoli località turistiche del Bellunese, offrendo al visitatore la possibilità di ammirare uno scenario costellato da maestose cime e di conoscere luoghi densi di storia.

PRIMA PARTE - da Dobbiaco a Cimabanche (km 18)
Dobbiaco è raggiungibile dal Veneto grazie al trasporto integrato bici+treno sino a Calalzo di Cadore e bici+bus da Calalzo alla cittadina dell’Alta Pusteria.
Dalla stazione, capolinea del servizio bike and bus, si procede in direzione Brunico lasciando a sinistra il complesso del Grand Hotel. Presto le segnalazioni della ciclabile saranno evidenti ed immetteranno in via Landro dove ha inizio la cavalcata dolomitica.
Si supera il nuovo stadio dello sci di fondo e la pista in breve conduce al lago di Dobbiaco (km 3).
Superate le acque cristalline del lago, piacevoli saliscendi fanno da preludio alla piana del lago di Landro anticipato da un cimitero di guerra e più avanti sulla sinistra nei pressi di un parcheggio, da una magnifica vista sulle pareti verticali delle Tre Cime di Lavaredo.
La Pista continua lasciando il laghetto di Landro, (km 11,4), sulla sinistra e sale in maniera più decisa sino alla località di Carbonin (km 13,5). A sinistra la strada asfaltata conduce a Misurina, la ciclabile col suo bel fondo compatto fa rotta su Cimabanche che raggiunge dopo 16,4 km da Dobbiaco e circa 350 mt. di dislivello superato in salita.
Deviare - eventualmente - verso Misurina è impegnativo: si sale per trecento metri fino al lago per poi scendere e riprendere a salire fino a passo Tre Croci: si pedala, però, su strade aperte al traffico veicolare. E' anche possibile arrivare a Misurina e tornare indietro in rapida discesa.
Lo sterrato che incontriamo in questa prima parte di percorso è di ottima qualità. Compatto e ben battuto senza affaticare eccessivamente rende ancora più affascinante il tragitto.
A Cimabanche è presente un noleggio bike in prossimità dello passo e vi sono buone possibilità di approvvigionamento idrico. Poco dopo lo scollinamento sulla sinistra sarà visibile un laghetto con le montagne che cingono Cortina che cominciano a delinearsi sullo sfondo.

SECONDA PARTE - da Cimabanche a Cortina d'Ampezzo (km 14)
La discesa verso la “Perla” è inebriante.
Un lungo rettilineo tocca un laghetto sulla sinistra. Il percorso si insinua nel bosco, all’altezza di una radura nei pressi della statale si erge la chiesetta dei Santi Biagio e Nicolò di Ospitale (km 20,1).
Siamo giunti ad Ospitale un tempo luogo di sosta per i viandanti. Le gallerie della vecchia ferrovia ed i ponti sospesi fanno scivolare verso Fiames che raggiungiamo senza fatica (km 25,8).
I profumi del bosco ed il suono del torrente accompagnano la discesa. Il panorama è ogni momento da scoprire, spettacolare.
Prima di entrare in Cortina il fondo diventa asfaltato e in breve si raggiunge la stazione degli autobus. A due passi Corso Italia dominato dal campanile della Basilica Minore dei Santi Filippo e Giacomo suggerisce agli escursionisti una passeggiata in centro.
Conosciuta anche come la “Regina delle Dolomiti”, Cortina d’Ampezzo è una delle più rinomate ed esclusive località turistiche montane al mondo.
Grazie alle numerose attrazioni estive ed invernali Cortina ospita ogni anno turisti da tutto il mondo. Il centro elegante ed animato propone caratteristici negozi e numerosi punti per le offerte ricreative e culturali.
Dal paese partono due ardite quanto spettacolari funivie per le Tofane e per il Faloria che in inverno sono il paradiso dello sci alpino.
Lungo Corso Italia l’edificio storico “Ciasa de Ra Regoles” ospita il museo paleontologico quello etnografico e un museo di arte moderna. Immancabile l’appuntamento con la gastronomia tradizionale grazie alla presenza di numerosi e qualificati ristoranti per assaporare le prelibatezze locali.

TERZA PARTE - da Cortina a Borca (km 14)
Dal piazzale della stazione degli autobus a Cortina si oltrepassa la stazione di partenza della funivia del Faloria per percorrere lo spettacolare ponte della ferrovia. Si raccomanda prudenza per l’elevata presenza di pedoni.
Numerose le indicazioni lungo il tragitto che consentono agevolmente di seguire la pista. Nei pressi di Zuel, due chilometri dopo, cattura la vista il vecchio trampolino olimpico di Cortina.
Da qui il falsopiano in discesa aumenta la velocità di crociera mentre le vette dolomitiche richiamano l’attenzione del ciclista: Croda da Lago, Pelmo, Croda Marcora e Antelao, per citare le più note.
Lo spettacolo della Valle del Boite è davanti agli occhi prima di toccare San Vito con il suo centro turistico ed il lago di Mosigo.
Caratteristiche le stazioni della vecchia ferrovia che si incontrano lungo il percorso, originali nello stile, come quella di Resinego in zona San Vito oggi adibita a museo (km 10 da Cortina).
La ciclabile procede piacevolmente in leggerissima discesa con panorami sempre nuovi alla volta di Borca di Cadore dove l’accoglienza è garantita da numerose strutture ideali per rifocillarsi. Di notevole interesse l’eventuale visita alla Chiesa parrocchiale che custodisce l’antico organo del Callido (km 14 da Cortina).
San Vito di Cadore: centro turistico di notevole importanza, estivo ed invernale, con buone attrezzature ricettive ed impianti di risalita, offre molte possibilità di svago e di escursioni nel fondovalle e ai circostanti rifugi.
Particolare attrattiva turistica costituisce il Lago di Mosigo, circondato da boschi e prati e servito da impianti sportivi e ricreativi. Probabilmente San Vito fu abitato da pastori fin dai tempi dei Celti, ma una testimonianza certa di antica presenza umana sul suo territorio è venuta dalla recente scoperta della sepoltura mesolitica dell’uomo cacciatore di Mondeval, che visse circa 7000 anni fa. Testimonianze storico-artistiche di notevole valore architettonico sono le chiese della Beata Vergine della Difesa (fine XIV sec.) e della Beata Vergine della Salute nel villaggio di Chiapuzza.

QUARTA PARTE - da Borca di Cadore a Calalzo (23 km)
Il corso del Boite prosegue a Sud e con esso la pista ciclabile. Numerosi sono gli spunti per una sosta: dopo il piacevole attraversamento di Borca di Cadore, altre mete di interesse possono essere: il mulino Varettoni a Vodo, il lago di Valle e di Cadore, il centro storico di Pieve di Cadore, tutti interessanti spunti per una pausa.
Borca di Cadore: il paese, a 942 mlsm, si estende tra i massicci dolomitici del Pelmo e dell’Antelao, dove la Valle del Boite si allarga in ampi pianori di abetaie.
Sulla sponda destra del torrente omonimo e sulla sinistra della Strada di Alemagna si trova la caratteristica frazione di Villanova.
Grazie alle preziose opere realizzate la pista consente di raggiungere Calalzo in piena sicurezza con sottopassaggi e ponti (l’unico attraversamento stradale non protetto è a Tai di Cadore). Due brevi saliscendi movimentano il tragitto dopo Peajo e immettono a Venas (frazione del comune di Valle).
Sulla destra si diparte la rotabile che raggiunge Cibiana, il paese dei murales. L’eventuale visita a Cibiana richiede una deviazione di quattro chilometri, raggiungendo prima il fondovalle per attraversare il Boite (quota 800 mslm) e risalire sino ai 1034 mslm del centro paese.
Da non perdere il panorama sul Sassolungo di Cibiana.
Vodo di Cadore: il Comune di Vodo di Cadore (901 mslm) si allunga dalla Chiusa fino al confine con il territorio di Borca solcato dal torrente Boite. In posizione baricentrica nella Valle del Boite, ha due frazioni: Peaio e Vinigo. Il primo è un piccolo gruppo di case lungo la strada statale, mentre Vinigo è appollaiata su uno sperone boscoso.
Valle di Cadore: le origini di Valle di Cadore sono molto antiche. Testimonianza ne sono i numerosi reperti votivi di origine romana e preromana ritrovati negli anni ’50 grazie agli scavi curati dall’archeologo Enrico De Lotto e oggi conservati nel Museo Archeologico della Magnifica Comunità di Pieve di Cadore. Palazzetti di impronta veneziana convivono con le caratteristiche architetture tradizionali cadorine e le interessanti testimonianze archeologiche della Via Romana si completano con i resti di numerose strutture abitative del I-II secolo d.C. Le antiche origini del paese si possono ammirare percorrendo la borgata di Costa con i suoi antichi palazzi ricchi di volte, balconi e stemmi per arrivare alla settecentesca Chiesa di San Martino edificata sulle antiche rovine di un castello di origine romana.
Centro Cadore: poco dopo l’ingresso a Tai di Cadore, prima di raggiungere il traguardo di Calalzo, seguendo la strada principale che sale verso Pieve, in circa un km si potrà raggiungere il paese natale del grande Tiziano Vecellio.
Oltre alla casa natia del celebre pittore il centro storico di Pieve merita una visita. Il palazzo della magnifica comunità del Cadore torreggia sulla caratteristica piazza Tiziano e regala uno scenario fantastico. Poco oltre sull’altura di fronte alla piazza, il monte Ricco dove è possibile visitare il forte che durante la prima guerra mondiale ospitava le batterie che sbarravano la strada alle valle del Piave e del Boite.
Pieve di Cadore: (878 mslm) è il centro storico-geografico e culturale del Cadore, fra i colli Contràs e monte Ricco, alla confluenza dei fiumi Boite e Piave. È un comune di oltre 4100 abitanti, che si estende da un lato fino alle pendici dell’Antelao e dall’altro fino a Cima Laste, comprendendo le frazioni di Nebbiù, Pozzale, Tai, Sottocastello.
Il paese di Pieve di Cadore ha dato i natali a Tiziano Vecellio ed alla cerchia dei suoi parenti pittori. Centro del capoluogo è Piazza Tiziano, con la statua di bronzo dell’artista, opera di Antonio Dal Zotto (1880) ed il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, riedificato nel 1525 in luogo di un precedente edificio del 1447. Pieve di Cadore è sede di tre musei: il Museo Casa Tiziano; il Museo Archeologico della Magnifica Comunità di Cadore, che contiene i reperti archeologici ritrovati tra Calalzo, Pieve e Valle; il Museo dell’Occhiale che espone preziosi occhiali di tutti i tipi e tutte le epoche. Infine, meta tutto l’anno di visite e di lettere da parte di bambini di tutta Italia, la Casa di Babbo Natale, nel Parco Roccolo da cui si può godere di una splendida vista del lago Centro Cadore.
Calalzo di Cadore: località di arrivo della ciclopista (o di partenza, a seconda dell’itinerario scelto), è servito dalla stazione ferroviaria che si collega con il capoluogo di provincia, Belluno e con la pianura veneta. Calalzo offre interessanti opportunità turistiche: un sito archeologico (Lagole, nella foto in basso), meravigliose opportunità di escursioni naturalistiche, come ad esempio la cascata delle Pile in Val d’Oten e edifici di grande pregio architettonico come la chiesa di San Biagio.

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Testi, informazioni e fotografie sono una cortesia di www.ciclabiledolomiti.com. Sempre su questo sito è possibile visitare diversi itinerari alternativi che, prendendo le mosse dalla Ciclabile delle Dolomiti, portano verso altre destinazioni degne di nota!

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