LAGO DI COMO
a colpi di pedale sulle rive del lago risalendo i monti lariani


Il più "norvegese" tra i grandi laghi alpini offre motivi di interesse molteplici. Stretto e profondo come un fiordo scandinavo il Lario si estende per svariati chilometri dalla Valtellina sino a Bellagio, dove si apre nei due celebri rami di Como e di Lecco. Sono svariati i percorsi che permettono di risalire le pendici delle montagne che si tuffano nelle profondissime acque (massima profondità in Italia: 416 metri) del lago di Como. Eccone qualcuno..




TABBIADELLO
Domaso o Gera Lario si prestano a punti di partenza di questo itinerario circolare, al 40% sterrato, che sale a Tabbiadello, 1050 metri su i monti che cingono il Lago di Como, per poi scendere di nuovo in riva al Lago. Da Tabbiadello la vista è molto interessante perchè spazia sul Lago, sulle cime e sui primi prati della Valtellina. Da Domaso la strada è ripida nel portare a Vercana (350 metri) e poi oltre il paese si prosegue verso i Monti di Vercana (sinistra). Si risale la strada asfaltata per circa cinque chilometri con una bella vista sulla valle del Livo, la cima del Ledù e l'abitato di Livo. Nei pressi di questi monti si conclude il tratto asfaltato e lo sterrato raggiunge i prati della baite di Tabbiadello. Le fatiche sono praticamente finite in quanto da Tabbiadello si scende di nuovo al Lago attraverso Roncai, Arcigno ed Aurogna. Alla fine i chilometri percorsi sono circa 20, ed il dislivello colmato di 842 metri (in salita).
Itinerario di difficoltà medio alta



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PIAN DELLE ALPI

Da Pigra, 880 metri di altitudine (da Argegno si arriva in funicolare), si segue la carrozzabile sino a San Fedele d'Intelvi (metri 779). Giunti sulla Argegno - Porlezza si svolta a destra per Porlezza e dopo circa 200 metri si prende a sinistra per Casasco. Ivi si prende a destra per Orimento e si pedala per tre chilometri. A Monticelli si abbandona la strada e si imbocca la mulattiera a sinistra per Ermogna - Pian delle Alpi. Si prosegue a mezza costa nel bosco e, ignorata la deviazione a destra per Cap.Giuseppe e Bruno, si transita per gli alpeggi di Carolzo (1100 metri) ed Ermogna (1100 metri). Giunti ad Ermogna si percorre la mulattiera in direzione Pian delle Alpi e rientrati nel bosco si prosegue in discesa su mulattiera per altri due chilometri. In vista della vasta distesa dell'Alpe si lascia la mulattiera svoltando a destra per arrivare subito a Pian delle Alpi (detto anche Alpe Cerano), metri 960. Si imbocca la strada asfaltata per rientrare a Casasco di Intelvi (metri 882) e poi seguendo le normali indicazioni viabilistiche si ritorna ad Argegno.
Itinerario di difficoltà medio alta



RIFUGIO BOFFALORA

Da Pigra, 880 metri di altitudine (da Argegno si arriva in funicolare), si segue la carrozzabile a destra per imboccare la strada per Rifugio Boffalora. La strada sale (ampi panorami sul Lago di Como) sino all'Alpe di Colonno. Da lì, passando lungo il versante nord della Cima della Duaria, si giunge all'alpe Boffalora dove sorge l'omonimo rifugio. Oltre il rifugio, si prosegue per cento metri fino ad un bivio dove si prende la strada (in parte sterrata) per Ponna. Da Ponna (metri 870) si scende a Laino e poi a Claino con Osteno (metri 270) da dove si costeggiano le sponde del Lago di Lugano. Per evitare la statale da Porlezza a Menaggio, all'altezza del Crotto Galbiga, si gira a destra passando davanti all'oratorio di San Maurizio (XI secolo). In fondo alla stradina si prende a sinistra sino a prima di un ponte dove si gira a destra seguendo il torrente Cuccio. Al successivo incrocio si gira a sinistra e, superato, il ponte, a destra imboccando la pista ciclabile che porta alla Casa della Riserva del Lago di Piano (metri 276). Si segue la sponda del Lago attraversando un ponticello in legno e si passano due campeggi. Venti metri dopo l' entrata del campeggio Ranocchio si prende la stradina a destra che diventa subito uno sterrato che passa dietro al campeggio. Si passa un guado in mezzo ai campi, si segue un letto asciutto di un fiume e si riprende uno sterrato per Bene Lario (377 metri). Giunti sull'asfalto si prende a sinistra ed all'incrocio si imbocca via Binadone fino alla statale (loc.Girandola ed Uniti).
Quattro chilometri separano da Menaggio ed altri quindici chilometri dividono Menaggio da Argegno.
Itinerario di difficoltà medio alta


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MONTE BISBINO

L'impegnativa salita a Monte Bisbino si attacca a Cernobbio, paese vicino a Como, che si raggiunge agevolmente lungo la strada che corre vicina al Lario. Da Cernobbio la salita è pesante: in soli 13 km, infatti, si supera un dislivello di 850 metri. La strada è asfaltata. Per chi ha già conquistato il monte Bisbino o per chi ama solo lo sterrato, la salita offre un'alternativa: superata Ca' Bassi invece di raggiungere la sommità del Bisbino si può svoltare in discesa verso rifugio Bugone e poi in saliscendi fino al Rifugio Binate.
Itinerario di difficoltà alta


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TRIANGOLO LARIANO

Da Brunate (715 metri), arrivo della funicolare, si prosegue a sinistra per prendere subito a destra e passare dalla chiesa. Si sale a San Maurizio (metri 906) dove raggiunta la piazza si passa sulla sinistra della facciata della Chiesa e si imbocca la mulattiera che sbuca in piazzale CAO. Si passa dal rifugio Cao, Baita Carla, Baita Bondella ed il Ristoro del Boletto Fabrizio per giungere alla Capanna San Pietro (1116 metri). Da qui si segue il "Senteé di Foo", sentiero dei faggi, che passa sotto il versante nord del Monte Bollettone per arrivare alla Bocchetta di Lemna (metri 1167). Dal valico si giunge alla Bocchetta di Palanzo. Si fiancheggia il versante ovest del Monte Palanzone per giungere al Rifugio Riella (1275 metri), oltre c'è una fontana. Arrivati al Cippo Marelli si passano gli estesi prati della Preaola fino alla Bocchetta di Caglio. Raggiunto un gruppo isolato di faggi all'inizio della Braga di Cavallo comincia la difficoltosa discesa alla Colma di Caglio e poi alla Colma del Piano (1124 metri), detta anche di Sormano. Da questa località si può scendere ad Asso, sede di stazione ferroviaria. La dorsale del Triangolo Lariano prosegue invece sino a Bellagio. Nel proseguire si abbandona per un breve tratto la Dorsale e invece di scendere al Pian del Tivano si prosegue su uno sterrato che sale all'Alpe Spessola (metri 1237). In forte salita si giunge all'Alpe di Terra Biotta (1436, quota massima): di scende con difficoltà all'Alpe del Borgo (1180 metri) e poi più agevolmente verso Borgo San Primo. Passata l'ex-colonia Bonomelli si prende all'uscita dalla pineta si prende a destra uno stretto sentiero. Arrivati all'Alpeggio di Pau, si percorrono una carrabile fino a Rovenza (metri 724) ed altre ripide discese attraversando Brogno, Begola e Perlo fino a Guggiate, frazione di Bellagio.
Tutto l'itinerario, al 90% su sterrato, misura 30 chilometri.

Itinerario di difficoltà alta


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VALICO DI VALCAVA

Novecento metri di dislivello tra Torre de' Busi ed il valico ed un percorso che offre un bel panorama sulla pianura sottostante. Il paese di partenza si raggiunge prendendo la strada secondaria che conduce da Caprino Bergamasco a Calolziocorte e svoltando a sinistra per Torre de' Busi-Valcava, proseguendo fino al Valico. Dal paese (o dal bivio, distante 1 km dal paese) si sale ininterrottamente per 11 km: tutta la strada presenta pendenze rilevanti, sempre superiori al 7% con picchi fino al 18%. La pendenza media è dunque dell'8%. Ma molto duri i km tra il 7 ed il 10: in questo tratto la pendenza media supera il 10,5%.
Itinerario di difficoltà alta



MORTERONE

Morterone è il comune più piccolo d'Italia: solo 27 residenti fissi. Si trova nel cuore del gruppo del Resegone, a 1100 metri. Vi si arriva percorrendo una piccola provinciale (in tutto 15.7 km) partendo da Ballabio, centro della Valsassina. Lasciata la strada per Lecco si scende per alcune decine di metri prima di incominciare a salire verso la Forcella di Olino (valico) e l'abitato di Morterone. Le pendenze sono severe e costanti per i primi otto chilometri. Dopo questo primo tratto segue una discesa ed una successiva salita che porta alla forcella di Olino (galleria) (km 11). Dai 1100 metri della Forcella di Olino si prosegue in saliscendi verso le varie località di Morterone, fino al Municipio ed alla Chiesa, nucleo del piccolo comune.
Itinerario di difficoltà alta





Abitata sin da tempi remoti e fondata dagli insubri, la città di Como si sviluppò in età romana quando crebbe a causa della sua fortunata posizione geografica e conserva ancora oggi tracce del suo passato... continua a leggere la Guida al Lago di Como


Sono diversi gli spunti, artistici, culturali e paesaggistici, della provincia di Lecco. Perno di questo territorio è ovviamente il capoluogo, la città "manzoniana" nei cui dintorni si può passeggiare e tentare di scoprire continua a leggere la Guida a Lecco ed ai suoi dintorni







ALPE LOGONE
Trenta chilometri con un percorso asfaltato per i suoi 4/5: da Menaggio si sale sino all'Alpe Logone per fare rientro in paese attraverso Cusino e Gottro. Si prende la direzione Lugano e poi Loveno. Si giunge dunque, seguendo le successive indicazioni, al grande pascolo Pianure da cui, su mulattiera, si giunge sino al fiume Senagra che si costeggia dirigendosi verso destra. Nei pressi di una troticoltura si attraversa il fiume su un ponte che conduce alla asfaltata da percorrere sino a Codogna (450 metri): arrivati sulla provinciale si prende a destra per salire a tornanti sino a Velzo: poco oltre questo paese la vista è ottima sui laghi di Lugano, Como e sul lago di Piano. La vecchia mulattiera che si imbocca dopo Velzo, ad Olzerano, porta su forti pendenze sino a Naggio, metri 657. Le indicazioni per Val Sanagra-Monti di Grandola portano alla chiesetta di San Rocco, al bivio per i Monti di Grotto (bivio a dx) ed a Spino dove finisce l'asfalto. Lo sterrato a sinistra (strada chiusa) porta con impegno severo sino all'Alpe Logone. Dall'Alpe si scende a Cusino (800 metri) e poi a Carlazzo e Gottro, paese dal quale è veloce il ritorno a Codogna ed all'itinerario di salita.
Itinerario di difficoltà medio alta


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ESINO LARIO

La strada del Passo si attacca a Varenna sulla sponda orientale del Lario (sostanzialmente a metà lago), metri 220, ed in 16,2 km porta a superare i quasi 1000 metri di dislivello. La salita (a volte inserita nel Giro di Lombardia) presenta pendenze abbastanza costanti (media 6%) e non proibitive salvo qualche strappo intorno al 10% fino a raggiungere i 1180 metri del Passo. La salita, con vari tornanti, permette di ammirare panorami splendidi su Lago e zone costiere, in primis Bellagio.
Itinerario di difficoltà medio alta


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COLMA DI SORMANO

Una bella, ed impegnativa, salita con panorami sul Lago e visita alla cascata di Nesso, paese dal cui lungolago si può fissare la partenza per l'ascesa alla Colma. Subito usciti dal paese, 280 metri, si pedala su pendenze subito significative: dopo 5 km si è già a quota 643 metri, presso una Grotta. La salita continua ed è sempre impegnativa: la pendenza media dell'8% con picchi oltre il 10. Se la stagione è favorevole dovrebbe essere facile incontrare numerosi appassionati lungo questo percorso, proprio per le sue caratteristiche di lunghezza e dislivello. Si arriva alla Colma di Sormano, a 1135 metri, dopo 13 km di ascesa: lo strappo finale (1 km al 10%) è preceduto da un falsopiano (1.5 km) dove raccogliere le energie residue.
Itinerario di difficoltà medio alta


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PASSO SAN JORIO

Da Dongo cinquantotto chilometri di pedalate permettono di concludere questo itinerario che al 60% si snoda su strade sterrate. Il dislivello è significativo (1814 metri) e porta sino ai 2010 metri di Passo S. Jorio, punto di confine con la Svizzera. Punti intermedi sono Germasino (570 metri) e Garzeno (662) e sempre su asfalto si giunge alla Bocchetta di Germasino dove inizia il tratto sterrato che in più di dieci chilometri porta sino al Passo.
Itinerario di difficoltà alta


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La cartografia è fornita da Kompass
Carta K91 - Lago di Como Lago di Lugano
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