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dai meleti della val di Non fino a sfiorare i 4mila metri
La val di Sole corre da est ad ovest lambendo alcuni tra i più bei gruppi montuosi dell'intero arco alpino: a nord l'Ortles-Cevedale ed il Parco dello Stelvio, a sud le propaggini più settentrionali delle Dolomiti di Brenta.
Un terzo del territorio della valle è destinato a parco: a settentrione il già citato Parco Nazionale dello Stelvio, mentre verso sud si sconfina presto nel Parco Naturale Adamello Brenta, il più grande parco naturale interamente trentino.
La valle misura quaranta chilometri lungo i quali sono dislocati tanti paesi per un totale di quindicimila residenti.
Sono numerose anche le opere dell'ingegno umano come le tante chiese, spesso caratterizzate da arditi campanili. E gli stessi interni non sono da meno: l'origine sei-settecentesca di questi edifici fa acquisire grande valore ai dipinti ed agli elementi architettonici delle chiese, in particolare agli altari lignei, per lo più barocchi: sono intagliati con l'ansia dell'horror vacui, policromi, dorati e molto sviluppati.
Significativi alcuni cicli pittorici come quello di Santa Maria Maddalena, le absidi di Sant'Agata a Commezzadura e nella parrocchiale di Dimaro, la facciata della chiesa di Cogolo.
La secolare storia della gente solandra si racconta all'interno del Museo della Civiltà Solandra, aperto al pubblico dal 1980 in un'antica segheria veneziana. Qui sono esposti gli strumenti di lavoro legati al lavoro, alle relazioni, alle forme artistiche.
A Vermiglio, invece, si trova il Museo della Guerra Bianca che espone i cimeli della raccolta di Emilio Serra, attivo - per più di quarant'anni - nella ricerca di reperti e nel recupero di materiali bellici sul fronte del '15-'18.
Sempre a Vermiglio, luogo simbolo delle tragedie della Prima Guerra Mondiale (il paese fu infatti sgomberato e gli abitanti evacuati a Mitterndorf, in Austria: quando tornarono non era rimasto in piedi quasi nulla) si può fare un trekking urbano che tocca le diverse case storiche, recuperate, quattro chiese, alcune fontane ed antichi opifici. Tra le chiese si segnala la duecentesca Santo Stefano, profanata e sventrata proprio dalla Grande Guerra e restituita al culto solo nel 1921. Si conserva, però, un elemento legno del 1638 a opera di Zuan Battista Ramus.
A Cortina, frazione di Vermiglio, si trovano un Caseificio Turnario, dove la turnazione regolava la redistribuzione della produzione casearia ai contadini, ed un antico mulino, visitabile, che racconta come si procedeva alla macinatura dei cereali.
La cultura solandra è nei secoli profondamente influenzata da quella tedesca. La val di Sole fu suddita degli Imperatori del Sacro Romano Impero e degli Imperatori d'Austria e subì inevitabilmente l'influenza degli usi e costumi (anche nel dialetto) di tali dominatori, ai quali peraltro la gente solandra si mostrò fedele.
FORTE STRINO
Tra i tanti castelli della valle spicca Forte Strino. William Freshfield, escurionista inglese che fu tra i primi a conquistare diverse vette del gruppo Adamello - Presanella ne riconobbe subito l'importanza. "Sopra un dosso sporgente a circa metà del cammino per Vermiglio - scrive Freshfield - sta una ridotta austriaca fornita di sette cannoni. E' dominata da molte alture circostanti ma in caso di irruzione garibaldina sarebbe molto utile (..)".
Il forte fu costruito nel 1862 nell'ambito della realizzazione di una serie di fortificazioni del territorio trentino (circa trenta) studiato dallo Stato Maggiore austriaco, dopo le guerre di Indipendenza che resero il Trentino il confine meridionale dell´Impero Austro-Ungarico.
Come accennato sopra, Vermiglio soffrì pesanti conseguenze durante il primo conflitto mondiale, trovandosi a pochi chilometri dalla linea del fronte, ed il forte ebbe un ruolo da protagonista. Mentre la guerra infuriava sui ghiacciai, la popolazione del paese fu completamente evacuata (agosto 1915) e non fece ritorno nel paese prima del 1918, trascorrendo circa tre anni nel campo profughi di Mitterndorf. Al ritorno il quadro che la popolazione di Vermiglio si trovò davanti agli occhi fu terribile: un paese distrutto, un territorio devastato.
Per quanto riguarda forte Strino, invece, più gravi delle ferite belliche furono i danni inferti dai "ricuperanti" che, tra le due Guerre, si adoperarono per il recupero di ferro ed altri materiali. Negli ultimi anni, il Forte Strino è stato oggetto di un'attenta campagna di restauro e conservazione da parte del comune di Vermiglio e della Provincia Autonoma di Trento.
CASTELLI IN VAL DI SOLE
Oltre a Forte Strino, che rappresenta la storia militare più recente, la valle custodisce gioielli dell'architettura medievale e rinascimentale che raccontano il controllo del territorio.
Castel Caldes, situato all'imbocco della valle, è un esempio magistrale di come una residenza tipicamente tirolese si sia fusa con influenze venete. Al suo interno si ammirano la stanza del conte e la leggendaria camera di Olinda, arricchita da affreschi che ne narrano la triste storia d'amore.
Altro presidio fondamentale è Castel San Michele a Ossana, celebre per il suo imponente mastio alto venticinque metri, considerato una delle torri meglio conservate del Trentino.
I BASCHENIS E L'ARTE ITINERANTE
Un aspetto artistico rilevante in val di Sole è l'eredità lasciata dai Baschenis, una famiglia di pittori itineranti bergamaschi che tra il Quattrocento e il Cinquecento ha affrescato numerosissime chiese solandre e non solo. Oltre alla già citata chiesa di Sant'Agata a Commezzadura o quella di San Vigilio a Ossana, il loro passaggio è visibile in piccoli oratori e cappelle rurali. La valle era un crocevia culturale attivo, dove l'arte non era solo appannaggio dei grandi centri, ma raggiungeva ogni borgo attraverso una narrazione visiva popolare e devozionale.
ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
La storia della Val di Sole è indissolubilmente legata all'uso dell'acqua, non solo come elemento naturale o sportivo, ma come forza motrice. Importante il ruolo delle antiche fucine di Malè, dove per secoli si è lavorato il ferro, o la Segheria Veneziana di Malè, oggi parte del Museo della Civiltà Solandra, mentre quella di Dimaro è diventata una delle sedi del Parco Naturale Adamello Brenta.
Questi siti mostrano l'ingegno tecnico delle comunità locali nel trasformare la forza del torrente Noce in energia per la vita quotidiana e l'economia montana. Merita un cenno anche la storia termale di Peio e Rabbi: l'architettura delle terme storiche riflette il gusto ottocentesco della nobiltà austro-ungarica che frequentava queste valli per le proprietà curative delle acque ferruginose.
LE CARTE DI REGOLA
Dal punto di vista della storia sociale, è interessante menzionare le Carte di Regola. Questi documenti antichi stabilivano le norme per la gestione collettiva dei pascoli e dei boschi, testimoniando un sistema di autogoverno democratico ante litteram. Questo senso di comunità è ciò che ha permesso la sopravvivenza in un ambiente alpino difficile e spiega la cura del paesaggio architettonico rurale che si osserva ancora oggi passeggiando tra i masi e le dimore storiche dei centri meno battuti dal turismo di massa.
RAFTING
Il fiume Noce è ogni anno teatro di competizioni canoistiche internazionali e lungo le sue acque è sempre più praticato il rafting, la discesa del torrente su gommone, disciplina che coniuga l’avventura con il divertimento, con sicurezza e brivido assicurati anche a chi non ha mai provato questa esperienza.
Per scoprire la val di Sole su www.cicloweb.net:
- passeggiate e trekking verso i rifugi Larcher e Mantova al Vioz
- bicicletta e mountain bike in val di Sole
E quando nevica? Tante idee per ciaspolare in Trentino (da www.ciaspole.net)
In collaborazione con
Apt val di Sole
www.visitvaldisole.it/it