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San Martino di Stroppo, foto Valentina Scigliano (scorri la gallery!)
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Trekking in valle Maira (foto: www.vallemaira.org)
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Bambini in passeggiata (foto: www.vallemaira.org)
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I Ciciu (foto: www.vallemaira.org)
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Laghi panoramici in valle Maira (foto: www.vallemaira.org)
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Relax sulle rive dei laghi (foto: www.vallemaira.org)
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Mountain bike in valle Maira (foto: www.vallemaira.org)
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Traversiera vicino al rifugio Carmagnola (foto: www.vallemaira.org)
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San Peyre (foto: www.vallemaira.org)
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Santa Maria Morinesio (foto: www.vallemaira.org)
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Santa Maria Assunta, foto Valentina Scigliano (foto: www.vallemaira.org)
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Le tipiche tome piemontesi (foto: www.vallemaira.org)
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Trekking in quota (foto: www.vallemaira.org)
Piemonte

Valle Maira

La Valle Maira è una vallata del Piemonte occidentale, situata in provincia di Cuneo: è solcata dal torrente Maira che le dà il nome. Si tratta di una valle priva di sbocchi agevoli verso la Francia ed è delimitata sia a nord sia a sud da catene montuose decisamente massicce: gli spartiacque la separano dalla valle dell’Ubayette (in Francia, verso ovest), dalla valle Stura di Demonte e Grana (a sud) e dalla val Varaita a nord. Un contesto geografico così chiuso ha ovviamente favorito il consolidamento di tradizioni secolari. Inoltre questa vallata non è stata interessata dal tumultuoso sviluppo che ha segnato – con impatti di vario tipo – altre vallate alpine e si è fortemente spopolata nel Novecento. Da alcuni anni, però, si assiste con piacere ad un’inversione di tendenza: il turismo lento, poco impattante, basato su escursionismo, mountain bike e, d’inverno, scialpinismo e ciaspole contribuisce al rilancio della vallata che proprio nella sua purezza conserva i principali motivi di interesse e fascino.
La valle Maira – come diverse altre vallate delle Alpi piemontesi e liguri – è una valle occitana, caratterizzata quindi da una parlata autoctona di tipo vivaro-alpino. Si stima che le varianti locali della lingua occitana siano conosciute da circa quattro abitanti su dieci nei comuni definiti, appunto, come occitani.

GEOGRAFIA (da Wikipedia)
“A monte di Acceglio la valle vera e propria ha termine in frazione Saretto, in corrispondenza della sorgente del Maira sul versante Sud. Il vallone che si origina da qui e risale in direzione Nord-Ovest prende il nome di Valle del Maurin, e risale fino al Colle Maurin; a quota 2000 mslm circa il vallone si biforca ulteriormente, distaccando in destra orografica il Vallone dell'Infernetto, che risale verso la cresta della Aiguille de Chambeyron. Un ulteriore vallone secondario è il Vallone dell'Autaret, che diramandosi dalla parte alta del vallone di Maurin a monte della biforcazione per l'Infernetto prosegue verso il colle di Bellino e la valle Varaita.
Un caso particolare è il Vallonasso di Stroppia, un vallone sospeso in destra orografica della Valle del Maurin e del Vallone dell'Infernetto, ai piedi del Brec de Chambeyron, che si chiude a valle a quota 2300 mslm circa con un'alta parete rocciosa che scende quasi verticale a monte della frazione Chiappera, solcata, durante il disgelo e dopo le piogge, da una spettacolare cascata alta centinaia di metri. La sua testata è delimitata dal Col di Gippiera.
Altro interessante vallone sospeso è la Valle di Ciabrera, alla sinistra orografica dell'alta Valle del Maurin, tra quest'ultima ed il colle di Bellino.
Poco a valle di Chiappera dirama in destra orografica il Vallonasso, chiuso a monte dal monte Sautron; a sud di questo, si trova la valle di Apzoi, altra valle sospesa, chiusa in testata dal colle di Enchiausa.
L'Altopiano della Gardetta è un vasto altopiano calcareo, posizionato in prossimità dello spartiacque con la valle Stura di Demonte a sud, e con la valle Grana ad est. È una conca chiusa, ricca di saliscendi, idealmente delimitato dal passo della Gardetta, dal colle del Preit, dal colle d'Ancoccia, dal colle Margherina, dal colle di Salsas Blancias, dal colle di Servagno e dal passo di Rocca Brancia. L'altopiano è dominato ad est-nord-est dall'isolata Rocca la Meja (2831 metri), uno dei simboli delle montagne cuneesi".

ARCHITETTURA
Edifici civili e chiese secolari rappresentano il vero tesoro architettonico delle valle che, seppur priva di monumenti particolari, offre contesti ben conservati di edilizia alpina e risulta, pertanto, di grande interesse.
Elemento caratteristico sono le colonne rotonde: rappresentano una curiosa fusione di tradizioni costruttive greco-romane ed alpine. Colonne rotonde, dunque, a sostenere le grandi strutture in legno di soffitti, balconate e travature dei tetti. Una particolarità specifica della valle Maira: gli esempi più significativi si trovano a Macra, Elva e Canosio nel vallone di Pagliero. Diffuse nel comune di Canosio ma anche a Marmora e Celle Macra le cosiddette “case villaggio”, frutto di successive stratificazioni che portarono ad accorpare sotto un unico tetto più edifici: un vero esempio di arguzia, ingegno e … economia di scala!
Un altro esempio di comunitarismo è testimoniata dai “forni”, così descritti sulle pagine del sito www.visitvallemaira.it: “I forni comunitari erano grandi forni in comproprietà fra le famiglie di una borgata adibiti, nel tardo autunno, a cuocere la provvista annuale del pane, fatto con la segale dell'alta valle conosciuta come Bià d'Acéi (segale di Acceglio). A secondo dell'altitudine, nelle borgate più alte i forni potevano già essere accesi a San Martino, mentre a quota inferiore era norma che si iniziasse a panificare verso Natale. Scaldato il forno, ogni famiglia provvedeva quindi alla preparazione e alla cottura dei propri pani. Una volta cotti, i pani erano riposti nel fienile ad essiccare per tre settimane, quindi sistemati su apposite rastrelliere (in genere appese al soffitto perché non fossero raggiunte dai topi) dove si potevano conservare fino all'anno successivo”. E parlando di pane non si può non ricordare il “foro frumentario”: uno dei rari esempi di loggia del grano a pianta ottagonale edificata risalente alla metà del XIV secolo. Era un mercato coperto fuori porta (si trova infatti oltre l’antica cinta muraria): la copertura è garantita da una volta ogivale sostenuta da otto pilastri con semi-colonne affiancate. E’ ornato con motivi floreali dipinti sugli intradossi degli archi e con stemmi sui capitelli mentre le colonne presentano le tipiche decorazioni a rosette rosse e nere. “Dopo la peste del 1522 murate le arcate fu trasformato in Cappella dedicata a San Sebastiano alla quale fu, successivamente, aggiunto il pronao barocco e l'edicola dell'orologio; solo nel 1818 fu restituito alla primitiva funzione. Gli affreschi riportati alla luce nel 1937 mettono in evidenza il monogramma gotico JHS, abbreviativo di Jehsus, accanto allo stemma dei Marchesi di Saluzzo. Recenti restauri hanno portato alla luce interessanti particolari di affreschi probabilmente legati alla figura del Santo al quale era dedicata la cappella” (da www.visitvallemaira.it).
In tutta la valle sono presenti mulini – a ruota verticale o orizzontale – che un tempo sfruttavano l’energia di quasi tutti i torrenti disponibili. Oggi non sono più funzionanti ma sono comunque ben conservati: il più antico è quello della Riviera di Dronero, quattrocentesco.
In tutta la valle è presente un solo castello, non visitabile: si tratta del castello merlato dei Berardi a Cartignano che, secoli addietro, era l’unico centro della valle ad ospitare un feudatario. Si notano, però, sparse per la valle dimore più eleganti e ricercate: si tratta di alcune case signorili che appartenevano alla borghesia contadina. Elemento distintivo la pietra che quindi, si pensa, fosse una sorta di simbolo di ricchezza e benessere da mostrare con orgoglio.
Stroppo, Marmora, Celle e Acceglio, in particolare, ospitano queste dimore signorili che abbondano invece a Dronero.
Elegante anche il Lazzaretto, situato a Caudano di Stroppo. Ha una delle facciate a vela più imponenti della valle e risale al XV secolo: in origine doveva essere un ricovero per gli indigenti ma il suo aspetto è ricco di tutti i tratti che caratterizzavano gli edifici nobiliari dell’epoca.


SORGENTI DEL MAIRA
Le Sorgenti del Maira, - riconosciute come Sito di Interesse Comunitario Europeo – sono un luogo meraviglioso e quasi magico dove l’acqua scorga copiosa in una conca glaciale creando grotte di travertino, nascoste da un rigoglioso bosco di pino uncinato. (www.visitvallemaira.it)
 

I CICIU DEL VILLAR
Di grande rilevanza geologica è la Riserva naturale dei Ciciu del Villar che si trova presso lo sbocco vallivo del fiume Maira, a nord est di Villar San Costanzo. In questa località si trovano i cosiddetti Ciciu 'd pera: sculture morfologiche naturali frutto di un particolare fenomeno di erosione, dalla forma di funghi, il cui cappello è costituito da un masso erratico e il cui gambo è costituito da terra e pietrisco. La leggenda popolare vuole i Ciciu legati alla storia di San Costanzo, santo patrono di Villar, soldato romano appartenente alla Legione Tebea, martirizzato il 18 settembre fra il 303 e il 305 sulla collina che sovrasta Villar. Mentre Costanzo fuggiva nei boschi inseguito dai soldati romani, giunto alla Costa Pragamonti si voltò verso di essi urlando: "O empi incorreggibili, o tristi dal cuore di pietra! In nome del Dio vero vi maledico. Siate pietre anche voi!"
Fu così che cento di essi vennero immobilizzati all'istante e trasformati in pietra. Per ulteriori informazioni: http://riservaciciuvillar.parcomarguareis.it/

ALTOPIANO DELLA GARDETTA
Il pianoro della Gardetta, grazie alla presenza di resti fossili di organismi marini, dune costiere, ciottoli di antichi fiumi e colate di lave vulcaniche, nel 2001 è stato riconosciuto dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici come Patrimonio Geologico Italiano. Il pianoro, nel quale si trovano anche resti di casermette militari della prima metà del Novecento, è circondato da alte cime tra le quali spicca l’affilata Rocca la Meja, vetta in calcare dolomitico dalla caratteristica stratificazione verticale, meta frequente di arrampicatori ed escursionisti.
 

Su www.cicloweb.net due ulteriori pagine dedicate alla valle Maira:
- escursioni e trekking in valle Maira;
- mountain bike in valle Maira

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