PONENTE:
PROVINCIA DI SAVONA

tra mare e monti sulla riviera dei Fiori





CAPO NOLI
Lo splendido torrione di Rocca di Corno, i ponti romani della Julia Augusta, i reperti preistorici della grotta dell'Arma, l'altopiano delle Maine ed il grandioso panorama di Capo Noli: sono questi i punti forti dei ventidue chilometri (tra andata e ritorno) di questo itinerario. Da Finalpia si risale il corso del torrente Fiumara, in direzione di Calvisio, fino al bivio per Verzi Qui si devia a destra per superare la stretta serie di tornanti che conduce al paese. Appena prima dell'abitato si prende la sterrata che entra nella valle percorrendo l'antico tracciato della strada consolare "Julia Augusta": sul percorso domina la Rocca di Corno. Superato un ponte di epoca romana si incontra un gruppo di case e dopo una deviazione a destra due ponti. Al terzo ponte si piega sulla destra lungo un sentiero che entra nel bosco. Un breve dislivello porta all'altopiano delle Manie a circa 300 metri di quota uscendo in corrispondenza della grotta dell'Arma. Sempre su sterrato si supera una chiesa, proseguendo sulla sinistra per andare ad incrociare la provinciale che attraversa l'altopiano. All'intersezione si gira sulla destra e percorse poche centinaia di metri si imbocca lo sterrato che in circa due chilometri raggiunge il faro di Capo Noli. (km 11). Al ritorno si può eventualmente seguire anche una variante: la provinciale che taglia le Manie e scende su Finalpia.
Itinerario di media difficoltà.



ALTA VAL BORMIDA

Dalla costa all'alta valle della Bormida: sedici chilometri con un dislivello moderato per l'andata di questo itinerario che conduce da Quiliano al centro di Altare, paese caratterizzato da una fiorente industria del vetro. Da Quiliano si prende per Roviasca: oltre la frazione la strada si fa sterrata, pur rimanendo in genere pedalabile. Superata una breve ma ripida rampa asfaltata si giunge ad un tratto pianeggiante, lasciando sulla destra il colle Baraccone. Due scorrevoli chilometri portano il biker all'altezza di uno spiazzo dove si piega verso destra, scendendo così alla Bocchetta di Altare, uscendo in corrispondenza della galleria del valico. Il rettilineo conduce all'abitato di Altare (metri 400).
Itinerario di difficoltà medio-alta.

COLLA SANSON

Attraverso la bellissima foresta Gerbonte si raggiunge la cresta di confine con la Francia: sullo sfondo la sagoma della più alta cima ligure, il Monte Saccarello, ed ottimi panorami sulla Valle Argentina. Si parte da Realdo, 1010 metri, uscendo dal paese e proseguendo su una sterrata dal fondo ben battuto che sale con pendenza contenuta. Dopo aver attraversato Borniga si entra nel cuore della foresta Gerbonte, area boschiva protetta tra Collardente e Grai. Raggiunto il crinale si piega a sinistra per uscire subito dopo la Colla di Sanson (metri 1700, km 12).
Itinerario di difficoltà medio-alta.

COLLA MICHERI

Sgambata da un quarto d'ora (circa) per chi non vuole sudare percorrendo svariati chilometri o per chi vuole testare la condizione prima di partire alla volta di obiettivi più ambiziosi. Tre chilometri scarsi sia da Andora che da Laigueglia portano a questo colle: punto panoramico sul mare e luogo di interesse storico. Colla Micheri si eleva 190 metri sopra il mare sottostante.
Itinerario di difficoltà medio-alta pur se breve.

PASSO GINESTRO, da Villanova d'Albenga

Salita lunga che concede momenti di pausa all'inizio per poi colpire nel tratto finale quando, soprattutto per i meno agili in salita, lo scollinamento sembra non arrivare mai. Da Albenga si rientra fino a Villanova dove si svolta verso Casanova Lerrone: la salita incomincia subito e, con pendenze variabili, continua fino al Passo. Dal Passo è ottima la veduta sull'entroterra sottostante (provincia di Imperia) e sulle zone attraversate salendo. L'altitudine del Passo è di 677 metri. Punti intermedi possono individuarsi in Casanova Lerrone (10 km da Villanova, metri 260) e Degna (km 14, metri 320). Gli ultimi 4 km salgono di 300 metri di dislivello portando da 390 a 677 metri.
Itinerario difficile.

PASSO GINESTRO, da Andora

Il Passo del Ginestro si risale con vari tornanti avvolti per gran parte del percorso dalla vegetazione spontanea in quanto in questa zona è molto minore la concentrazione di aziende agricole e di oliveti. Dalla riviera si accede a Stellanello in dieci-quindici chilometri a seconda del punto di partenza (Andora, Laigueglia,..). Da Stellanello si sale di 540 metri in 10.5 km, con pendenze più alte della media nella fase finale.
Itinerario difficile.

COLLE MELOGNO

Pendenze molto severe in questo vivace itinerario che si snoda tra i colli dell'entroterra ligure attraverso vari tornanti che si inerpicano passando per piccoli borghi. Dopo qualche chilometro di riscaldamento si incomincia a salire, da Pietra Ligure verso l'entroterra, oasi di tranquillità e natura. Si finisce il primo strappo a Tovo San Giacomo (1.5 km quasi al 10%). Dopo sei chilometri di falsopiano si riprende a salire da Bardino (km 7.5, altitudine 275) fino al Colle di Melogno: 10 km per scalare i quasi 800 metri di dislivello.
Itinerario difficile.

MONTE BEIGUA

Dal centro di Varazze si prende la statale per il Colle Giovo e Sassello, costeggiando il corso del torrente Teiro. Poco dopo essere usciti dall'abitato di piega a destra per Casanova, superando un breve tratto ripido. Oltrepassata la frazione, si continua su pendenza accettabile, poi in piano e nuovamente in salita lasciando sulla destra le indicazioni per Eremo del Deserto e Sciarborasca. Un chilometro di salita e si arriva ad un quadrivio: si prende la seconda strada sulla destra per giungere subito dopo a Faje, metri 456. Inizia qui la vera salita: un chilometro su asfalto e poi una serie di tornanti su sterrato. Volgendo lo sguardo sulla costa si coglie l'Eremo del Deserto, antico convento carmelitano. La carrareccia traversa il pendio in direzione del monte Sciguelo, con un fondo a tratti sconnesso. Usciti sul pianoro di Prariondo (1096 metri) si arriva alla base dei due chilometri finali, su asfalto, che portano sino alla vetta del Beigua, metri 1287 (km 19).
Itinerario difficile.

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AQUILA DI ARROSCIA, da Villanova di Albenga
Salita impegnativa ma incostante quella che conduce da Albenga all'Aquila d'Arroscia. Dalla cittadina rivierasca si svolta nell'entroterra risalendo fino a Bezzo d'Arnasco (metri 300) dopo un bel tratto di pianura (che in 18 chilometri porta da Albenga a Coasco) ed uno strappo di tre chilometri. Da qui la strada procede sostanzialmente in piano/saliscendi per diversi chilometri ed attraversa oliveti, campi e piccoli borghi prima di incominciare a risalire decisamente, ma mai con continuità, fino ai 550 metri di Aquila d'Arroscia. Il dislivello di 550 metri è coperto in 42 km da Albenga (24 km da Coasco, ultimo centro abitato al livello del mare).
Itinerario difficile.

AQUILA DI ARROSCIA, da Coasco

In questo versante il dislivello è molto concentrato rispetto al versante di Onzo e Bezzo di Arnasco. In pochi chilometri (per l'esattezza 6 da Borgo di Ranzo, a metri 150) si colma gran parte del dislivello totale, mentre la maggior parte dei chilometri precedenti sono un lungo tratto di falsopiano per addentrarsi da Albenga nell'entroterra e si percorrono senza particolare sforzo. In numeri: da Albenga si raggiunge agevolmente Villanova e di lì ci si addentra in falsopiano nell'entroterra fino a Borgo di Ranzo (metri 150, km 11 da Villanova). Da Borgo di Ranzo si sale fino ai 550 metri dell'Aquila di Arroscia in otto chilometri (pendenza media del 5%, ma punte molto superiori).
Itinerario difficile.

NASO DI GATTO
Un itinerario difficile proposto da Alessio, visitatore di Cicloweb.net: clic

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