Ciclabile Rankipino.jpg
Ciclabile Rankipino (scorri la gallery!)
Primavera-Val-di-Non-Trekking-Pradiei-ph-Franco-Voglino (2).jpg
Primavera in Val di Non (foto archivio Val di Non, Franco Voglino)
mtb zona macaion (5).jpg
Macaion in mtb (foto archivio Val di Non)
non1.jpg
Castelli e meleti
non1b.jpg
Inverno a Castel Thun
non2.jpg
Val di Tovel
non3.jpg
Panorami nonesi
non4.jpg
San Romedio
tovelturrion-min.jpg
Turrion Basso, in alta val di Tovel
Trentino

Val di Non

Valle dalla morfologia particolare, tanto che è davvero difficile considerarla una "valle", la val di Non (Anaunia, con la terminologia di più stretta derivazione latina) costituisce il secondo tratto del corso del torrente Noce ed è famosa in particolare per la ricca produzione di mele.
La valle è uno spettacolo naturale caratterizzato da una grande varietà di ambientazioni: i meleti in fiore, dominati dalle Dolomiti di Brenta; orridi e forre scavati nei millenni dai ghiacci; perle come il lago di Tovel.
Nel Quaternario la valle , come tutto il nord Italia, era ricoperta dai ghiacciai che in estate celavano lo scorrere incisivo dell'acqua sulle rocce di base. Proprio questi rigagnoli hanno scavato nei millenni le varie forre che sono emerse con lo scioglimento dei ghiacciai, quindicimila anni fa. Tutti i solchi confluiscono nell'area ora occupata dall'acqua della diga di Santa Giustina, contraddistinta da uno strapiombo di circa centocinquanta metri. La diga fu costruita nel 1950 (con otto anni di lavorazione) e le acque raccolte hanno ingoiato la vecchia viabilità compreso il ponte Alto, originario del XIII secolo, dove fu stipulata una delle numerose tregue tra il principe vescovo di Trento ed i conti del Tirolo.
Nell'alta valle di Non (a Fondo come a Cavareno) sopravvivono testimonianze preistoriche e storiche, tra cui spiccano importanti reperti medioevali (ad esempio, gli affreschi del XV e XVI secolo che si trovano sulle pareti di alcune case o la Chiesa di Santa Lucia).
Testimonianze anche a Sanzeno, dove si ammira una basilica costruita sopra una cappella voluta da San Vigilio.
Altro edificio caratteristico è Santa Agnese del Doss, risalente al 1307 ma colpita da un fulmine e poi restaurata nei primi anni del nostro secolo.
 

Unico in Europa è il Santuario di San Romedio: nato da una cappella costruita in occasione della morte di Romedio (eremita che quì si ritirò, ispirato dalla devozione di missionari cristiani) si è successivamente sviluppato originando un interessante complesso architettonico.
Una vertiginosa piramide di chiesette sovrapposte e collegate tra loro da una ripida scala di centotrentun gradini.
La storia di questa costruzione davvero particolare sconfina nella leggenda. Romedio, signore del castello di Thaur, nei pressi di Innsbruck, si libera dei suoi possedimenti e, dopo un pellegrinaggio a Roma ed un avvicinamento profondo ai sacri testi, inizia una nuova vita in valle di Non, non molto lontano da dove furono martirizzati i primi cristiani che portarono in valle il Vangelo (anno 397).
Romedio trova nuova vita ed una nuova dimensione in val di Non: alla sua morte gli fu scavata una tomba nella roccia. Divenne presto metà di pellegrinaggio: intorno all'anno Mille fu edificata una prima chiesetta che diede il là alla costruzione del santuario come si presenta oggi. Il culto di San Romedio fu riconosciuto dal vescovo di Trento nel XII secolo.
 

Turrion Basso in val Flavona, oltre il lago di Tovel
(Turrion Basso in val Flavona, oltre il lago di Tovel)
 

Significativa in valle la presenza di diversi castelli, tra cui Castel Thun, sopra Vigo di Ton, si presenta come un complesso fortificato, civile e militare, in cui sono ancora ben visibili le fortificazioni e le strutture di attacco e difesa.
I Thun furono una delle famiglie più ricche e potenti del Trentino per svariati decenni, furono insigniti del titolo di Baroni (1530) e Conti dell'Impero (1628). Non è però l'unico castello, anzi.
Il castello di Cles, situato in una posizione dominante sopra l'omonimo abitato e affacciato direttamente sullo specchio d'acqua del lago di Santa Giustina, rappresenta uno dei simboli storici della valle. Si entra idealmente in un maniero che ha visto nascere il principe vescovo Bernardo Clesio, figura centrale della storia trentina e del Concilio di Trento. L'edificio ha subito trasformazioni nel corso dei secoli, evolvendosi da fortezza medievale a raffinata residenza rinascimentale; al suo interno si ammirano le sale affrescate che testimoniano l'influenza politica e culturale della famiglia Cles.
Poco distante si trova Castel Nanno, caratterizzato da una struttura quadrangolare con torrette angolari che gli conferiscono un aspetto quasi fiabesco e austero al tempo stesso. Si percorre la zona delle Ville d'Anaunia per raggiungere questa dimora, legata alla tragica leggenda di Melisenda e Ludovico, due amanti che, secondo la tradizione popolare, furono murati vivi nelle pareti del castello. L'architettura riflette il gusto del sedicesimo secolo, con interni eleganti che contrastano con la severità delle mura esterne.
Continuando l'esplorazione del territorio si incontra Castel Valer, noto per possedere la torre ottagonale più alta di tutto il Trentino, che svetta per circa quaranta metri. Si accede a un complesso architettonico eccezionalmente ben conservato, rimasto per secoli proprietà della famiglia Spaur. Di particolare pregio è la cappella di San Pancrazio, interamente decorata con affreschi realizzati dai fratelli Giovanni e Battista Baschenis, famosi pittori itineranti bergamaschi che hanno lasciato tracce indelebili nell'arte sacra delle valli trentine.
Castel Bragher, situato nei pressi di Coredo, è un'altra perla legata alla potente famiglia Thun. Si osserva un maniero che ha mantenuto nel tempo la sua natura di residenza privata e protetta. Il castello è composto da diversi corpi di fabbrica che si sono aggiunti nel corso dei secoli intorno al nucleo medievale originario. Al suo interno è custodita la cappella di San Celestino, anch'essa ornata da cicli pittorici di grande valore che raccontano la devozione e il prestigio della nobiltà locale.
Infine, si raggiunge Castel Fondo, arroccato su uno sperone roccioso in una posizione strategica che domina la profonda gola del torrente Novella. Si nota subito l'impostazione prettamente difensiva della struttura, tipica delle fortificazioni nate per controllare i passaggi e le comunicazioni verso il passo Palade. La sua storia è caratterizzata da un susseguirsi di passaggi di proprietà tra diverse casate e da modifiche strutturali che hanno lasciato un'impronta massiccia e severa, tipica dei manieri di confine dell'alta valle.
 

A livello naturalistico il pensiero corre immediatamente al lago di Tovel, un tempo soggetto a colorazione rossastra per effetto di un microorganismo oggi forse irrimediabilmente estinto.  Il lago si situa all'interno della vasta area protetta che costituisce il Parco Naturale Adamello Brenta ed è meta di migliaia di turisti ogni anno. Tra i numerosi studi che hanno indagato il fenomeno dell'arrossamento delle acque il più recente è giunto ad una conclusione davvero stupefacente: la colorazione rossastra s'è persa per il miglioramento ambientale delle acque del lago, ribaltando una convinzione decennale. Scaricando nel lago i componenti organici legati all'attività dell'allevamento i contadini del passato inconsciamente davano un costante nutrimento alla particolare alga che garantiva l'arrossamento delle acque. Le successive limitazioni agli scarichi ed il controllo più rigido sulle acque hanno sottratto questo nutrimento portando alla fine del fenomeno.
 

Da visitare anche, nei pressi di Fondo, il lago Smeraldo: è un'area bella quanto impressionante, la cui attrattiva principale è la forra preglaciale che ha reso Fondo famosa tra gli appassionati di montagna di tutt'Europa.
 

In bicicletta e mountain bike in val di Non: www.cicloweb.net/bicicletta/b-trentino/newcles.htm
Passeggiate ed escursioni in val di Non: www.cicloweb.net/trekking/t-trentino/trekkingnon.htm
E quando nevica? Tante idee per ciaspolare in Trentino (da www.ciaspole.net)

Condividi su  -