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Colori autunnali nei boschi attorno al lago (scorri la gallery!)
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Le pendici del Guglielmo
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Bosco degli Gnomi
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Orizzonti sebini (scorri la gallery!)
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Tramonto sul Lago d'Iseo
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Il Lago da Montisola
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Piramidi di Zone
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Piramidi di Zone
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Vista sul lago dalle Piramidi di Zone
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Alle torbiere
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Zone
Lombardia

Iseo ed il suo lago

Il lago di Iseo detto anche Sebino è il quarto dei grandi laghi lombardi ed è il settimo in Italia per dimensione. Si trova a 185 metri di altitudine e misura 61 kmq. Il perimetro è di 60 km e la profondità massima è di 258 metri. La sua formazione è di origine glaciale: è alimentato dall'Oglio, fiume che scorre dai ghiacciai attorno al passo Gavia lungo tutta la val Camonica e prosegue poi verso la pianura cremonese e quella mantovana dove termina il suo corso.
 

BREVE STORIA E PARTICOLARITA' ARTISTICHE
Sulle rive del lago d'Iseo sorsero villaggi palafitticoli sin dall'Età della Pietra e in queste zone si incontravano i popoli reti, camuni e cenomani per portare a termine fiorenti scambi commerciali. Nel 16 a.C. i Camuni vennero sconfitti dai Romani che instaurarono in zona un'unità amministrativa che aveva come sede Cividate e che estendeva la propria autorità sino a Pisogne e Sulzano.
Storicamente l'attività economica più fiorente è stata la produzione di reti da pesca - a Montisola - mentre in seguito, già nel XV secolo, venne avviata la produzione della lana e nel 1784 gli artigiani del Sebino si riunirono in una universitas.
Lo sviluppo tecnologico si fece sentire anche sulle rive del lago d'Iseo quando nel XVIII secolo si diffusero forni fusori ed officine per la lavorazione di ferro e semilavorati in metallo.
La strada costiera venne aperta nel 1850 e questo diminuì di colpo l'importanza strategica del porto di Iseo, ulteriormente depotenziato dall'apertura della ferrovia (1907).
Tale porto era stato indicato addirittura come passaggio obbligato per un canale Brescia - Bergamo nei progetti di Leonardo da Vinci!
Tra gli edifici storici di Iseo si segnalano il castello Olofredi che esisteva già nel 1161 quando fu distrutto da Federico Barbarossa, sceso in Italia lungo la val Camonica per punire la guelfa Brescia.
L'attuale struttura è trecentesca ed in passato aveva al suo interno anche un piccolo porto: buona parte dell'aspetto fiero e militaresco fu perso quando, tra il 1585 ed il 1797, fu utilizzato come convento cappuccino.
Interessante anche il municipio di Iseo realizzato nel 1830 su progetto dell'architetto neoclassico Rodolfo Vantini. Vicino all'arsenale, edificio di origine medioevale ora sede di mostre d'arte e culturali.
 

Le Torbiere di Iseo costituiscono una riserva naturale quasi unica in Lombardia, localizzata tra l'arco morenico della Franciacorta ed il lago.
Tre sono le aree ben distinte della Riserva: al centro la Lama, nata nel corso dell'Ottocento dalla escavazione della torba destinata alla combustione. La Lametta è invece la zona costituita dai canali per l' estrazione di torba da giardini. Mentre a sud-ovest alcune cave d'argilla formate negli anni Sessanta costituiscono la terza zona. L'escavazione risale alla fine dell'Ottocento, in concomitanza con l'avvio dell'industria lombarda, desiderosa di combustibile a basso costo.
Non mancano tuttavia reperti archeologici che testimoniano una sicura presenza umana nel Mesolitico (5.000 a.C.) e nell'Età del Bronzo (2000 a.C.).
La zona è riserva naturale dal 1983 per conservare il territorio a fini scientifici, di tutela del paesaggio e di tutela della natura.
La flora è infatti varia, anche se inevitabilmente modificata dall'escavazione della torba: ninfee, nenufari, tife, giunchi sono le specie più vistose.
Ricca anche la fauna. Nelle acque si trovano esemplari di carpa, anguilla, persico, luccio, tinca o trota mentre nei cieli volteggiano aironi rossi, basettini, porciglioni, falchi di palude, martin pescatore, pendolini, salciaiole ed altri ancora.
 

Presso Iseo, nella zona delle torbiere, si trova il monastero di San Pietro in Lamosa, di antiche origini e costruito probabilmente sui resti di un tempio pagano dedicato a Mitra, divinità personificazione del sole. Il monastero era gestito dai Cluniacensi, monaci che avevano il compito di alloggiare e dare elemosina ai poveri. Con l'allontanarsi del controllo della casa madre di Cluny si verificano alcuni episodi di malgoverno come la svendita di beni monasteriali operata da Giovanni, Preore del 1261, che aveva accumulato troppi debiti. Nel 1555 viene aggiunta una cappella a sinistra del portale e vari sono gli affreschi tra cui uno raffigurante Sant'Antonio Abate tra San Benedetto e San Pietro martire, dipinto nel 1456.

All'altra estremità del lago, Pisogne è invece la porta della Val Camonica ed è cresciuta nei secoli basando la propria economia sullo sfruttamento del legname ed in seguito sulla produzione di armature e pistole. Simbolo del paese è la Torre del Vescovo alta 32.5 metri e costruita nel 1299.

Tra Pisogne ed Iseo, deviando verso le montagne che salgono fino allo spartiacque con la val Trompia, si può visitare Zone, celebre per le piramidi di terra.

Nella vicina Franciacorta verdi colli e vigneti caratterizzano il paesaggio.
Anche qui sono state rinvenute tracce di vita preistorica. All'epoca romana risale, tra gli altri numerosi reperti, l'architrave con la scritta Caesar trovata ad Erbusco e murata, dalla fine del '400, nel Monte Pietà a Brescia. Incerto quale tra Erbusco, Rovato ed Ospitaletto sia l'antica Tetellum, una stazione di cambio disegnata su una carta Burdigalense del quarto secolo dC.
Origine longobarda hanno molti centri della Franciacorta e molti dei terreni furono resi coltivabili, come in altre pianure, dall'opera dei monaci benedettini. Popolazione orgogliosa, quella della Franciacorta. Nel 1265 e nel 1529 si rivoltò contro gli Angioini ed i Lanzichenecchi mentre nei secoli successivi accolse nobili delle maggiori città limitrofe che qui fissarono la loro dimora.
Ed infatti tra le colline (e purtroppo diversi insediamenti artigianali un po' disordinati e caotici) spiccano i paesi e le ville: nel centro di Erbusco si fondono aspetti medioevali (Pieve Santa Maria) e rinascimentali, tra i quali spicca Villa Lechi edificata tra il XVI ed il XVII secolo. Altra testimonianza significativa è il castello di Bornato, rarissimo esempio di villa rinascimentale edificata attorno ad un castello medioevale. Questa costruzione perde la sua origine nella notte dei tempi: già in epoca romana vi era una fortificazione sulla strada per Bergamo ed il castello fu rafforzato nel 1270 da Inverardo da Bornato e sede di importanti manovre militare nei secoli successivi.
Un altro castello si trova a Passirano: massiccia torre quadrata, quattro alti e solidi muri con pietre e ciottoli in vista per questa costruzione del XIV secolo.
 

Montisola, come detto, è la più grande isola lacustre d'Italia e vanta una secolare tradizione nella produzione di reti da pesca, una tradizione avviata forse intorno all'anno Mille dai monaci Cluniacensi dell'isolotto di San Paolo. La stessa pesca è attività praticata nell'isola ed è facile vedere pesci stesi ad essiccare.
Sulla vetta del monte campeggia il santuario Madonna della Ceriola sorto in tempi antichissimi sui resti di un edificio sacro pagano. L'edificio attuale fu costruito nel XVI secolo mentre il campanile è del 1750 ed è realizzato in granito.
Trecentesca è la Rocca Olofredi che sovrasta Sensola ed è raggiungibile a piedi da Manzino. Alla famiglia Olofredi è dovuta anche la casa fortificata che si trova poco fuori Sensole e che presenta un portico e, sopra, una loggia secondo uno schema tipico dell'edilizia dell'isola. Montisola si raggiunge in pochi minuti di battello a partire da Sulzano o Sale Marasino: una passeggiata fino alla vetta apre panorami e scorci inconsueti.
 

Le Piramidi di Zone (come altri fenomeni simili diffusi in altre località delle Alpi, dalla lombarda Postalesio alla trentina Segonzano, alle altoatesine Renon e Perca) sono il risultato di processi erosivi su depositi morenici lasciati dai ghiacciai pleistocenici.
Il materiale morenico è una miscela eterogenea di argilla, sabbia, ghiaia e blocchi di dimensioni variabili. L’acqua piovana e il ruscellamento superficiale che segue ogni precipitazione erodono progressivamente le parti più fini del deposito, mentre i blocchi più grossi riducono l’erosione sottostante agendo da copertura. Dove un masso rimane stabile su una colonna di sedimenti, scorre meno acqua diretto immediatamente sotto il masso e la perdita di materiale è rallentata, permettendo alla colonna di conservarsi più a lungo rispetto alle zone circostanti.
Nel tempo, il deflusso concentrato e gli eventi di pioggia intensa accentuano il modellamento, creando profili a tronco di cono con sommità più stretta e basi più ampie. Nulla è eterno, però: processi di crollo e riassestamento possono modificare la forma delle piramidi. 
Ma come si visitano le Piramidi di Zone?
Al di là del punto panoramico a valle del paese, è camminando lungo il sentiero immerso nella Riserva Naturale che si ammirano i più interessanti scorci su queste formazioni geologiche.
Il percorso circolare delle Piramidi di Zone è un itinerario ad anello che attraversa la Riserva Naturale omonima, nei pressi del Lago d’Iseo. Il tracciato è lungo circa 3,4 chilometri con un dislivello complessivo di circa duecento metri. Il sentiero parte dalla frazione Cislano dove si trovano aree di sosta e parcheggio. Il percorso è segnalato e adatto a escursionisti con esperienza base; non richiede attrezzature tecniche particolari ma è consigliabile indossare calzature adeguate (è un percorso di montagna) e portarsi da bere nelle giornate più calde.
Lungo il cammino si trovano pannelli informativi che indicano la posizione delle principali formazioni e spiegano gli aspetti geologici della zona. 
E' adatto ai bambini, avendo cura di tenerli d'occhio nei pochi tratti potenzialmente pericolosi.
Presso il bar Le Piramidi o nel chiosco Da Fabietto situato in corrispondenza del parcheggio è possibile acquistare il biglietto d'accesso alla Riserva: non esistono cancelli o addetti al controllo ma il regolamento della Riserva attribuisce alle Guardie Ecologiche Volontarie ed ai Carabinieri Forestali la facoltà di verificare l'acquisto del ticket e di comminare un'eventuale sanzione.
Cislano, punto di partenza del tracciato, si trova anche la bella chiesetta di San Giorgio, situata proprio lungo il percorso delle Piramidi di Zone. Le sue origini sono antiche; la struttura conserva parti di impianto romanico risalenti al primo millennio e la sua edificazione nella forma attuale è documentata dal XII secolo anche se con rimaneggiamenti significativi nel XV secolo. Nel corso dei secoli sono stati eseguiti aggiustamenti e restauri, con interventi importanti anche nel Seicento e in età successiva.
Si presenta con facciata a capanna e copertura a due falde; l’ingresso principale ha un portale in pietra a profilo ogivale sormontato da una lunetta, mentre il fianco verso la strada mostra una serie di aperture e una monofora. L’interno è suddiviso in tre navate sorrette da colonne in pietra con archi a sesto acuto e un presbiterio rimaneggiato nel XVII secolo: interessanti gli affreschi dei secoli XV e XVI, di attribuzione ignota. Decorano sia gli interni sia gli esterni: tra questi ultimi figura proprio il Santo nell'atto di uccidere il drago, come da tradizione cristiana.
Al nostro passaggio, ottobre 2025, la chiesa ospitava un'esposizione pittorica temporanea.
 

E infine un accenno ad una sorta di ... "open-air museum" sempre nei dintorni di Zone: il Bosco degli Gnomi.
Il Bosco degli Gnomi è un sentiero tematico situato nei pressi del centro di Zone, vicino al Lago d’Iseo, caratterizzato da sculture lignee che rappresentano gnomi, animali e figure fiabesche intagliate direttamente sui tronchi degli alberi. Lungo il tracciato sono distribuite 44 sculture realizzate dall’artista locale Luigi Zatti noto come Il Rosso, che ha trasformato il bosco in un’ambientazione pensata per le famiglie e per i bambini. Alle sculture "finite" se ne aggiungono diverse altre.
Ci vogliono circa venti minuti per arrivare alle prime sculture, lungo la via di salita alla vetta del monte Guglielmo.
Sia l'accesso sia il sentiero degli gnomi non sono proprio banali: il dislivello, infatti, è di circa trecento metri e la mulattiera non molla mai, proponendo pendenze anche significative.
Camminare tra uno gnomo e l'altro, però, alla ricerca delle opere completate e di quelle ... lasciate a metà è una distrazione che consentirà a grandi e piccini di portare a termine la passeggiata quasi senza accorgersene.
E' importante munirsi di calzature adeguate sia per l'andamento del sentiero sia per la presenza di foglie che potrebbero renderlo scivoloso.
 

Ultimo paese del Sebino è Pisogne. Qui spicca la chiesa di Santa Maria della Neve. È considerata la "Sistina dei poveri": Romanino qui ha dipinto una Passione di Cristo con un realismo quasi brutale, usando come modelli la gente comune della valle, i pastori e i contadini. È un'opera fondamentale perché rompe gli schemi classici del Rinascimento per abbracciare un linguaggio popolare e potente. Anche nella vicina Breno, nella chiesa di Sant’Antonio, si trovano i suoi lavori che sono tappe fondamentali della cultura figurativa lombarda.
Sempre a Pisogne, si ammira la Torre del Vescovo, massiccia struttura medievale in pietra che domina la piazza principale, testimonianza del controllo storico del potere ecclesiastico sul porto. Si cammina tra i vicoli stretti del centro, ammirando i portici e gli antichi palazzi signorili che conservano il fascino di un importante snodo commerciale tra la montagna e la pianura.


Il lago d'Iseo su www.cicloweb.net:
- trekking e passeggiate,
- pedalate attorno al lago d'Iseo

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